Manzoni e gli altri: il racconto degli oppressi nel romanzo italiano

Dai Promessi Sposi fino a Camilleri,
un unico grande romanzo tra storia e lotta sociale

 

Ho approfittato di questo tempo fermo per appacificarmi con I Promessi sposi. Dieci anni fa, al ginnasio, lo avevamo letto integralmente, sì, fino ad appena un terzo. Poi ne abbiamo interrotto la lettura. Non ricordo il motivo, fatto sta che dalla Monaca di Monza in poi avevo il vuoto più totale. L’ho (ri)letto e, in maniera inaspettata, ho trovato in quel romanzo che tanto dà noia a scuola una storia così avvincente che se fosse stata scritta oggi, Netflix ne avrebbe fatto una serie.
Ma la sorpresa più grande è stata scoprire un’opera diversa da quella comunemente ridotta a religione e Provvidenza, e non semplicemente capostipite del romanzo storico e di formazione.
Manzoni, io credo, è il precursore italiano anche di un’altra tradizione letteraria: quella dei Silone, Carlo Levi, Morante, Camilleri nel dare voce agli esclusi dalla Storia, nel sostenere le loro lotte sociali. Continua a leggere

L’umanità variegata e attuale del Vicolo del mortaio

Come si stabilisce cos’è un classico e cosa non lo è? È una domanda che mi pongo spesso, sopratutto leggendo le opere del Novecento, e ultimamente sono giunta alla provvisoria conclusione che il più grande potere di un romanzo che diventerà un classico è trascendere i limiti della propria epoca e raccontarla a prescindere dalle opinioni e dalla volontà dell’autore.

È esattamente questa la sensazione che si prova leggendo Vicolo del mortaio, una delle opere più note di Nagib Mahfouz, l’unico scrittore egiziano ad esser stato insignito del Premio Nobel per la letteratura, a lui assegnato nel 1988. Continua a leggere

Pratolini mostra al mondo che il vero amore è dei poveri

Cronache di poveri amanti

Vasco Pratolini

cronache di poveri amanti_copertinaAlcune volte, i libri destinati a cucirmisi addosso e a intervenire radicalmente sul mio modo di percepire il mondo li riconosco fin dalle prime pagine, altre ho bisogno di arrivare alla fine prima di capire quanto una lettura è stata importante per me.

Le Cronache di poveri amanti di Pratolini mi hanno catturata subito: sono bastate poche righe a vedere via del Corno, la strada di Firenze in cui il romanzo è ambientato, e a convincermi che avrei lasciato una parte del mio cuore con i suoi stravaganti abitanti.  Continua a leggere

Negli archivi del Nobel alla Letteratura: tutti gli italiani candidati

Abbiamo studiato gli archivi del Nobel per la letteratura, dal 1901 fino al 1967, ultimo anno desegretato (devono passare 50 anni). Abbiamo analizzato tutte le candidature col fine di individuare tutti gli autori italiani candidati.
Le scoperte che abbiamo fatto sono state incredibili: dal Nobelarkivet dell’Accademia Svedese emerge che nei soli primi 66 anni furono ben 35 gli italiani proposti. Ad affiancare i più noti, molti altri nomi curiosi, inaspettati od ormai dimenticati: filosofi, storici, scrittori dialettali, orientalisti oltre a romanzieri e poeti, e quattro letterati, addirittura, di cui non siamo riusciti a scoprire nulla.
Vi dicono qualcosa i nomi di Angelo de Gubernatis o Giovanni Schembari?
Ma procediamo con ordine. Continua a leggere