“Dire quasi la stessa cosa” di Umberto Eco, ovvero cosa significa tradurre

Dire quasi la stessa cosa – Umberto Eco
(Bompiani)

61dp1ykl1tlPare che non sia facile definire la traduzione. Sul Vocabolario della lingua italiana edito da Treccani trovo ‘l’azione, l’operazione o l’attività di tradurre da una lingua a un’altra un testo scritto o anche orale’, definizione alquanto tutologica che non si rivela più perspicua se passo al lemma tradurre: ‘volgere in un’altra lingua, diversa da quella originaria, un testo scritto o orale’”.

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Umberto Eco racconta una “Storia delle terre e dei luoghi leggendari”

Storia delle terre e dei luoghi leggendari – Umberto Eco
(Bompiani)

9788845273926_0_0_702_75Tanti sono i viaggi possibili intorno al mondo e forse ancora più numerosi quelli che si compiono mentre si legge, al punto che innumerevoli sono i posti inventati (o modificati radicalmente) all’interno di miti, leggende e romanzi di ogni epoca.

Storie delle terre e dei luoghi leggendari, uscito per Bompiani nel 2013 e firmato Umberto Eco, è uno dei tentativi più interessanti nel panorama internazionale dedicato ai luoghi letterari prettamente inventati, ovvero a quelli apparsi da qualche parte nero su bianco, che fosse nel Vecchio Testamento o nei manoscritti medievali.

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Guida dell’aspirante scrittore: tutti i segreti e retroscena dell’editoria per l’esordio

Tutto quello che c’è da sapere se volete esordire nel panorama letterario.
Intervista a Vanni Santoni, scrittore, editor di Tunué ed esperto di
esordi.

Poniamo il caso che siate degli aspiranti scrittori. Magari avete già scritto il vostro primo romanzo o lo state attualmente scrivendo. Innanzitutto sappiate che il sottoscritto è nella vostra stessa situazione e può ben capirvi: ambite a una pubblicazione con una casa editrice seria e possibilmente affermata; sognate di far parte del mondo della letteratura, di essere letti e apprezzati. Probabilmente avrete già fatto qualche tentativo, contattando alcune case editrici, ma non siete stati fortunati.
Bene, l’obiettivo di questo articolo è proprio quello di svelare tutto ciò che c’è da sapere sulla situazione dell’editoria in riferimento agli esordi, così che possiate avere tutti gli strumenti utili per poter perseguire consapevolmente la vostra ambizione: dall’invio di manoscritti alle scuole di scrittura, dai concorsi alle agenzie letterarie, fino al ruolo delle riviste culturali e dei blog.

Per farlo ci siamo rivolti a un grande esperto: Vanni Santoni, scrittore (Mondadori, Laterza, Feltrinelli, Voland, nonché tra i 12 finalisti al Premio Strega nel 2017), dal 2014 dirige la collana di narrativa di Tunué, che si è rivelata, nel plauso generale, una fucina di talenti. Continua a leggere

I 110 migliori libri italiani degli ultimi 200 anni

PRESENTAZIONE

La premessa è d’obbligo: una lista di libri non ha mai pretesa d’essere scienza oggettiva. Nel nostro caso abbiamo cercato di coniugare, come criteri, il giudizio della critica, l’importanza che l’opera ha avuto all’interno del clima culturale e sociale in cui è apparsa, la sua innovazione letteraria, il giudizio medio dei lettori, l’importanza del suo autore, ecc. Sostanzialmente l’obiettivo di questa lista è far scoprire opere belle e importanti di meritevoli autori che ormai sono immeritatamente poco conosciute, che, come vedrete, si alternano a quei capolavori senza tempo che rendono verdeggiante la nostra letteratura italiana. Accanto a Calvino troverete D’Arrigo, oppure Cavani insieme a Pavese, Anna Banti con Elsa Morante, e così via. Se è vero che Carducci, Silone, Fogazzaro o Leopardi hanno reso gloriosa la nostra letteratura, vero anche che un simile contributo è da attribuire a Manganelli o a Carmelo Bene, a Landolfi come a Maria Bellonci, alle opere di Bontempelli come a quelle di Savinio, eccetera. È anche l’occasione per trovare consigli di lettura, tra romanzi, poesia e opere teatrali.
L’ordine è rigorosamente cronologico, sia per l’impossibilità di un ordine cardinale sia per dar un’idea del contesto e dell’ordine in cui queste opere sono apparse. Continua a leggere

Ultima intervista a Umberto Eco. Cosa pensa della sua morte?

Quando il professor Eco mi appare in lontananza, diretto verso di noi, la prima cosa che mi salta all’occhio di lui è il borsalino nero di feltro che da sempre ha portato con stile. Se lo tocca in segno di saluto quando ormai mi è di fronte. Gli stringo la mano, con l’emozione che vi sarà chiara, e lo osservo appoggiare sulla poltrona i libri che teneva sottobraccio, per potersi levare il soprabito. Tra le labbra se ne stava spento un sigaro, tenuto con evidente indifferenza, quasi che in realtà non ci fosse. Aggancia il cappotto all’appendiabiti e finalmente si accomoda. In piedi in sua attesa, lo seguo e mi siedo anch’io.

Per un attimo dimentico tutto quello che avevo da dire e resto a fissare il suo gilet cardato color mogano, da cui spunta una cravatta regimental intorno al collo d’una camicia azzurra, e a completare, una giacca kaki in lana resca.

È chiaro che intuisce il mio impaccio, mi sorride, prende il sigaro tra le dita e allora parla lui, per primo. Continua a leggere

Come inizia, come finisce: Addio a Umberto Eco

La notizia della morte di Umberto Eco, ieri 19 febbraio 2016, è stata profondamente sconvolgente. Non solo per la perdita di una voce acuta e quasi onnisciente sui fatti del mondo, non solo per il rimpianto di non poter leggere altre sue parole, di non poter vantare tra i talenti italiani viventi il suo illustre nome, ma soprattutto perché il suo occhio sempre aperto e critico sul mondo, il suo aspetto composto e attento nonostante gli ottantaquattro anni di età fornivano l’illusione che l’Arte e la Cultura fossero, in un certo qual modo, immortali.  Continua a leggere