Leviatania, una favola di mare e di guerra

Leviatania, Stefano Cardoselli
(effequ, 2018)

Leviatania_Prima08-745x1024.jpgSiamo agli inizi del ‘900 e nell’oceano Atlantico si trova una struttura sgarrupata, fatta di lamiere e assi di legno consumate dall’umidità: è il Motel Atlantico, e Gebedia ne è il solitario gestore che ogni giorno indossa il suo scafandro e si inabissa per riparare i deboli sostegni della baracca, così da ritardarne l’inevitabile crollo.

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“Novelle disincantate”: la riscoperta di Jacques Bens

Novelle disincantate, Jacques Bens
(2018, Racconti Edizioni – trad. S. Buccaro)

Bens_CopertinaNel 1990 le Nouvelles désenchantées di Jacques Bens fanno la loro comparsa sulla scena letteraria francese vincendo il Premio Goncourt dedicato al racconto. Nonostante il prestigioso riconoscimento, l’opera scompare ben presto dalla circolazione e solo recentemente è stata per la prima volta tradotta in italiano da Sofia Buccaro e pubblicata da Racconti Edizioni sotto il titolo di Novelle disincantate.

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Sbocciare una seconda volta: “Ricrescite”, di Sergio Nelli

Ricrescite, Sergio Nelli
(Tunué, 2018)

Nella prosa Infatuazioni (Gli immediati dintorni, 1962) Vittorio Sereni riflette sulla morte di una persona cara e su come questa abbia esercitato su di lui un profondo bisogno di ricominciamento, sia nei confronti dei luoghi che l’amico abitava, sia da tutto il resto situato «ben oltre il paesaggio». La stessa sottesa necessità insorge in Sergio, l’io narrante di Ricrescite, scaturendo però da un movimento logico opposto: non è a causa della morte che le cose del mondo devono essere ridefinite, ma è accompagnando lo sbocciare della vita che il protagonista viene ri-educato a percepire la realtà circostante, e questo succede ricrescendo con il proprio figlio, Federico.
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Maria e il Diavolo, una favola cupa

Come si sta al mondo, Davide Martirani
(Quodlibet, 2018)

coverUna città (una qualunque, senza nome), un appartamento soffocante, una vecchia cui badare, una costellazione di donne dell’Est Europa, più o meno giovani. Il mondo in cui vive Maria, protagonista riservata e obbediente, fa presagire una vicenda sottotono, a una storia di piccole disperazioni, umile, dimessa. Nulla di più lontano dalla realtà. Continua a leggere

“E Baboucar guidava la fila”, per una nuova letteratura migrante

E Baboucar guidava la fila, di Giovanni Dozzini
(2018, minimum fax)

e baboucar guidava la filaDietro la frenetica e rassicurante normalità della vita quotidiana nell’Italia sonnacchiosa del 2018 c’è ancora uno spazio in cui ogni gesto è ammantato dalla solennità e dalla difficoltà proprie della trama di un romanzo. In questo spazio vivono i richiedenti asilo. È di questo che parla “E Baboucar guidava la fila”, l’ultima opera di Giovanni Dozzini edita da minimum fax. Continua a leggere

“Orrore”: horror per errore

Orrore, Pietro Grossi
(Feltrinelli, 2018)

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Non so neppure io perché ho deciso di leggere questo libro. Mi ha attirato con la sua copertina sgargiante dallo scaffale delle novità in biblioteca e mi sono detto: un horror italiano? Non è proprio un genere tipico della nostra letteratura, l’horror. E così, incuriosito, ho iniziato a leggere il romanzo. Non avrei dovuto: in fondo c’erano tante soluzioni più appaganti per sprecare il mio tempo.

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L’America del rock e un sound sovrannaturale

Josh Ewan, Vito Ricco
(Les Flâneurs Edizioni, 2018)

coverDopo anni di silenzio e lontananza dalle scene, la rockstar Josh Ewan ha pubblicato un nuovo album. Il suo nuovo agente, Oliver, lo spinge a pubblicizzarlo, ma lui si rifiuta. È irremovibile. È convinto, anzi, certo di aver prodotto un album brutto, di un livello inferiore ai precedenti, che l’hanno reso uno dei cantanti più ricchi e celebri della sua epoca.
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“Quante bugie hai detto questa sera”, l’interessante esordio di Alessio Di Girolamo

Quante bugie hai detto questa sera, Alessio di Girolamo
(TerraRossa Edizioni, 2018)

Lettore ideale: chi pensa che la letteratura non debba ammettere censure, né pudori; chi ama le opere di Nabokov e Palahniuk; chi accoglie la sfida di un romanzo che si presta a molteplici (ri-)letture; chi non ha della propria giovinezza un ricordo idealizzato. Recita questo l’aletta posteriore di Quante bugie hai detto questa sera, romanzo d’esordio di Alessio di Girolamo con TerraRossa Edizioni, da poco in libreria. Una presentazione che desta senza dubbio curiosità e che, accoppiata a una copertina dalle tinte piacevolmente pulp e a un titolo evocativo, invoglia a un’attenta lettura.
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Ama soprattutto la vita: “La cattiva strada” di Japrisot

La cattiva strada, Sébastien Japrisot
(Adelphi, 2018 – trad. S. Mambrini)

japrisotQuando La cattiva strada viene pubblicato in Francia per la prima volta il suo autore, che si fa chiamare con lo pseudonimo di Sébastien Japrisot, ha appena 19 anni. Questo dato sarebbe sufficiente a suscitare l’interesse della critica verso un’opera che parrebbe guidata da una penna molto più esperta, ma è anche il 1950 e il volume viene accolto con qualche perplessità: non possiamo biasimare del tutto la critica francese, dato che la storia d’amore raccontata da Japrisot è audace anche per gli standard contemporanei. Continua a leggere