L’Australia interiore di Gerald Murnane

Le pianure – Gerald Murnane
(Safarà, 2019 – trad. di R. Serrai)

downloadGerald Murnane ha le guance rosse da vecchio di buon cuore. Vive a Goroke, un paese di circa seicento abitanti, in Australia, e non ha mai preso un aereo in tutta la sua vita. Soffre di anosmia, l’incapacità di percepire gli odori, e gli piacciono le corse di cavalli. Lavora in un bar, per arrotondare tiene corsi di scrittura nel golf club locale. Pochissimi dalle nostre parti hanno sentito parlare di lui, quasi nessuno. Ma Gerald Murnane è uno che ha scritto tredici romanzi: secondo chi li ha letti sarebbero talmente eccezionali da renderlo meritevole del premio Nobel. Continua a leggere

La fantascienza prima della fantascienza: il viaggio sotterraneo di Niels Klim

Il viaggio sotterraneo di Niels Klim, Ludvig Holberg
(Adelphi, 1994 – Trad. Bruno Berni)

niels5Il viaggio sotterraneo di Niels Klim fu pubblicato originariamente in latino (Nicolai Klimii Iter Subterraneum) a Lipsia tra il 1740 e il 1741, da un autore che preferì per il momento restare anonimo, anche se non dovette passare molto tempo prima che la paternità del testo cominciasse ad essere nota prima nei circoli colti dell’epoca e poi anche al di fuori di essi. Ludvig Holberg, infatti, negli anni ’40 del diciottesimo secolo era già famoso in patria e all’estero come autore di opere storiche e di commedie. Egli nacque nel 1684 a Bergen, al tempo parte del Regno di Danimarca-Norvegia, e studiò a Copenaghen, prima di viaggiare, come da consuetudine, in lungo e in largo per l’Europa allo scopo di completare la propria formazione. Considerato il padre della letteratura danese, fu uomo dottissimo e degno figlio della sua epoca. Scelse di dare alle stampe il Klim in forma anonima per evitare ripercussioni da parte del Regno danese, severamente pietista, dove in quegli anni vigeva una rigida censura. Continua a leggere

“La clausola del padre”: gioie e nevrosi di ordinaria familiarità

La clausola del padre, Jonas Hassen Khemiri
(Einaudi, 2019 – Trad. Katia De Marco)

 

pappaklausulenLa clausola del padre, pubblicato da Einaudi lo scorso 3 settembre, è l’ultimo romanzo di Jonas Hassen Khemiri, giovane scrittore e drammaturgo tunisino-svedese già parecchio noto in patria e affermatosi, tra l’altro, nel panorama letterario italiano grazie all’inclusione del suo Tutto quello che non ricordo (Iperborea) nella cinquina finalista del Premio Strega Europeo 2017. Alla quinta prova come romanziere, Khemiri sceglie di realizzare un testo corale, una saga familiare, riprendendo e arricchendo di sfaccettature e declinazioni temi che ha già dimostrato di avere a cuore in opere precedenti. Continua a leggere

“Nel profondo”: come fare buon uso dei classici

Nel profondo, Daisy Johnson
(Fazi editore, 2019 – trad. S. Tummolini)

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In genere diffido delle riscritture dei classici: in una biblioteca per generi le collocherei tra i libri scritti dai giornalisti e i romanzi rosa, nell’angolo più scomodo che tanto non frequenterei mai. Lo penso davvero: ma mettendolo nero su bianco mi accorgo di come il pregiudizio mi faccia meschino – la saccenteria che si trasforma in pura e semplice ignoranza – allora mi sforzo di ragionare meglio, capire perché questi rimaneggiamenti contemporanei di tragedie greche, drammi shakespeariani e simili non mi sono mai piaciuti, e mi rendo conto che il motivo è semplicemente questo: mi annoiano. So già di cosa stiamo parlando e come andrà a finire; mi passa ogni appetito.

