L’assemblea in cui gli animali condannarono la razza umana

L’assemblea degli animali, di Filelfo
(Einaudi, 2020)

Un grande evento scombussola il delicato equilibrio tra essere umano e natura: i rappresentanti di tutti gli animali si sono riuniti con grande urgenza in un’assemblea per poter finalmente prendere una decisione su come reagire alla presenza invasiva e distruttiva dell’uomo. C’è chi sostiene che in fondo noi Sapiens Sapiens siamo solo predatori più forti di altri, quindi la nostra supremazia è tanto inevitabile quanto effimera (giungerà un giorno un predatore più forte, come sempre è stato); c’è anche chi sostiene che con l’uomo si possa trattare e imparare a convivere: lo ricordano per esempio le api, che hanno saputo creare un legame equilibrato con noi umani più di ogni altra specie della Terra. Eppure, la maggioranza delle creature desidera la nostra estinzione, o quantomeno una pena severa che ci permetta di comprendere gli errori commessi e ritrovare un contatto con la natura e la sua sensibilità universale.

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“I più grandi” musicisti della Guinea Bissau e le loro storie

I più grandi, Sylvain Prudhomme
(66thand2nd – trad. di A. D’Elia)

Siamo nella Guinea Bissau, una terra politicamente instabile, calda e colorata. Couto suona nei Super Mama Djombo, una band “sovversiva” che ha fatto la sua fortuna negli anni ’70. Ora non è più il chitarrista giovane e forte di un tempo, come non sono più giovani e forti i suoi compagni, ma i Super Mama Djombo rimangono un’istituzione e gli appassionati continuano a frequentare i concerti, le loro canzoni vengono mandate continuamente in radio, anche se una parte dei membri del gruppo originale si è allontanata per cercare fortuna fuori dalla Guinea Bissau.

I più grandi racconta una giornata nella vita di Couto: la sera ci sarà un grande concerto, l’evento che riunirà i vecchi e i nuovi membri, ma la giornata comincia nel peggiore dei modi, con una notizia destinata a sconvolgere la vita della band e dei suoi innumerevoli fan. Dulce è morta. Dulce, la celebre cantante del gruppo, che ha lasciato i Super Mama Djombo per assecondare la stabilità di un matrimonio conveniente, ma che è stata anche l’anima e il cuore della band, la ragione del loro successo. Dulce, il primo grande amore di Couto, mai dimenticato del tutto.

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Una ballata noir: il giallo a fumetti di Carlotto e Ruju

Ballata per un traditore, Massimo Carlotto, Pasquale Ruju, David Ferracci
(Feltrinelli Comics, 2020)

L’atmosfera, l’ambientazione, i personaggi: tutto in Ballata per un traditore deriva dalla tradizione più pura del noir. Siamo però a Milano, una città corrotta dove la malavita organizzata veste abiti firmati e occupa i più alti gradini della scala sociale, tra prostitute d’alto borgo e luccicanti casinò. Una notte, il poliziotto Beppe Galli e un suo informatore vengono uccisi dal collega – e amico – Davide Valenti, ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Questo evento riporta a galla tutti i peccati nascosti all’interno del commissariato di polizia, con l’ex-poliziotto Lo Porto, il vero protagonista della storia, che cerca di ritrovare Davide e venire a patti con un passato corrotto.

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Raccontare il Cile e i suoi morti: “La sottrazione”

La sottrazione, Alia Trabucco Zeràn
(SUR, 2020 – trad. di G. Maneri)

La trama de La sottrazione, se riassunta in poche parole, potrebbe apparire grottesca, paradossale, quasi divertente: tre amici salgono su un carro funebre e viaggiano dal Cile all’Argentina per recuperare la salma di una donna finita accidentalmente nel paese sbagliato. Non c’è nulla di divertente però nel modo in cui questo spunto narrativo si declina tra le pagine, e il grottesco perde di mordente di fronte al realismo storico, all’atmosfera cupa e al peso dei traumi che perseguitano tutti i personaggi, una sofferenza insieme individuale e nazionale. Dietro l’assurda avventura di Iquela, Felipe e Paloma si cela infatti il peso onnipresente del grande trauma cileno: la dittatura di Pinochet.

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Il brutale risveglio di una madre

Brutale è il risveglio, Pascale Kramer
(Tunué, 2020 – trad. di L. Cisbani)

Il risveglio brutale di Alissa comincia più o meno una settimana dopo il suo trasferimento in un elegante residence con piscina, quando si rende conto di essere infelice. Eppure ha tutto quello che ha sempre desiderato: un marito giocherellone e attento, una casa tutta sua, e una bambina ancora piccolissima, di poche settimane, che dipende completamente da lei. Ha lasciato il lavoro perché è naturale così, e ora passa ogni istante della sua vita con la piccola Una, che sa solo piangere e poppare, mentre tutto attorno si sente il peso di un silenzio opprimente. A ventisette anni, Alissa realizza un passo alla volta che non desidera nulla di tutto ciò: non vuole davvero un marito giocherellone e attento, non vuole quella casa in un residence con piscina, e non vuole nemmeno Una.

