“Friday Black”: se l’umanità è perduta, tanto vale riderci sopra

Friday Black, di Nana Kwame Adjei-Brenyah
(Sur, 2019 – traduzione M. Testa)

 

Friday BlackBlack Friday, il venerdì nero. Un’usanza di origini americane esportata in tutte le principali società capitalistiche del mondo: ecco allora che una volta l’anno i negozi offrono le loro merci a prezzi stracciati, in un’unica giornata di acquisti folli che inaugura lo shopping natalizio e svuota le riserve dei magazzini. Il Black Friday è il simbolo del capitalismo più sfrenato, la festa anti-spirituale della mercificazione, il carnevale delle grandi corporation, e il titolo perfetto per una raccolta di racconti satirici e grotteschi come quella di Nana Kwame Adjei-Brenyah. Continua a leggere

Come diventare adulti nell’arco di una sola estate

La fine dell’estate, Serena Patrignanelli
(NNE, 2019)

la fine dell'estateNel Quartiere indefinito di una Città senza nome, la Guerra sta portando via gli uomini, i gessetti delle scuole, gli insegnanti, i soldi, l’infanzia. Mentre le strade si svuotano, i ragazzini vivono la più lunga estate della loro vita: giocano come bambini e pensano come adulti, si approcciano ai sentimenti e alla sessualità, scoprono il mondo, l’indipendenza e la solitudine. Continua a leggere

La quotidianità raccontata “sottovoce”

Sottovoce, Sarah Manguso
(2019, NN EDITORE – trad. G. Guerzoni)

 

SottovocePrima di Sottovoce, la NNE ha portato in Italia altre due opere dell’autrice americana Sarah MangusoIl salto e Andanza, memoir dall’impronta sempre unica e particolare. La bibliografia della scrittrice conta anche numerose poesie e alcuni racconti brevi, rendendola quindi esponente di una letteratura dalla forte matrice personale e simbolica, che ricerca la sua strada in strutture alternative.

Sottovoce certamente è un’opera che esula da tutte le forme più canoniche della letteratura. L’autrice si mette a nudo raccontando alcuni momenti casuali della sua vita in una serie di brevissimi episodi, lunghi indicativamente tra le 5 e le 20 righe. Continua a leggere

Il trauma dell’adolescenza e le sue contraddizioni

L’età straniera, Marina Mander
(Marsilio, 2019)

l'età stranieraLeo ha quasi diciotto anni, una profonda intelligenza nascosta sotto la classica patina di pigrizia e superficialità da adolescente incompreso, e un trauma che non riesce ad affrontare. Vive con una madre disoccupata che trascorre le sue giornate lottando per il bene del prossimo, un patrigno che di mestiere fa il tassista e per hobby balla il tango, e un fratello acquisito che lavora come “prostituto” tra le vie della città, non parla l’italiano e ha l’aspetto di una scimmia. Si chiama Florin, viene dalla Romania e la madre di Leo l’ha trovato per la strada durante le sue attività di volontariato. Continua a leggere

Le memorie dell’ultimo schiavo

Barracoon, di Zora Neale Hurston
(66thand2nd, 2019 – trad. S. Antonelli) 

 

BarracoonZora Neale Hurston ha conosciuto Cudjo nel 1927, nell’ambito di uno studio sociologico e antropologico sulla cultura afroamericana. Giovane e promettente studiosa, la Hurston al tempo collaborava ancora con il suo mentore Frenz Boas, il padre dell’antropologia americana: era stato lui a insistere per farle ottenere una borsa di studio, al fine di raccogliere informazioni storiche sul folklore nero e per trascrivere la testimonianza di quello che era considerato l’ultima vittima della tratta atlantica degli schiavi africani, Cudjo. Continua a leggere

Raccontare “la vergogna” di un trauma indelebile

La vergogna, di Annie Ernaux
(L’orma editore, 2018 – trad. di L. Flabbi) 

 

la vergogna“Mio padre ha voluto uccidere mia madre una domenica di giugno, nel primo pomeriggio”. È con questa sentenza lapidaria che Annie Ernaux avvia la narrazione della sua opera autobiografica. Il romanzo (se così lo si può definire) prende le mosse da un episodio di violenza domestica – mai sfociato in un vero e proprio omicidio, pur essendoci andato vicino – vissuto dall’autrice come uno spartiacque tra l’età infantile e la vita adulta. Continua a leggere

Foschia: un tocco di delicata amoralità

Foschia, Anna Luisa Pignatelli

(Fazi Editore, 2019)

foschiaFoschia è l’ultima testimonianza di una donna in punto di morte, decisa a ripercorrere tra le pagine del romanzo i ricordi della sua infanzia, portando alla luce un intricato gioco di relazioni familiari morbose e inquietanti. L’autrice mette in scena una tragedia familiare dai contorni amorali e volutamente estremizzati, attraverso la voce narrante di una protagonista razionale e consapevole. Continua a leggere

Tutte le sfaccettature della parola “Perdono”

Qualcosa che s’impara – Gian Luca Favetto
(NN Editore, 2018) 

 

qualcosa che s'imparaTutto comincia da una parola: perdono. D’altro canto, il progetto CroceVia della NNE prende le mosse proprio dalla selezione di una serie di termini ereditati dalla tradizione cristiana che abbiano una certa rilevanza anche nel linguaggio quotidiano, ciascuno dei quali viene poi interpretato, sviscerato e rivoluzionato dalla sensibilità di un diverso scrittore nostrano. Laura Pariani in Di ferro e d’acciaio ha parlato di Passione, Andrea Tarabbia ha affrontato il tema della Croce e ora Gian Luca Favetto si dedica al Perdono. Continua a leggere

Decadenza e tenacia: l’umanità secondo Amos Oz

Finché morte non sopraggiunga, Amos Oz
(Feltrinelli, 2018 – trad.  E. Loewenthal) 

 

ozÈ da poco scomparsa l’icona per eccellenza della letteratura israeliana contemporanea: Amos Oz ha vissuto con entusiasmo i più grandi eventi storici che hanno scosso il suo paese, assumendo senza tentennamenti posizioni pacifiste e di sinistra, e diventando di conseguenza un punto di riferimento imprescindibile. Tutta la sua letteratura è impregnata di una forte identità culturale, testamento artistico di un modo di vivere profondamente intrecciato alle tradizioni e alla sensibilità israeliana. Continua a leggere

Vivian, la Mary Poppins che scattava fotografie

Vivian, Christina Hesselholdt
(Chiarelettere Editore, 2018 – trad. I. Basso)

 

vivianVivian Maier è oggi considerata una delle più talentuose antesignane della “street photography”: un’autrice dalla straordinaria sensibilità che ritraeva la vita così come le si presentava davanti, facendo della quotidianità un’opera d’arte. Decenni di storia americana (i primi scatti risalgono agli anni ’40) vengono documentati da un vastissimo – e ancora incompleto –  repertorio di fotografie, che ritrae New York e Chicago in tutte le sue sfaccettature. Dai quartieri poveri alla vita della classe benestante, tra donne in abiti vistosi e umili mendicanti, bambini sporchi e bambini eleganti, afroamericani e anziani immigrati, case in demolizione e ragazzi che giocano per le strade. Continua a leggere