Umberto Eco racconta una “Storia delle terre e dei luoghi leggendari”

Storia delle terre e dei luoghi leggendari – Umberto Eco
(Bompiani)

9788845273926_0_0_702_75Tanti sono i viaggi possibili intorno al mondo e forse ancora più numerosi quelli che si compiono mentre si legge, al punto che innumerevoli sono i posti inventati (o modificati radicalmente) all’interno di miti, leggende e romanzi di ogni epoca.

Storie delle terre e dei luoghi leggendari, uscito per Bompiani nel 2013 e firmato Umberto Eco, è uno dei tentativi più interessanti nel panorama internazionale dedicato ai luoghi letterari prettamente inventati, ovvero a quelli apparsi da qualche parte nero su bianco, che fosse nel Vecchio Testamento o nei manoscritti medievali.

Le terre scandagliate da Eco sono per lo più note a tutti, perché fanno ormai parte di un immaginario collettivo condiviso dai più anziani come dai più piccini, e non è un caso che la prima prescelta riguardi addirittura la forma della Terra, considerata piatta per molti secoli.

Fin dall’inizio se ne capisce peraltro il taglio: bibliografico e accurato da un lato, leggero e dedicato a dettagli poco noti dall’altro, e accompagnato costantemente da illustrazioni affascinanti e d’autore, che aiutano a immergersi ancora di più nell’atmosfera o nelle zone di cui si narra, cercando di immedesimarsi nella fantasia di chi ha creato certi posti e nell’impatto che questi ultimi devono avere avuto per la prima volta nella storia dell’uomo sugli ascoltatori o lettori.

Con l’aiuto di citazioni tratte da coloro che hanno riutilizzato nel corso del tempo le caratteristiche di determinate aree, si prosegue poi con un’analisi della Bibbia, che include dei quesiti sulla localizzazione del regno di Saba (da cui proviene la celebre regina) o sulla provenienza dei Re Magi, e da lì a Omero il passo è “breve”.

Così, si finisce per chiedersi effettivamente “dove fossero i luoghi visitati da Ulisse nel corso delle sue peregrinazioni“, per esempio, o le sette meraviglie del mondo antico, cioè i Giardini pensili di Babilonia, il Colosso di Rodi, il Mausoleo di Alicarnasso, il Tempio di Artemide Efesia, il Faro di Alessandria in Egitto, la Statua di Zeus a Olimpia e la Piramide di Cheope a Giza. Solo l’ultima è ancora visibile, infatti, e la posizione delle altre non è forse scontata come sembrerebbe in apparenza.

manoa_1_blogMan mano che la lettura avanza, le curiosità aumentano e diminuiscono i riferimenti già acquisiti per cultura generale: si approfondiscono, infatti, paesaggi orientali e del paradiso terrestre, nordici e australi, e perfino terre il cui nome è senz’altro arrivato alle nostre orecchie, senza che però vi prestassimo troppa attenzione a livello di coordinate geografiche (il Paese di Cuccagna, per esempio, o le Isole di Utopia).

Nel corso di questo pellegrinaggio anomalo e fuori dall’ordinario, quindi, ci si confronta con personaggi vecchi e nuovi, con i punti di vista di più studiosi e con le teorie disparate più, oltre che con immagini raffinate e spesso molto antiche e oggi custodite in musei e biblioteche di tutto il mondo, ma soprattutto si passano al vaglio dei “luoghi comuni” dati normalmente per scontati e che all’interno di quest’opera, invece, acquisiscono spessore e personalità.

Molte sono le curiosità saziate e quelle sollevate dal nulla, e altrettanto considerevoli sono le conclusioni dello scrittore e il suo tono sempre fresco, capace di non annoiare nonostante la mole del volume e l’argomento piuttosto serio, per quanto contemporaneamente inventato di sana pianta (o quasi).

Una lettura indispensabile, pertanto, per gli appassionati e per chi ha voglia di approfondire le proprie conoscenze, divertendosi intanto in compagnia di un narratore impeccabile di fiducia, da cui lasciarsi guidare in giro per lo spazio e per il tempo, per le culture e per le credenze popolari, per i colori e per i territori, cavalcando la fantasia e rimanendo ancorati alla realtà in uno strabiliante equilibrio degli opposti.

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