Coriandoli il giorno dei morti: il trionfo dell’Umano

Coriandoli il giorno dei morti, B. Traven
(Racconti, 2019 – trad. di Lydia Magliano)

copeAncora oggi il mistero dietro l’identità di B. (Bruno?) Traven è molto fitto. Questo scrittore, vissuto nel Novecento, è uno dei tanti che, nella storia, ha celato (riuscendoci) la sua identità dietro uno pseudonimo; negli anni in cui una delle nostre più grandi romanziere contemporanee ha fatto del suo anonimato una parte – seppur minuscola – del suo successo, il modo in cui Traven è riuscito a fare della sua biografia un racconto avvincente, ha del magistrale. Continua a leggere

Messico, 1911: la strage di cinesi nel racconto di Julian Herbert

 

 La casa del dolore altrui, Julián Herbert
(2018, gran vía – trad. F. Fava)

Per gli appassionati di letteratura latino-americana e spagnola, gran vía (una casa editrice indipendente umbra) è decisamente un buon posto dove capitare. Nel 2018 ha pubblicato La casa del dolore altrui, un romanzo dell’autore messicano Julián Herbert: a metà strada fra finzione e ricostruzione storica, il libro racconta del massacro di una comunità cinese realmente avvenuto Continua a leggere

Quattro chiacchiere con Marco Rossari su “Sotto il vulcano” di Malcolm Lowry

Marco Rossari, autore e traduttore, candidato allo Strega 2017 con Le cento vite di Nemesio (Edizioni e/o) e appena uscito in libreria con il suo nuovo romanzo Nel cuore della notte (Einaudi), ha recentemente ritradotto per Feltrinelli Sotto il vulcano di Malcolm Lowry. A proposito della traduzione di questa “Divina commedia ubriaca” lo abbiamo intervistato al Salone del Libro di Torino.

Protagonista del romanzo è un ex console britannico di stanza a Quauhnahuac, città fittizia ispirata a Cuernavaca, straziato dall’amore e dall’alcol. A far compagnia al console troviamo la ex moglie, tornata a fargli visita dopo averlo tradito, il fratellastro che ha avuto una storia con la moglie e un amico regista. Un continuo gioco di specchi, deliri alcolici, echi letterari e cinematografici che danno voce a un capolavoro del novecento. Continua a leggere

Muri e martiri – quando i traumi storici entrano nelle librerie

We did not cross the border, the border crossed us

(Slogan dei Latinos negli USA, da “La cicatrice”)

 

Era il 1989 quando il simbolo di un epocale scontro ideologico è stato abbattuto: insieme al muro di Berlino sono caduti i confini immateriali di un conflitto geopolitco, culturale e sociale che ha attraversato il globo tracciando barriere. Un mondo spaccato in due si ricompone in un continuum fatto di differenze e punti di contatto liberi e mutevoli. Ma mentre qualcuno festeggia per una barriera abbattuta, altre ne nascono e alcune si irrobustiscono. Un muro è una divisione, un solo territorio spaccato a metà, due regioni che pretendono di essere due mondi, due sistemi, due culture, due pensieri, due tipologie di esseri umani. Mentre qualcuno pensa a come costruire una Terra globalizzata, qualcun altro progetta mura. Continua a leggere