Lucas, le sue carte sparse: la vita autosufficiente dell’alter-ego di Cortázar

Un certo Lucas, Julio Cortázar
(Sur, 2020 – trad. di I. Carmignani)

9788869981999_0_221_0_75Chi non si accosta a Cortázar da neofita sa più o meno cosa aspettarsi da questo libro – conosce lo stile particolarissimo di questo esplosivo autore argentino, le sue bollicine, la sua antilogica, il suo riconoscibile timbro allucinato e onirico, l’assurdo introdotto di sottecchi, la surrealtà tranquilla. Per chi si accosta a Cortázar da neofita: complimenti, ora anche voi avete una vaga idea di cosa aspettarvi. Qualora non bastasse, qui trovate una nostra recensione di una delle sue raccolte di racconti. Tornando a noi: bene, Un certo Lucas possiede tutte queste caratteristiche, tutte assieme – e anche di più. Continua a leggere

“Il dono oscuro”: lo sguardo del buio

Il dono oscuro, John M. Hull 
(Adelphi, 2019 – Trad. F. Pacifico)

Cosa succede quando chiudiamo gli occhi? Gli oggetti scompaiono, perdiamo il senso dello spazio, ci ritroviamo senza riferimenti; siamo racchiusi in noi stessi, impossibilitati a conoscere un mondo di cui ci giungono solo frammenti sonori. Il dono oscuro di John M. Hull (Touching the Rock nella versione originale, da cui nel 2016 è stato tratto il film Notes on Blindness) parla di questa esperienza. È un libro scritto al buio, in cui si scopre una nuova modalità di conoscenza che, nonostante la cecità del narratore, permette di soddisfare la sua inesauribile “voglia di mondo”. È una ricerca in cui, come scrive nella prefazione Oliver Sacks (che definisce il libro ‹‹un capolavoro››): ‹‹ogni cosa è ponderata, esplorata fino al suo limite estremo; ogni esperienza viene sviscerata finché non produce la sua messe di significati››, quasi a “spremere” l’oscurità per poterne carpire il significato. Continua a leggere

Judith Schalansky e le cose perdute

Inventario di alcune cose perdute, Judith Schalansky
(Nottetempo, 2020 – trad. di F. Pantanella)

inventario-di-alcune-cose-perdute-d589In un tempo in cui gli strumenti narrativi prosperano (film, serie tv, fumetti, social, ecc.), e oltre a essere tanti sono anche incredibilmente efficaci, non è banale chiedersi, l’istante prima di mettere le dita sul computer, perché abbiamo deciso di raccontare la storia che abbiamo in testa con la forma del romanzo. Perché proprio il romanzo? A voler essere intellettualmente onesti dovremmo chiedercelo ogni volta che ci mettiamo a scrivere, spazzando via i preconcetti: quali sono le specifiche del libro, quali sono i caratteri che lo rendono autonomo e a suo modo essenziale rispetto agli altri strumenti? Continua a leggere

I fantasmi siamo noi: “La notte della felicità”

La notte della felicità, di Tabish Khair
(Tunué, 2020 – trad. A. Gasparini)

nottefelAnil Mehotra è un giovane imprenditore indiano di successo e non ha tempo da perdere con le cose irrazionali, come la felicità e la religione. Induista solo formalmente, liberale e di larghe vedute, tollera i musulmani ma diffida anche del loro potenziale integralismo: strano, quindi, che ne abbia assunto uno e ne abbia fatto il suo fidato braccio destro.

Ma Ahmed è mite, discreto ed equilibrato e sembrerebbe anche poco praticante: l’unica festività musulmana per cui ogni anno chiede un giorno di ferie è Shab-e-baraat, la notte della felicità. In questa occasione sua moglie Roshni prepara l’halwa e i due la mangiano insieme, pregando per le anime dei defunti.

Un giorno, proprio la sera della festività, mentre imperversa un violento acquazzone, Anil si offre di accompagnare a casa Ahmed e viene invitato ad assaggiare l’halwa di Roshni. Una volta entrato nell’appartamento, però, la vita del protagonista cambia per sempre, incrinata da un dettaglio disturbante che mette in dubbio tutto ciò che credeva di sapere sul proprio dipendente.

