Di “Consenso” e del rovesciare la prospettiva

Consenso, Saskia Vogel
(Safarà Editore, 2019 – trad. Alice Intelisano)

coverConsenso è una faticosa storia di risveglio e liberazione. L’esordio letterario dell’americana Saskia Vogel esplora la psiche umana in due fra i processi più intimi e delicati: l’elaborazione del lutto e l’accettazione della propria sessualità.

Echo è una giovane donna allo sbando. La madre, tedesca trapiantata in America, oscilla tra la depressione e le recriminazioni; il padre, uomo di successo, spigliato, vincente, è scomparso durante un’escursione con la figlia: per distrazione o per malore, è scivolato dalla scogliera ed è stato inghiottito dal mare.
Vengono chiamati i soccorsi, ma l’uomo, il corpo, la salma non viene ritrovata. Per Echo è il punto di rottura: la complessa gestione del lutto dà il colpo di grazia a una ragazza sensibile, ossessionata fin da piccola dalla caducità delle cose e dall’inospitalità del paesaggio californiano.

Per resistere al burrascoso matrimonio dei genitori, per procedere senza farsi ferire dal mondo, Echo è diventata attrice ma, a meno di trent’anni, la sua carriera è già fallita. La protagonista si lascia trascinare dagli eventi, si concede a uomini che non ama per mascherare la vergogna del suo primo amore, il rapporto proibito con una compagna di scuola.

La prima parte del romanzo è difficile. L’azione stenta a decollare. Restiamo con Echo in una palude mentale di autodistruzione, di arrendevolezza, di ostinazione – anche – a rimanere nella propria meschinità. Echo è “miserable”. Solo l’incontro con Orly, bellissima e sicura di sé, dà una scintilla, promette uno sviluppo incendiario.

Orly, infatti, è una dominatrice. Sebbene sia giovane, nell’ambiente BDSM è rispettata e ricercata. Insieme a lei vive Lonnie detto “Mignolino”, un uomo che le si è completamente asservito, dopo aver ricevuto l’umiliazione cercata per tutta la vita, repressa per anni ed esplosa, infine, in una ricerca avvilita e condita di sensi di colpa.
Echo entra in questo mondo con cautela e lentezza. L’infatuazione per Orly, che la ricambia, le permette di uscire poco per volta dal guscio di insensibilità in cui si era rinchiusa; la ragazza prende coscienza di sé e del suo desiderio, ma anche della povertà sentimentale sperimentata fino a quel momento.

Questo romanzo rovescia la prospettiva del sesso. Il mondo del sesso sadomaso, a dispetto degli stereotipi, è più libero di quello “normale”: noi lettori accompagniamo Echo nella progressiva scoperta dei lati oscuri del sesso “socialmente accettabile”, che nella sua apparente libertà nasconde inganni e coercizioni – spesso ai danni di Echo, ma possiamo ampliare questa riflessione alla donna in generale; il BDSM brutto e cattivo rivela, dietro la violenza e il dolore fisico, il grande rispetto per il consenso e per la libertà di ognuno.

Lo stile della Vogel è ipnotico e in alcuni punti dolorosamente acuto e toccante. Non si può non apprezzare la maturità dell’autrice nel trattare temi così delicati come la morte, l’amore, il sesso, le difficoltà dei rapporti famigliari e il tremendo vuoto di un mondo – Los Angeles – ferocemente votato al successo, alla corsa, ad un affanno che nasconde malamente incertezze e sofferenze.

Tuttavia, il materiale narrativo è mal distribuito: il processo di rinascita di Echo comincia relativamente tardi e appare quasi frettoloso. Alla conclusione del libro resta l’insoddisfazione per una storia incompleta, incastrata a forza in uno spazio troppo ridotto. La parte iniziale, infatti, è troppo lenta e inconcludente, quasi che la storia procedesse in tondo. Non è un problema in assoluto, sia chiaro, ma di fronte a un romanzo che si propone di raccontare altro, questa scelta non è vincente.

In sintesi, Consenso è un esordio di tutto rispetto, che tratta con sapienza e delicatezza elementi non facili e una trama coraggiosa. C’è uno sbilanciamento tra la prima e la seconda parte, derivata forse da una gestione non oculata della materia letteraria, ma si tratta di un problema imputabile all’inesperienza dell’autrice, e che sicuramente non si ripeterà in futuro.

Sonia Aggio

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