“Tutto il resto è provvisorio”, storia leggera di una sorprendente profondità

Tutto il resto è provvisorio, Guido Barbujani
(Bompiani, 2018)

coverHo deciso di leggere questo romanzo non conoscendo né l’autore né la trama. Ho semplicemente visto la copertina e ho riconosciuto nel blu del cielo, nel verde intenso della campagna, nel muro scrostato i paesaggi del Veneto. Ho subito pensato “casa“.
E non poteva essere altrimenti: Tutto il resto è provvisorio, ultima fatica di Guido Barbujani, genetista e scrittore, racconta una storia fortemente legata alle dinamiche e ai paesaggi del Nord-Est.
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“I quattro libri” e una chiacchierata con Yan Lianke

Yan Lianke è ritenuto uno degli autori più celebri e trasgressivi del panorama cinese contemporaneo. Tra le sue opere principali ricordiamo Servire il popolo, Il sogno del villaggio dei Ding e I quattro libri, pubblicato in Italia da nottetempo.

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Fonte: nottetempo

Costruito assemblando gli estratti di quattro opere (un trattato filosofico, un’opera di stampo religioso, una cronaca e l’autobiografia di uno Scrittore), il romanzo racconta le traversie di alcuni intellettuali internati in un campo di rieducazione, e del Bambino che guida la Sezione, nel periodo della Grande Carestia (1959-1961).

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Lianke durante il suo tour di promozione e di intervistarlo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con la mediazione dell’interprete Martina Codeluppi, che ringraziamo. Continua a leggere

Libri sotto l’ombrellone – Ircocervo edition

Ogni anno, decine di lettori si aggirano fra gli scaffali delle librerie, leggono recensioni su recensioni, riempiono e svuotano il carrello su Amazon o IBS. In decine di case, prima delle ferie, risuona la fatidica domanda: “Cosa leggo durante le vacanze?”
C’è chi acquista il thriller del momento, chi intende smaltire la propria TBR, chi raccoglie il proprio coraggio e sceglie I fratelli Karamazov.
Chi invece non riesce a decidere, stia tranquillo: qui può trovare cinque titoli (testati e garantiti) da portare in vacanza.

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Campiello 2018: “Mio padre la rivoluzione” rovescia la realtà

Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio
(minimun fax, 2017)

 

imageRaramente mi capita di non saper decidere se un libro mi ha convinto o meno, eppure questo è accaduto con Mio padre la rivoluzione, finalista al Premio Campiello. Dopo averne concluso la lettura, pur essendomi riservata alcuni giorni per riflettere sono ancora preda dell’indecisione.

L’opera di Davide Orecchio si distingue da subito per la sua struttura: Mio padre la rivoluzione non è un romanzo, bensì una raccolta di dodici racconti differenti per ambientazione (si passa dal Messico agli Stati Uniti, dalla Germania nazista all’Italia del dopoguerra) e personaggi (da Gianni Rodari a Lev Trockij, da Stalin a Hitler, da Togliatti a Bob Dylan). Continua a leggere

Il racconto dei racconti in una Napoli magica e femminile

Morfisa o l’acqua che dorme, Antonella Cilento
(Mondadori, 2018)

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Antonella Cilento torna ancora una volta nella sua Napoli. Se il suo ultimo romanzo, Lisario o il piacere infinito delle donne (finalista al Premio Strega 2014), aveva come sfondo la città spagnola del Seicento, Morfisa racconta una città dimenticata, ignota ai più: la Napoli dell’undicesimo secolo, capitale di un Ducato solo in teoria dipendente da Bisanzio.

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“Di sangue e di ghiaccio” e di piacevoli sorprese

Di sangue e di ghiaccio, Mattia Conti
(Solferino Libri, 2018)

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Classe 1989, vincitore nel 2011 della XVI edizione del Premio Campiello Giovani, Mattia Conti è in libreria con il romanzo Di sangue e di ghiaccio. Si tratta di un doppio esordio: l’opera è edita dalla Solferino Libri, casa editrice di recente fondazione legata, fin dal nome, al Corriere della Sera.

Lecco, 1891. Ranocchia, aspirante attore teatrale, pare essere impazzito: da sempre sgraziato e balbuziente, ha cominciato a parlare da solo, grida e canta, ha strane convulsioni. Quando viene ritrovato nudo e mezzo morto sulle rive del lago, i suoi genitori e il suo mentore, l’impresario Baldo Bandini, si vedono costretti a farlo internare al San Martino, la pazzeria di Como.

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La montagna veneta, “ultima patria” bella e selvaggia

L’ultima patria, Matteo Righetto
(Mondadori, 2018)

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A un anno di distanza da “L’anima della frontiera” (recensito qui), Matteo Righetto torna in libreria con L’ultima patria, secondo romanzo della Trilogia della Patria. Protagoniste, ancora una volta, sono la famiglia De Boer e Nevada, minuscolo paese situato tra l’altopiano di Asiago e la val di Brenta.

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Princesa e le altre: una nuova vita per le donne di De André

Princesa e altre regine, a cura di Concita De Gregorio
(Giunti Editore, 2018)

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Le donne e Fabrizio de André. Le donne di Fabrizio de André: Princesa, Madama Dorè, Marinella, Bocca di Rosa – per nominare soltanto le più celebri. Il progetto Princesa, curato da Concita De Gregorio con la collaborazione di scrittrici, fotografe e artiste, si è posto l’obiettivo di dare una vita nuova alle figure femminili create dal cantautore ligure.

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Dalla carta alla carne: il vibrante ritratto della “corsara” Ginzburg

La corsara, Sandra Petrignani
(Neri Pozza, 2018)

Tra i finalisti del Premio Strega, La corsara di Sandra Petrignani si pone in una posizione appartata, risalta rispetto agli altri poiché non si tratta di un romanzo propriamente detto. La Petrignani, già autrice di Marguerite (una biografia romanzata di Marguerite Duras), si dedica ancora una volta a ricostruire la vita di una delle più grandi scrittrici del Novecento: Natalia Ginzburg.

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Una ballata senza nome per la Grande Guerra

Ballata senza nome, Massimo Bubola
(Frassinelli, 2017)

28 ottobre 1921. Basilica di Aquileia. Una donna vestita di nero. Si chiama Maria Bergamas, viene da Gradisca d’Isonzo; suo figlio, disertore dell’esercito austroungarico, è morto in guerra, il suo corpo non è stato ritrovato. Il compito di Maria è scegliere, tra le salme di undici soldati non identificati, il Milite Ignoto che verrà condotto a Roma e sepolto presso l’Altare della Patria.

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