“Poco raccomandabile”, molto consigliato

Poco raccomandabile, di Chloé Cruchaudet

In copertina due figure si abbracciano. Di lei si scorge solo un occhio, i capelli scuri, il vestito rosso e le mani; di lui vediamo la schiena nuda, il taglio a caschetto, le braccia muscolose portate ai fianchi. C’è complicità, nel loro abbraccio. C’è delicatezza, umanità, fiducia. C’è una donna che aiuta un uomo a indossare un reggiseno.

È così che si presenta agli occhi del lettore Poco raccomandabile, un graphic novel di successo pubblicato originariamente in Francia nel 2013 e subito lanciato nel panorama dell’editoria internazionale, sull’onda dei prestigiosi premi che gli sono stati riconosciuti in patria.

Nel suo capolavoro illustrato, Chloé Cruchaudet ha recuperato la storia vera di Paul Grappe, disertore e travestito ai tempi della prima guerra mondiale, così come Fabrice Virgili e Danièle Voldman la raccontano nella loro biografia, “La garçonne e l’assassino”. A una storia dal profondo impatto emotivo si coniuga così l’arte di un disegno potente e narrativamente efficace, che porta il lettore a immergersi in un romanzo fatto di immagini, fuse in una continuità visiva che rifiuta la statica divisione in tavole incorniciate.

Poco raccomandabile è innanzi tutto una storia di guerra. Il caporale Paul parte per il fronte il giorno stesso del suo matrimonio, spinto dall’entusiasmo per un’avventura che ancora non conosce. Poi scopre il buio delle trincee, la follia dei suoi commilitoni, le bombe, i suicidi, gli spari – ed è così che Paul, disperato, si mozza consapevolmente un dito. Tutt’altro che angosciato, in infermeria prende le distanze dalla paura del fronte, e può addirittura riabbracciare l’amata moglie Louise. Un assaggio di vita che lo spinge a compiere una scelta ancora più estrema: fuggire dalla guerra, pur sapendo che disertare è un crimine che nella Francia di inizio ‘900 si paga con la vita.

La guerra per la Cruchaudet è un insieme di tavole scure, è la sporcizia delle trincee, un soldato che invoca la madre, lo sparo che fa esplodere il cranio di un amico e, soprattutto, è la follia macabra dei soldati crudelmente risparmiati dalla morte. La guerra è il trauma che accompagnerà la vita di Paul fino all’ultima pagina, colorata solo di un denso nero che predomina sulle tavole, di un grigio scuro che lo accompagna e del rosso del sangue dei cadaveri che cadono nei campi di battaglia.

Eppure, Poco raccomandabile è soprattutto una storia di crescita interiore e costruzione di un’identità sessuale, nella sua accezione più ampia e assoluta. Il caporale disertore scopre infatti che per poter continuare a vivere in società esiste un’unica soluzione: vestirsi da donna e comportarsi come tale. È così che Paul Grappe diventa Suzanne, affascinante e bellissima sartina dalle graziose maniere. Quello che però nasce come espediente per poter sopravvivere fino a quando non verrà garantita l’amnistia ai disertori, dieci anni dopo la fine della guerra, si trasforma in un piacere, un desiderio fisico, una realtà. Paul non impersona più Suzanne: lui è Suzanne. Una straordinaria evoluzione che non può essere spiegata con banali categorizzazioni, fermandosi a quel livello di consapevolezza che dà voce ai personaggi più ottusi e “civili” dell’opera, come giudici, avvocati e bravi cittadini.

Non basta pensare a Paul come a un uomo e a Suzanne come alla sua controparte pccfemminile, perché Suzie è donna e uomo insieme; non esiste l’eterosessuale o l’omosessuale, perché Suzanne viaggia in un continuum che trascende le due dimensioni, arrivando ad amare appassionatamente ogni genere, in ogni modo, con imparziale intensità.
Ancora una volta i colori usati per rappresentare questa crescita sono il nero, il grigio e il rosso. Un nero meno opprimente, smorzato da chiaroscuri quasi romantici, un grigio spesso tendente al bianco e infine il rosso di quegli abiti e di quegli accessori che simboleggiano la femminilità.

Inizialmente è Louise a vestire di rosso, una tonalità accesa, splendente; poi Paul chiede di poter avere un abito femminile con cui provare a impersonare il ruolo di una donna, e sua moglie gliene procura uno di un rosso più scuro, smorto, in netto contrasto con lo scarlatto luminoso di lei. Nel corso del graphic novel i ruoli si invertono, e ben presto la povera Louise vestirà solo di grigio, mentre gli occhi del lettore verranno significativamente attratti dal vestito rosso sgargiante di Suzanne.

Poco raccomandabile è quindi una storia di guerra, di amore, di crescita interiore e di ricerca di un’identità di genere, quattro tematiche che si fondono insieme fino a diventare imprescindibili.
Al contempo l’opera della Cruchaudet è anche una velata denuncia alle stigmatizzazioni sociali, mettendo in scena personaggi anomali e presentando la loro assoluta razionalità rispetto a un contesto “per bene”, la Francia benpensante, civile ed egalitaria. Alle rigide categorizzazioni in giusto/sbagliato, donna/uomo, eroe/disertore la Cruchaudet contrappone tutta la complessità delle sfumature intermedie — il lettore, a differenza della società parigina, non può criticare il caporale Paul per aver disertato, non può pretendere di inquadrarlo in una categoria di genere, non può definire le sue preferenze sessuali o addirittura giudicare.
Esattamente come non può farlo con la splendida Louise, che passa dall’essere una normale ragazza francese perfettamente integrata nella società a proteggere un marito disertore, fino a supportarne la trasformazione in donna e a seguirlo nel suo giro di pratiche sessuali controverse e tradizionalmente “immorali”, con piacere crescente.

Ecco allora che quelle due persone abbracciate in copertina non sono più solo un Uomo e una Donna, ma uomo e donna insieme; eterosessuali solo in parte, sposati ma infedeli, un po’ innamorati e un po’ no, né giusti né sbagliati. In altre parole, personaggi davvero poco raccomandabili.

(di Anja Boato)

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...