“E i figli dopo di loro”: avere diciott’anni in provincia

E i figli dopo di loro – Nicolas Mathieu
(Marsilio, 2019 – trad. di M. Botto)

51pZUbysi6LCi sono narratori che sanno raccontare benissimo certi continenti della vita. Per qualche ragione sono rimasti fermi a dieci, venti, trent’anni: nonostante il loro corpo abbia continuato a crescere, l’anima si è ancorata lì. Sanno riprodurre quel frammento di esistenza con la maestria e l’eleganza di chi compie un gesto ripetuto infinite volte, e ogni volta che ascoltiamo le loro storie sanno ricollocarci nel loro preciso, inimitabile tempo interiore. Continua a leggere

“La vita davanti a sé”: il romanzo caleidoscopico d’un autore inesistente

La vita davanti a sé, Emile Ajar (Romain Gary)
(Neri Pozza, 2016 – trad. di G. Bogliolo)


La pubblicazione nel 1975 diLa vita davanti a sé” fu accolta in Francia come un caso editoriale, destinata a ispirare film e a diventare un classico della letteratura francese. Il suo autore era un perfetto sconosciuto, Emile Ajar. Ma in verità, Emile Ajar non esisteva. Si scoprì soltanto nel 1981, quando il vero autore, Romain Gary, Prix Goncourt nel ’56, era già morto, suicida, lasciando un biglietto: “Mi sono divertito abbastanza.”

Nel 1975 la critica riteneva Gary uno scrittore finito, fallito, ormai vecchio, ma egli trovò un modo per dimostrare che così non era: inventò una nuova identità, scrisse un’opera diversissima dal suo solito, e fu osannato e poi consacrato – proprio da quei critici con lui impietosi – come vincitore del Prix Goncourt (per la seconda volta, cosa che da regolamento del prestigioso premio non è possibile).
Gary è stato un genio e un mistificatore, e tutto questo basterebbe a rendere interessante La vita davanti a sé, se non fosse ch’è anche un romanzo meraviglioso.
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Modus Legendi 2018 porta alla ribalta Il Sale della vita

Il sale, Jean-Baptiste Del Amo
(Neo Edizioni, 2013)

Chi ha detto che il tempo passato sui social media allontana i lettori dai libri? Questo mito è stato sfatato da Modus Legendi, un’iniziativa che nasce sul gruppo Facebook Billy – il vizio di leggere nel 2016 il cui obiettivo è portare in alto nelle classifiche un libro edito da una casa editrice indipendente.

copertina del amo.inddIl più votato in una rosa di cinque candidati per diventare il caso editoriale del 2018 è stato Il sale, romanzo di Jean – Baptiste Del Amo edito da Neo Edizioni nel 2013. La vittoria è ancor più meritata se si osserva che in Francia Jean – Baptiste Del Amo è già un caso editoriale: classe 1981, viene paragonato a scrittori del calibro di Zola, Balzac, Dumas, Suskind e Flaubert; è stato premiato come miglior “Giovane scrittore” di Francia a soli venticinque anni ed è stato finalista al Prix Goncourt e al Prix Médicis, i più importanti premi letterari francesi. Continua a leggere

“Dei nostri fratelli feriti”, quando anche la giustizia miete vittime

Dei nostri fratelli feriti, di Joseph Andras

Fazi Editore

 

Dei-nostri-fratelli-feriti-coverQuando Fernand Iveton ha accettato di piazzare una bomba nella fabbrica in cui lavorava, la sua intenzione era solo quella di seminare scompiglio e compiere un gesto di grande valenza simbolica. Non sono mancate, nel corso della guerra d’Algeria, ordigni letali esplosi in ambienti civili. Fernand non era d’accordo, comunque: la sua bomba avrebbe distrutto solo qualche muro, attirato l’attenzione mediatica, intaccato l’ideale capitalista e promosso la causa dell’FLN (Front de Libération Nationale) e del Partito comunista. Continua a leggere

Storia della più grande mistificazione letteraria di sempre

Sentite questa curiosa storia: la storia di una delle più grandi mistificazioni letterarie di sempre.

Il protagonista è Emile Ajar, scrittore francese di culto negli anni ’70. Ma Emile Ajar semplicemente non esisteva: uno gioco grandioso, una menzogna artistica, la personificazione di un falso d’autore.

“Parigi, 1975. Il più prestigioso premio letterario di Francia, il Goncourt, viene assegnato a uno scrittore sino ad allora sconosciuto, Emile Ajar, per il romanzo intitolato La vita davanti a sé. La critica e la giuria del premio non paiono accorgersi che di Ajar non si sa nulla. Nemmeno la comunità delle lettere parigina rileva questa singolare circostanza. Continua a leggere