Storie dal fronte siriano

Samar Yazbek, Passaggi in Siria

(Sellerio, 2017)

Ai martiri traditi della rivoluzione siriana: questa la dedica che apre un libro duro. Passaggi in Siria  è la rielaborazione di appunti e testimonianze che Samar Yazbek  ha raccolto nel nord della Siria dal 2011 al 2013. Samar è una scrittrice e giornalista siriana che, dopo aver manifestato contro il regime di Bashar al Assad ed esser stata incarcerata, si è stabilita in esilio a Parigi. Tuttavia la nostalgia della sua terra ed il sogno di una Siria libera, laica, democratica la spingono a ritornare. Questo libro è la storia di provvisori rientri in patria, e della presa di consapevolezza di non poter più vivere nel proprio paese: nella Siria contemporanea una donna, intellettuale, laica, costituisce un pericolo per sé e per gli altri.

La narrazione, costruita in gran parte sulle testimonianze dei ribelli del Free Army, rappresenta un continuo susseguirsi di scene di orrore: i bombardamenti dell’aviazione governativa scandiscono non solo i giorni ma i momenti stessi del giorno. È Ramadan. Ogni sera, puntualmente, poco dopo l’ora della cena che interrompe il digiuno si alzano i caccia o gli elicotteri: «Tra un’ora mangeremo, e tra un’ora ci bombarderanno. […] Mangiammo, e sopravvivemmo ai bombardamenti».

La denuncia che emerge dal libro è chiara. La strategia di Assad, dopo che la rivoluzione ha strappato al controllo del governo parte del territorio siriano, è quella dell’annientamento sistematico della popolazione, incapace di fronteggiare l’aviazione. Ma ciò che davvero spezza la rivoluzione e ne tradisce gli ideali è lo sprofondare della società civile nel fondamentalismo. L’Isis cresce come un cancro all’interno del frastagliato e composito fronte dei ribelli, e progressivamente prende il sopravvento: le forze del Free Army si trovano dunque a far fronte agli attacchi aerei di Assad e allo scontro sul territorio con i miliziani.

Passaggi in siria

Fra un raid aereo e l’altro, tra il resoconto di un massacro e la strage successiva, trovano posto brevi momenti in cui la vita tenta con ostinazione di ricostruire una parvenza di normalità: una bambina con il suo canarino, una felce ripulita dai pezzi di vetro, una tazza di caffè, una tavola apparecchiata con grande cura sul cemento di uno scantinato semidistrutto. Sono scene di resilienza, e di una dignità che, incapace di arrestare l’orrore quotidiano, si oppone almeno all’abbrutimento.

La presenza di questi frammenti di umanità trasforma un documento asettico tratto da un contesto di emergenza umanitaria in una storia: barlumi fugaci che si accostano gli uni agli altri e si intrecciano in un tenue filo di pensiero. È il difficile tentativo di una razionalizzazione che consenta non di spiegare ma almeno di raccontare l’assurdo. Come la Sherazade delle Mille e una notte, Samar Yazbek racconta per non morire. Salvatasi dalla catastrofe, raccoglie le storie dei martiri traditi della rivoluzione per il dovere di restituire una voce a chi non l’ha più, a chi è stato sommerso dal male e dalla Storia.

 

L’immagine di copertina è una mia riproduzione di un’opera tratta dalla mostra di Gohar Dashti, Today’s life and war, Rovereto, 2008.

 

(Adriano Cecconi)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...