Le memorie dell’ultimo schiavo

Barracoon, di Zora Neale Hurston
(66thand2nd, 2019 – trad. S. Antonelli) 

 

BarracoonZora Neale Hurston ha conosciuto Cudjo nel 1927, nell’ambito di uno studio sociologico e antropologico sulla cultura afroamericana. Giovane e promettente studiosa, la Hurston al tempo collaborava ancora con il suo mentore Frenz Boas, il padre dell’antropologia americana: era stato lui a insistere per farle ottenere una borsa di studio, al fine di raccogliere informazioni storiche sul folklore nero e per trascrivere la testimonianza di quello che era considerato l’ultima vittima della tratta atlantica degli schiavi africani, Cudjo. Continua a leggere

Raccontare “la vergogna” di un trauma indelebile

La vergogna, di Annie Ernaux
(L’orma editore, 2018 – trad. di L. Flabbi) 

 

la vergogna“Mio padre ha voluto uccidere mia madre una domenica di giugno, nel primo pomeriggio”. È con questa sentenza lapidaria che Annie Ernaux avvia la narrazione della sua opera autobiografica. Il romanzo (se così lo si può definire) prende le mosse da un episodio di violenza domestica – mai sfociato in un vero e proprio omicidio, pur essendoci andato vicino – vissuto dall’autrice come uno spartiacque tra l’età infantile e la vita adulta. Continua a leggere

Foschia: un tocco di delicata amoralità

Foschia, Anna Luisa Pignatelli

(Fazi Editore, 2019)

foschiaFoschia è l’ultima testimonianza di una donna in punto di morte, decisa a ripercorrere tra le pagine del romanzo i ricordi della sua infanzia, portando alla luce un intricato gioco di relazioni familiari morbose e inquietanti. L’autrice mette in scena una tragedia familiare dai contorni amorali e volutamente estremizzati, attraverso la voce narrante di una protagonista razionale e consapevole. Continua a leggere

Tutte le sfaccettature della parola “Perdono”

Qualcosa che s’impara – Gian Luca Favetto
(NN Editore, 2018) 

 

qualcosa che s'imparaTutto comincia da una parola: perdono. D’altro canto, il progetto CroceVia della NNE prende le mosse proprio dalla selezione di una serie di termini ereditati dalla tradizione cristiana che abbiano una certa rilevanza anche nel linguaggio quotidiano, ciascuno dei quali viene poi interpretato, sviscerato e rivoluzionato dalla sensibilità di un diverso scrittore nostrano. Laura Pariani in Di ferro e d’acciaio ha parlato di Passione, Andrea Tarabbia ha affrontato il tema della Croce e ora Gian Luca Favetto si dedica al Perdono. Continua a leggere

Decadenza e tenacia: l’umanità secondo Amos Oz

Finché morte non sopraggiunga, Amos Oz
(Feltrinelli, 2018 – trad.  E. Loewenthal) 

 

ozÈ da poco scomparsa l’icona per eccellenza della letteratura israeliana contemporanea: Amos Oz ha vissuto con entusiasmo i più grandi eventi storici che hanno scosso il suo paese, assumendo senza tentennamenti posizioni pacifiste e di sinistra, e diventando di conseguenza un punto di riferimento imprescindibile. Tutta la sua letteratura è impregnata di una forte identità culturale, testamento artistico di un modo di vivere profondamente intrecciato alle tradizioni e alla sensibilità israeliana. Continua a leggere

Vivian, la Mary Poppins che scattava fotografie

Vivian, Christina Hesselholdt
(Chiarelettere Editore, 2018 – trad. I. Basso)

 

vivianVivian Maier è oggi considerata una delle più talentuose antesignane della “street photography”: un’autrice dalla straordinaria sensibilità che ritraeva la vita così come le si presentava davanti, facendo della quotidianità un’opera d’arte. Decenni di storia americana (i primi scatti risalgono agli anni ’40) vengono documentati da un vastissimo – e ancora incompleto –  repertorio di fotografie, che ritrae New York e Chicago in tutte le sue sfaccettature. Dai quartieri poveri alla vita della classe benestante, tra donne in abiti vistosi e umili mendicanti, bambini sporchi e bambini eleganti, afroamericani e anziani immigrati, case in demolizione e ragazzi che giocano per le strade. Continua a leggere

“Paolina”, i suoi amanti e le loro vite infelici

Paolina, Marco Lodoli
(Einaudi, 2018)

paolina

Paolina ha quindici anni, mille pensieri che le affollano la mente, ed è incinta. La sua vita corre a perdifiato verso un bivio, ma ormai non c’è più tempo per riflettere su quale strada sia meglio intraprendere: o tiene il bambino o lo elimina, o va a destra o a sinistra, e se non prende una decisione collasserà contro il niente che affolla la sua esistenza. Niente famiglia, niente scuola, niente ambizioni, niente. Al mondo c’è solo lei, Paolina, con quel feto che le cresce in grembo e la certezza che nessuna scelta sarà mai giusta.

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“The Children Act” e i suoi dilemmi morali

La ballata di Adam Henry, Ian McEwan
(Einaudi, 2016 – trad. di S. Basso)

la ballata di Adam Henry copertinaThe Children Act, titolo originale del romanzo di McEwan, torna a far parlare di sé quando Richard Eyre ne dirige l’attesa trasposizione cinematografica. Sul grande schermo, il volto di Emma Thompson esprime tutta la rigidezza morale, la fierezza e le ambiguità di Fiona Maye: un giudice rispettato, una moglie tradita, un piccolo gioiello di complessità psicologica attorno a cui prende forma, tassello dopo tassello, La ballata di Adam Henry. Continua a leggere

“La custodia dei cieli profondi” e il Matto che se ne assume l’onere

La custodia dei cieli profondi, Raffaele Riba
(66thand2nd, 2018)

 

La custodia dei cieli profondiGabriele nella sua vita è stato un figlio, un fratello, un custode, forse persino un padre. Ora è il Matto, e da matto ci racconta la storia sua, della sua famiglia e di quel “pianeta periferico” chiamato Cascina Odessa, che in realtà non è altro che una casa costruita dal nonno, lontano dalle grandi metropoli e dalla vita cittadina. Qui si consumano le tre fasi dell’esistenza di un uomo che nella sua intelligenza e sensibilità non riesce comunque ad abbandonare le radici su cui è cresciuto, nonostante il resto del mondo muti e si evolva in qualcosa di nuovo e distante. Continua a leggere

“Napoli mon amour”, per una storia sulla bellezza della vita e il suo inevitabile prezzo

Napoli mon amour, Alessio Forgione
(NN Editore, 2018)

napoliCamminare per una Napoli bellissima, il piacere di andare al mare, l’angoscia di un lavoro che non c’è, una serata fuori con l’amico di sempre, l’entusiasmo di un goal memorabile e il dispiacere di una squadra che non vince: sono dettagli, banalità, il semplice fluire della vita umana. Nel suo romanzo d’esordio, Forgione ci accompagna lungo questo flusso esistenziale raccontandoci la storia di Amoresano, trentenne plurilaureato ma disilluso, che vive dei soldi guadagnati con un lavoro che non ha più e grazie al sostegno discreto e silenzioso dei genitori. Continua a leggere