Del tempo, dell’acqua, del resto: intervista alla traduttrice Silvia Cosimini

Il tempo e l’acqua, di Andri Snær Magnason
(Iperborea, 2020)

20200717133205_cover_tempoeacquaTra le pubblicazioni Iperborea di questo autunno figura Il tempo e l’acqua di Andri Snær Magnason, un libro straziante quanto necessario, tremendo, eppure ancora fiducioso. Uno di quei testi che tutti dovrebbero leggere: perché mette a fuoco con dolorosa precisione la crisi climatica, dando al contempo l’impressione di parlare di tutt’altro. È precisamente in questo “tutt’altro” che si annida la strategia di Magnason, abile narratore prestato alla divulgazione, che tra notti nuziali sul ghiacciaio, vecchie diapositive, invincibili passioni erpetologiche e monti sacri tibetani mostra al lettore come tutto sia collegato e molto, spaventosamente più vicino alla nostra vita di ogni giorno di quanto la fredda terminologia dei rapporti scientifici lascerebbe intuire. Ho potuto conversare di questo libro, dell’Islanda che ne è l’ambientazione principale, di ambiente, letteratura, e non solo, con la sua traduttrice Silvia Cosimini. Continua a leggere

Il tabù dell’amore senile e la poetica dell’invecchiamento in “Doppio vetro”

Doppio vetro, Halldóra Thoroddsen
(Iperborea, 2019 – Trad. Silvia Cosimini)

20190402113954_cover-doppiovetro“Una sottile tensione in questa donna di città, un brivido di benessere dietro il doppio vetro”. (pag. 9)

La primissima pagina di questo romanzo sembra condensare in due righe (quasi) tutto quello che ci serve sapere della sua protagonista. Doppio vetro racconta la vecchiaia di una donna islandese, vedova, nostalgica e pensierosa. E lo fa con una impressionante delicatezza, che non mira a nascondere i conflitti di questa età dell’uomo, bensì a mostrarli in una luce differente. Si tratta del primo romanzo della Thoroddsen tradotto in Italia, vincitore del Premio della letteratura femminile islandese (2016) e del Premio letterario dell’Unione Europea (2017). Continua a leggere

L’amore e l’Islanda nelle parole di Stefánsson

Storia di Ásta, Jón Kalman Stefánsson
(Iperborea, 2018
– Trad. S. Cosimini)

 

Iperborea Asta

Storia di Ásta, uscito da poco nella traduzione dall’islandese di Silvia Cosimini, è il settimo romanzo di Jón Kalman Stefánsson pubblicato in Italia, preceduto da due trilogie. Con i libri di Iperborea si comincia sempre un po’ così, ci si innamora delle copertine. Impossibile resistere alla grafica dello studio XxY: minimalista, iconica, scandinava. Una di quelle eccezioni in cui si può dire che l’abito fa il monaco, o meglio, contribuisce, perché i libri Iperborea raramente sono una delusione. Sono fatti per restare, sia concretamente come oggetti, sia come parte costruttiva di un discorso culturale di lungo periodo. A volte troppo nordici per il pubblico italiano, riflettono le connotazioni di una terra selvaggia e meravigliosa, lontana dal pittoresco mediterraneo, e un rapporto con la natura ancestrale, intimo e profondo. E così è successo con Stefánsson, attirata all’inizio da una copertina, non ho poi resistito a divorarmi tutta la sua opera. Continua a leggere