Comincia così La notte della felicità, il romanzo di Tabish Khair da qualche giorno in libreria per Tunué nella traduzione di Adalinda Gasparini. Continua a leggere

L’Australia interiore di Gerald Murnane

Le pianure – Gerald Murnane
(Safarà, 2019 – trad. di R. Serrai)

downloadGerald Murnane ha le guance rosse da vecchio di buon cuore. Vive a Goroke, un paese di circa seicento abitanti, in Australia, e non ha mai preso un aereo in tutta la sua vita. Soffre di anosmia, l’incapacità di percepire gli odori, e gli piacciono le corse di cavalli. Lavora in un bar, per arrotondare tiene corsi di scrittura nel golf club locale. Pochissimi dalle nostre parti hanno sentito parlare di lui, quasi nessuno. Ma Gerald Murnane è uno che ha scritto tredici romanzi: secondo chi li ha letti sarebbero talmente eccezionali da renderlo meritevole del premio Nobel. Continua a leggere

La fantascienza prima della fantascienza: il viaggio sotterraneo di Niels Klim

Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, Ludvig Holberg
(Adelphi, 1994 – Trad. Bruno Berni)

niels5Il viaggio sotterraneo di Niels Klim fu pubblicato originariamente in latino (Nicolai Klimii Iter Subterraneum) a Lipsia tra il 1740 e il 1741, da un autore che preferì per il momento restare anonimo, anche se non dovette passare molto tempo prima che la paternità del testo cominciasse ad essere nota prima nei circoli colti dell’epoca e poi anche al di fuori di essi. Ludvig Holberg, infatti, negli anni ’40 del diciottesimo secolo era già famoso in patria e all’estero come autore di opere storiche e di commedie. Egli nacque nel 1684 a Bergen, al tempo parte del Regno di Danimarca-Norvegia, e studiò a Copenaghen, prima di viaggiare, come da consuetudine, in lungo e in largo per l’Europa allo scopo di completare la propria formazione. Considerato il padre della letteratura danese, fu uomo dottissimo e degno figlio della sua epoca. Scelse di dare alle stampe il Klim in forma anonima per evitare ripercussioni da parte del Regno danese, severamente pietista, dove in quegli anni vigeva una rigida censura. Continua a leggere

“La clausola del padre”: gioie e nevrosi di ordinaria familiarità

La clausola del padre, Jonas Hassen Khemiri
(Einaudi, 2019 – Trad. Katia De Marco)

 

pappaklausulenLa clausola del padre, pubblicato da Einaudi lo scorso 3 settembre, è l’ultimo romanzo di Jonas Hassen Khemiri, giovane scrittore e drammaturgo tunisino-svedese già parecchio noto in patria e affermatosi, tra l’altro, nel panorama letterario italiano grazie all’inclusione del suo Tutto quello che non ricordo (Iperborea) nella cinquina finalista del Premio Strega Europeo 2017. Alla quinta prova come romanziere, Khemiri sceglie di realizzare un testo corale, una saga familiare, riprendendo e arricchendo di sfaccettature e declinazioni temi che ha già dimostrato di avere a cuore in opere precedenti. Continua a leggere

“Nel profondo”: come fare buon uso dei classici

Nel profondo, Daisy Johnson
(Fazi editore, 2019 – trad. S. Tummolini)

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In genere diffido delle riscritture dei classici: in una biblioteca per generi le collocherei tra i libri scritti dai giornalisti e i romanzi rosa, nell’angolo più scomodo che tanto non frequenterei mai. Lo penso davvero: ma mettendolo nero su bianco mi accorgo di come il pregiudizio mi faccia meschino – la saccenteria che si trasforma in pura e semplice ignoranza – allora mi sforzo di ragionare meglio, capire perché questi rimaneggiamenti contemporanei di tragedie greche, drammi shakespeariani e simili non mi sono mai piaciuti, e mi rendo conto che il motivo è semplicemente questo: mi annoiano. So già di cosa stiamo parlando e come andrà a finire; mi passa ogni appetito.

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La labirintica natura della memoria umana

Labirinto, Burhan Sönmez
(nottetempo, 2019 – Trad. Nicola Verderame)

copertinaLabirinto è la storia di Boratin, un affascinante e talentuoso cantante blues che tenta il suicidio gettandosi dal Ponte sul Bosforo, sopravvive a questo gesto estremo e si risveglia in ospedale: se l’è cavata con qualche costola rotta, ma ha perso la memoria, e non riesce a ricordare non solo il motivo per cui aveva deciso di farla finita, ma tutto il suo passato e la sua identità. Dimesso dall’ospedale, Boratin è costretto a tornare alla vita di tutti i giorni, nonostante non sappia pià nulla della Istanbul in cui vive, dei suoi affetti e di se stesso. Continua a leggere