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Il mondo nuovo, coloratissimo e violento di Aleš Kot e Tradd Moore

Il nuovo mondo, Aleš Kot, Tradd Moore, Heather Moore
(Saldapress, 2020 – trad. di M. Innocenti)

nuovo-mondo-saldapressIl nuovo mondo immaginato da Aleš Kot e disegnato da Tradd Moore è una distopia, e come tutte le distopie più catastrofiche ha delle origini (letteralmente) esplosive: nel 2037 gli Stati Uniti diventano infatti bersaglio di un bombardamento nucleare ad opera di un milite ignoto, cui segue un periodo di guerra e invasione da parte di diverse potenze straniere, fino alla totale perdita di autonomia dell’America. L’unica realtà nazionale che riesce a mantenere l’indipendenza è la Nuova California, un glorioso, scintillante, psichedelico enclave circondato da immense mura dove le persone vivono felici e contente nel rispetto dei veri valori americani. Un paradiso. Morboso, alienante e violento, ma pur sempre un paradiso. Continua a leggere

La politica degli scarafaggi, ovvero come McEwan vede la Brexit

Lo scarafaggio, Ian McEwan
(Einaudi, 2020 – trad. di S. Basso)

9788806245818_0_221_0_75Tutti conoscono, sia anche solo per fama, la storia di Gregor Samsa: Franz Kafka ha narrato la sua metamorfosi da commesso viaggiatore a scarafaggio in uno dei racconti più celebri della letteratura del Novecento. Oltre cent’anni dopo, Ian McEwan dà vita al suo fratello spirituale Jim Sams, nato scarafaggio ma misteriosamente tramutato in un essere umano. Jim però non è un lavoratore di media categoria, non ha una routine da pendolare né lo spirito stacanovista e devoto all’ordine sociale di Gregor Samsa. Jim è il primo ministro inglese: ammanicato con gli intrighi di governo, facile all’ubriacatezza, manipolatore e ipocrita per necessità. Continua a leggere

“Il nome della madre”, ovvero come raccontare un’assenza

Il nome della madre, Roberto Camurri
(NNE, 2020)

1790687330Chi ha letto l’opera prima di Camurri, A misura d’uomo, potrebbe divertirsi a cercare somiglianze e differenze con Il nome della madre. Di simile c’è l’ambientazione, Fabbrico, città natale dell’autore, che non sembra mai né bella né brutta, né felice né triste, e i suoi abitanti sono gli abitanti di qualsiasi piccola cittadina italiana, eppure pare quasi che entrambe le storie potrebbero essere raccontate solo tra le sue strade, nei suoi bar, nelle sue case. È simile lo stile, fortemente ancorato a quello che i personaggi vedono, sentono, fanno e pensano. Ma il vero filo rosso tra le due opere è la loro forte aderenza al reale, all’umanità assoluta dei personaggi, al loro essere quasi concreti. Continua a leggere

“Novantanove notti nel Lowgar” a raccontare storie

Novantanove notti nel Lowgar, Jamil Jan Kochai
(Einaudi, 2020)

9788858433218_0_0_626_75Novantanove notti nel Lowgar è l’esordio letterario di un gioavane autore di origini pakistane. Io questo dettaglio l’ho scoperto solo a lettura conclusa, e mi sembra doveroso specificarlo qui come premessa. Per la precisione, Jamil Jan Kochai è nato in un campo profughi afgano in Pakistan, ma è cresciuto negli Stati Uniti e ha iniziato a dedicarsi alla letteratura direttamente in inglese, reinterpretando la sua cultura d’origine in un romanzo profondo e maturo, difficilmente assimilabile all’idea di un’opera prima.

Novantanove notti nel Lowgar ci porta infatti nella provincia afgana del 2005, nel pieno delle rappresaglie statunitensi post 11 settembre. Il giovanissimo Marwand e i suoi fratelli ritornano per novantanove giorni nella loro terra d’origine, dopo anni passati in America. Continua a leggere

“Tre vivi, tre morti” e le loro storie

Tre vivi, tre morti, Ruska Jorjoliani
(Voland, 2020)

ba0728c31795ac4dd7208dddc3e593c7_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyQuello dei “tre vivi e tre morti” era un tema iconografico molto diffuso nel Medioevo, una declinazione originale del celebre memento mori. Si riallaccia a una leggenda narrata in un poemetto francese, il Dict des trois morts er des trois vifs, di Baudouin de Condé, in cui tre nobili cavalieri incontrano in un bosco tre cadaveri “viventi”, i quali ricordano loro che presto saranno tutti uguali. Alla morte non c’è scampo, nemmeno per i nobili. Nel romanzo di Ruska Jorjoliani, il tema viene ripreso direttamente in una storia dentro la storia, scritta in gioventù da uno dei vari personaggi che popolano l’opera. La metafora però è ben più forte, perché il segreto al cuore delle vicende, l’evento del passato che dà il via al corso degli eventi, coinvolge proprio tre vivi (negli anni ’50) e tre morti (negli anni ’40). Continua a leggere