“Modi incompiuti di morire”: storia di una vita incompiuta

Modi incompiuti di morire, André Timm
(Tuga edizioni, 2019)

coverSantiago ha tredici anni e vive con i genitori in un piccolo paese. Ha un migliore amico di nome Lupi e una migliore amica, Agnes. Frequenta la scuola, pratica il nuoto (più per obbligo che per vera passione). Eppure, nelle prime pagine di Modi incompiuti di morire lo vediamo rubare la pistola del padre con l’intento di uccidersi, ed è solo un attacco di sonno a impedirgli di mettere in atto il suo piano.

Facciamo poi un piccolo passo indietro, e cominciamo a capire perché Santiago, pur così giovane, fosse deciso a farla finita. Lo seguiamo da vicino mentre subisce i primi colpi di sonno, momenti di stanchezza invincibili e repentini, che lo portano a crollare addormentato in classe, a scuola, a casa, in compagnia dell’amico Lupi. Questi eventi, liquidati da genitori e professori come manifestazioni di pigrizia o come effetti collaterali della pubertà, gli permettono tuttavia di conoscere la bella Valerie, e di intrecciare con lei quello che pare a tutti gli effetti l’inizio di una storia d’amore.

Gli attacchi tuttavia continuano, e Santiago scopre di essere malato: è affetto da una grave forma di narcolessia, che lo porta ad addormentarsi ogni volta che prova una forte emozione. Il protagonista comprende immediatamente che la malattia gli impedirà di vivere una vita normale. Questa consapevolezza e l’improvvisa partenza di Valerie lo destabilizzano, portandolo a vivere un periodo di forte agitazione, e poi una fase di chiusura e di rinuncia nei confronti del mondo.
Santiago impiegherà più di vent’anni per venire veramente a patti con la narcolessia.

La peculiarità di Modi incompiuti di morire sta nella narrazione in seconda persona. Attraverso la lettura, ci rivolgiamo a Santiago con il “tu”, assumendo un ruolo improprio di coscienza e di conoscitori; allo stesso tempo riceviamo dal protagonista tutta una serie di notizie e di informazioni che ci aiutano a inquadrare meglio la vicenda, e osservazioni cariche di ironia che rendono più gradevole l’esperienza di lettura.

Da un certo punto di vista, il romanzo è un vero e proprio page turner. Tramite un gioco di allusioni, di sottotrame e di segreti insoluti, il lettore si sente spinto a proseguire la lettura, nella speranza di chiarire tutti i punti oscuri e di scoprire come Santiago potrà riprendere in mano la propria vita.
Ma allo stesso tempo si prova una sensazione di scetticismo, che affiora a metà lettura, e va crescendo verso la conclusione.
Non intendo spoilerare quelli che sono i principali colpi di scena dell’opera, ma si può dire che il problema derivi dalla successione di eventi drammatici che colpiscono Santiago, e dall’assenza di una trama solida alla base.

Innanzitutto, la prima parte, che coincide con l’infanzia di Santiago e con i primi sintomi della malattia, manca di verosimiglianza. È evidente fin dalle prime manifestazioni che quella di Santiago è una situazione tutt’altro che comune: anche non sapendo che cosa sia la narcolessia, la vista di un ragazzino che crolla al suolo da un momento all’altro, senza segnali premonitori, desterebbe la preoccupazione di qualunque adulto, soprattutto all’interno di un edificio scolastico.
Santiago si rende poi responsabile di un grave reato, che se può essere parzialmente spiegato dal suo stato di angoscia, non giustifica le reazioni di coloro che lo circondano: i personaggi si dividono tra chi accetta acriticamente le sue azioni e chi, pur avendo le prove della sua colpevolezza, si limita ad accusarlo in modo generico.
Infine, il ritorno di Valerie porta un’ultima, grande rivelazione – che purtroppo ha come unica conseguenza l’autoassoluzione di Santiago, che non si è d’altronde mai ritenuto veramente responsabile delle gravi sofferenze che ha causato.

In sintesi, Modi incompiuti per morire presenta alcune felici intuizioni – prima fra tutte la narrazione in seconda persona, poi l’ironia, il passaggio fluido tra veglia e sonno – viziate purtroppo da una trama in alcuni punti poco realistica, caratterizzata da un climax di tragedie e rivelazioni che, lungi dal renderla più intensa, finiscono col darle un tono quasi grottesco.

 

Sonia Aggio

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