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La labirintica natura della memoria umana

Labirinto, Burhan Sönmez
(nottetempo, 2019 – Trad. Nicola Verderame)

copertinaLabirinto è la storia di Boratin, un affascinante e talentuoso cantante blues che tenta il suicidio gettandosi dal Ponte sul Bosforo, sopravvive a questo gesto estremo e si risveglia in ospedale: se l’è cavata con qualche costola rotta, ma ha perso la memoria, e non riesce a ricordare non solo il motivo per cui aveva deciso di farla finita, ma tutto il suo passato e la sua identità. Dimesso dall’ospedale, Boratin è costretto a tornare alla vita di tutti i giorni, nonostante non sappia pià nulla della Istanbul in cui vive, dei suoi affetti e di se stesso. Continua a leggere

La costruzione di un’identità difficile: “Accerchiamento”

Accerchiamento, Carl Frode Tiller
(Stilo Editrice, 2018 – Trad. Margherita Podestà Heir)

 

tillerAccerchiamento è il primo romanzo edito in Italia del norvegese Carl Frode Tiller. Ha visto la luce nel 2007 e nello stesso anno si è aggiudicato il Norwegian Critics Prize for Literature e il Brage Prize, mentre due anni dopo ha vinto il Premio letterario dell’Unione Europea. Una scoperta tarda, dunque, quella di questo autore da parte dell’Italia; non c’è che da augurarsi che anche gli altri suoi scritti conoscano quanto prima una traduzione in lingua nostrana. Continua a leggere

Il tabù dell’amore senile e la poetica dell’invecchiamento in “Doppio vetro”

Doppio vetro, Halldóra Thoroddsen
(Iperborea, 2019 – Trad. Silvia Cosimini)

20190402113954_cover-doppiovetro“Una sottile tensione in questa donna di città, un brivido di benessere dietro il doppio vetro”. (pag. 9)

La primissima pagina di questo romanzo sembra condensare in due righe (quasi) tutto quello che ci serve sapere della sua protagonista. Doppio vetro racconta la vecchiaia di una donna islandese, vedova, nostalgica e pensierosa. E lo fa con una impressionante delicatezza, che non mira a nascondere i conflitti di questa età dell’uomo, bensì a mostrarli in una luce differente. Si tratta del primo romanzo della Thoroddsen tradotto in Italia, vincitore del Premio della letteratura femminile islandese (2016) e del Premio letterario dell’Unione Europea (2017). Continua a leggere

“Mattino e sera”, o: della vita pensata

Mattino e sera, Jon Fosse
(La nave di Teseo, 2019 – Trad. di M.P. Heir)

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Jon Fosse è uno scrittore norvegese. È un uomo di mezza età con questa lunga coda di cavallo bianca, gli occhiali e lo sguardo da artista scalognato. Ogni anno si fa il suo nome per il Nobel. Ogni anno non lo vince. Da noi non lo conosce nessuno: fatta eccezione per un paio di romanzi usciti anni fa per Fandango e qualche libro di teatro pubblicato da piccoli editori indipendenti, non lo troverete in nessun catalogo, certamente non in quelli dei marchi editoriali più grandi. C’è una ragione. Una ragione c’è sempre.

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Fuori dal corpo e nella montagna: una camminata con Nan Shepherd

<< La luce appare su segreti appezzamenti,
Sugli scarti del pensiero dove i pensieri esalano alla pioggia;
Quando le logiche muoiono,
Il segreto del suolo cresce attraverso l’occhio
e il sangue balza nel sole. >>

Dylan Thomas, Light breaks where no sun shines (trad. A. Marianni)

9788868338534_0_170_255_0La natura è uno scrigno senza fondo per chi ha cuori viandanti e occhi disposti ad osservare. Prima in punta di piedi, poi imprimendo con delicatezza al suolo la forma dell’intera pianta, l’uomo può instaurare un contatto durevole con i mondi che lo circondano; può esplorarli e conoscerli; può appassionarsi ai loro suoni, ai loro abitanti e alle sfumature delle loro luci fino a sentirli vicini nel profondo del proprio essere. Ne La montagna vivente si racconta di queste estasi e di questi balzi del sangue muovendosi ambiguamente, ma con passo deciso, sulla linea di confine tra i generi letterari.

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