“Kintu”, la saga di una nazione

Kintu, Jennifer Nansubuga Makumbi
(66thand2nd, 2019 – trad. E. Benghi)

kintuEra da tempo che un libro non mi immergeva in un mondo e in una storia come è riuscito a fare Kintu, il romanzo d’esordio dell’ugandese Jennifer Nansubuga Makumbi. L’autrice ha conseguito un dottorato in scrittura creativa alla Lancaster University nel Regno Unito, questo romanzo è la sua tesi ed è stato pubblicato per la prima volta nel 2014. Dal 2019 Kintu è disponibile anche nelle librerie italiane, nelle traduzione di Emilia Benghi, per 66thand2nd. Continua a leggere

Nel “Paradiso delle donne” di Ali Bécheur

Il paradiso delle donne, Ali Bécheur
(Francesco Brioschi Editore, 2020 – trad. Y. Mélaouah)

bri_il_paradiso_delle_donne_389_1_tmbAli Bécheur è uno dei più premiati ed eminenti scrittori tunisini in lingua francese. Da qualche giorno è in libreria per Francesco Brioschi Editore con il suo romanzo Il paradiso delle donne, per la prima volta tradotto in italiano da Yasmina Mélaouah. L’opera è stata pubblicata per la prima volta nel 2006 e nello stesso anno è stata insignita del riconoscimento più prestigioso della letteratura tunisina, il Premio Camor d’Or. Continua a leggere

Immagini impietose di un “Tropicario italiano”

Tropicario italiano, Fabrizio Patriarca
(66than2nd, 2020)

51RnAVoS7KLImmaginate le calde spiagge delle Maldive, il mare limpido di Bora Bora, i templi suggestivi di Bangkok. Pensate ai resort australiani, alle gite in barca nelle isole Mauritius, ai safari in Tanzania. E ricordatevi quell’odioso imperativo di dover godere al massimo di ogni esperienza, di ridere, essere felici, provare cose nuove e farsele piacere. Ricordatevi il lato oscuro della vacanza: l’obbligo della felicità.

Patriarca ha girato il mondo in Alitalia – dopo aver introiettato la cultura aziendale del padre, è difficile cambiare compagnia – e ne propone un affresco ironico e cinico. Continua a leggere

SOS, parole da salvare

Senza parole, Massimo Arcangeli
(Il Saggiatore, 2020)

coverDa tempo siamo testimoni di appelli sempre più pressanti e perfino drammatici. La lingua italiana è in pericolo, ci dicono. Le nuove generazioni conoscono e utilizzano sempre meno parole, il nostro lessico si è impoverito, trent’anni fa avevamo un eloquio migliore, più ricco. Insomma, si stava meglio quando si stava peggio.
In questa sede non esprimerò alcuna opinione sul tema. Non ho infatti le competenze per valutare quanto si sia impoverita la nostra lingua, né se si sia effettivamente impoverita. Continua a leggere

“L’imitazion del vero”, Sinigaglia e i varchi spazio-temporali

L’imitazion del vero, Ezio Sinigaglia
(TerraRossa, 2020)

 

fronte-copertina-limitazion-del-vero-sinigaglia-1Già un anno fa, quando scrissi del Pantarèi, che tornava in libreria dopo 34 anni di oblio, mi trovai a benedire la riscoperta di Ezio Sinigaglia. Quel romanzo era stato il suo esordio (era il 1985), un’opera complessa a cui aveva dedicato anni di lavoro. Tuttavia gli esiti della pubblicazione furono insoddisfacenti, e questo portò Sinigaglia alla decisione di non voler pubblicare più.
Nel tempo ha però continuato a scrivere, e l’ha fatto dunque senza la frenesia per le scadenze di consegna, senza il vincolo di contrattare le fattezze di un’opera con un editore. Tutto ciò ha permesso che Sinigaglia componesse un florilegio di opere audaci e particolarissime, che avremmo rischiato di perdere per sempre.
Fortunatamente queste opere vengono ora allo scoperto. Dopo Il Pantarèi, è la volta di un romanzo che definire sorprendente è dir poco: L’imitazion del verouna lunga novella boccaccesca narrata in una lingua arcaica ma fruibilissima, che racconta la passione e l’amore come mai probabilmente abbiate letto, e che è stata appena candidata al Premio Strega. Continua a leggere

Una storia poco imperiale di imperi

Storia del mondo in dieci imperi, Paul Strathern
(Il Saggiatore, 2020 – trad. G. Poerio)

coverStoria del mondo in dieci imperi (completato dall’eloquente sottotitolo: dalla Mesopotamia agli Stati Uniti) si inserisce nel solco di un genere che negli ultimi anni è stato molto apprezzato: la storia del mondo trasformata in elenchi.
Si tratta di una formula dal forte appeal, dal momento che propone una Storia meno pesante, meno “vecchio stile”. Per intenderci: diciamo basta a pagine fitte di caratteri piccolissimi che elencano nomi di personaggi, eventi, date, leggi, in una sequela che ricorda il tiro di una mitragliatrice. Continua a leggere

“Il pozzo”: nelle profondità della vita interiore

Il pozzo, Regīna Ezera
(Iperborea, 2019 – trad. M. Carbonaro)

regina ezeraDue anni fa abbiamo iniziato a esplorare il territorio della letteratura lettone con Il latte della madre di Nora Ikstena (Voland) e abbiamo chiacchierato con la traduttrice Margherita Carbonaro dei suoi progetti futuri per diffondere le opere letterarie di questo Paese in Italia: è in questa occasione che abbiamo sentito parlare per la prima volta di Regīna Ezera, voce autorevole della letteratura baltica, e de Il pozzo, il suo capolavoro, ora nelle librerie italiane per Iperborea. Continua a leggere

L’inganno delle sciamane e la rivincita della gentilezza

L’inganno delle sciamane, Fumiko Enchi
(Safarà Editore, 2019 – trad. P. Scrolavezza)

namamiko_copFumiko Enchi è una delle voci più importanti del Novecento letterario giapponese: il suo lavoro è stato paragonato a quello di colleghi prestigiosi come Mishima e Tanizaki e i suoi romanzi le sono valsi diversi prestigiosi riconoscimenti in patria. In Italia, la sua opera comincia a essere conosciuta grazie alla casa editrice Safarà, che aveva già portato in libreria Onnazaka e che adesso ha reso disponibile in italiano Namamiko – L’inganno delle sciamane nella traduzione di Paola Scrolavezza. Continua a leggere

“NO”: femminismo per maschi

NO – Del rifiuto e del suo essere un problema essenzialmente maschile, Lorenzo Gasparrini
(Effequ, 2019)

NO_003 copyGrazie. Grazie, Lorenzo. Grazie, effequ. Grazie a tutti voi che in un modo o nell’altro avete collaborato alla nascita e alla pubblicazione di NO. Non ho dubbi, quando dico che questo libro era necessario. Non è più sufficiente – o più probabilmente non lo è mai stato – rivolgersi solo alle donne; forse, è persino deleterio.
Questo saggio pop ha il merito di condurre il lettore nell’altra metà del cielo. Soprattutto, dice una cosa semplice e rivoluzionaria: il maschilismo non libera il maschio. Il maschilismo ferisce il maschio*. Continua a leggere