“La felicità è come l’acqua”, tra sobrietà e denuncia

La felicità è come l’acqua, Chinelo Okparanta
(Racconti Edizioni, 2019 – trad. Federica Gavioli)

coverL’ultima novità in casa Racconti edizioni, da oggi in libreria, è un vero gioiello: La felicità è come l’acqua raccoglie dieci racconti di Chinelo Okparanta – una giovane scrittrice di origini nigeriane, ma residente negli Stati Uniti da quasi trent’anni. Continua a leggere

“La stagione delle prugne”: lo sguardo dell’Africa sul Novecento

La stagione delle prugne, Patrice Nganang
(66thand2nd, 2018 – trad. di M. Lapenna)

61811r8i9dLPatrice Nganang è un autore tanto apprezzato in Francia (Prix Marguerite Yourcenar) quanto osteggiato nel suo paese d’origine: in Camerun, infatti, è stato incarcerato e privato dei diritti civili per aver osteggiato il regime. Pur costretto all’esilio, Nganang non rinuncia al legame con la sua patria. Come in altre sue opere, anche la La stagione delle Prugne (pubblicato a novembre) parla della sua terra.

In particolare questo corposo romanzo muove dalla pregevole volontà di affrontare la Grande Storia del Novecento dalla prospettiva africana, e in particolare camerunese. Della Seconda Guerra Mondiale abbiamo letto e visto di tutto, ma forse non abbiamo mai abbracciato il punto di vista africano, dei popoli colonizzati e sacrificati in prima linea nelle file dei grandi imperi europei. Sono i grandi esclusi della storia. Continua a leggere

La stagione della migrazione a nord: capolavoro da scoprire

Definito un classico della letteratura africana e araba moderna; il più grande romanzo arabo del XX secolo; uno dei 100 libri migliori di tutti i tempi. Come premessa può bastare?
Il libro in questione è La stagione della migrazione a Nord, dell’autore sudanese Tayeb Salih (1928-2009), che Sellerio ha avuto il merito di portare per la prima volta in Italia nel 1992 e riproporre in una nuova edizione qualche anno fa con una fedele traduzione.

Per comprendere di cosa questo romanzo sia, cominciate col prendere uno stato africano grande sei volte l’Italia, ovvero il Sudan, attraversato interamente dal Nilo e all’interno del quale si mescolano la cultura africana e quella araba. Inizia ad arrivare un po’ l’idea dell’atmosfera?
Prendete adesso uno scrittore che ho scoperto grandioso, Tayeb Salih, che in un piccolo villaggio sulle rive del Nilo ambienta questa storia. A tale storia aggiungeteci un po’ di Borges e un po’ di Kafka, quanto basta, declinati con originalità, senso di appartenenza e sagacia narrativa in salsa arabo-africana.
E per concludere mescolate a tutto questo: mistero, conturbamento, fascino, uno stile ora spietato ora elegantissimo, sovrapposizioni temporali, un doppio narratore che, attraverso un meccanismo narrativo di scatole cinesi, instaura un gioco di specchi sull’identità, l’inganno e la menzogna. Continua a leggere

La lingua proibita delle donne di Algeri nei racconti di Assia Djebar

Se leggere vuol dire anche essere trasportati in una realtà lontana e inimmaginabile, Assia Djebar è sicuramente un’autrice che permette di vivere quest’esperienza da ogni punto di vista.

Recentemente ho letto il suo Donne d’Algeri nei loro appartamenti, il libro che l’ha resa famosa in Italia quando, nel 1988, è stato tradotto e pubblicato da Giunti Editore. È stato un viaggio in una terra ignota accompagnata dalla voce melodiosa di una donna straordinaria che merita di essere, ancora oggi, raccontata e conosciuta per comprendere la storia e il presente. Continua a leggere

Un romanzo nigeriano tra i 100 libri migliori di sempre secondo il Norwegian Book Club

Le cose crollano, di Chinua Achebe

Fin da quando ero bambina leggere per me non è stato solo un modo per passare le-cose-crollano-copertinaspensieratamente un paio d’ore ogni pomeriggio e per immergermi in avventure epocali, ma anche e soprattutto l’unico modo che avevo a disposizione per viaggiare, sentire e conoscere realtà che mai in altro modo avrei potuto sfiorare.

Crescendo, continuando a leggere e catalogando le mie letture mi sono resa conto che ultimamente quei viaggi di cui tanto andavo fiera da bambina diventavano sempre più circoscritti ad alcune specifiche aree del mondo: Europa, Stati Uniti, qualche occasionale puntata in Asia. Non sapevo nulla della letteratura africana, ad esempio, e non perché io la trascurassi, ma perché il mercato dell’editoria in Italia offre davvero poco spazio agli autori che esulano dalla cultura occidentale, a parte qualche best seller del momento. Continua a leggere