“Prima di me”, i più grotteschi risvolti della gelosia

Prima di me, di Julian Barnes

(Einaudi)

 

La gelosia è un’emozione corroborante, si diffonde con lenta e persistente gradualità, passa dal fastidio di un attimo al malessere di un periodo, fino alla nera depressione di quanti ne sono costantemente schiavi. Emblema di quest’ultima categoria è la figura di Graham Hendrick, emerito professore di storia, protagonista del secondo romanzo pubblicato da Julian Barnes.


_prima-di-me-1505220266Barnes è arrivato in libreria con Prima di me ancora nel 1982, e da allora vi è tornato a più riprese con romanzi di grande successo, alcuni dei quali gli hanno garantito un posto tra i finalisti del Booker Prize: Il pappagallo di Flaubert; England, England; Arthur e George, fino a raggiungere l’agognata vittoria con Il senso di una fine. Sull’onda di questi importanti riconoscimenti il suo nome ha iniziato a girare nella scena letteraria internazionale, fino a quando, nel 2017, Einaudi non ha deciso di recuperare anche Prima di me e portarlo nelle librerie nostrane.
Graham non è mai stato un uomo particolarmente geloso, quantomeno non con la sua prima moglie, Barbara. È Ann che lo fa impazzire. Sposato, una figlia a carico, Graham ha conosciuto Ann grazie all’intercessione di un amico comune e da allora è stato un crescendo di sentimenti coinvolgenti. In nome di Ann ha abbandonato un matrimonio insoddisfacente per gettarsi a capofitto in un amore nuovo, talmente totalizzante e ossessivo da diventare maniacale. Graham sa tutto di Ann, piange quando le sue violette appassiscono, annotta su un diario cosa indossa ogni mattina e mangia i suoi avanzi della cena per il solo piacere di avere dentro al proprio corpo qualcosa che sarebbe dovuto essere dentro Ann.
Prima di me è una storia d’amore coinvolgente, in cui il potere dell’affetto traspare nella quotidianità di una felice vita di coppia, in un matrimonio passionale quanto basta, ma anche tranquillo, pacifico, rilassante, in cui i diverbi quotidiani scompaiono in una routine frizzante e piacevole. Quella tra Graham e Ann sembra una perfetta storia d’amore, il cui inscindibile legame traspare dalla penna di Barnes con piacevole delicatezza, ma anche attraverso la forza di alcune scene troppo intense per essere associate a un tradizionale rapporto di coppia. C’è dell’ossessività, in questo amore. Un’ossessività raccontata con naturalezza, il cui peso viene alleggerito da quella nota di umorismo nero tipicamente inglese che permane l’intera opera.
In ogni caso, come spiega una volta Jack (amico, scrittore e strizzacervelli occasionale di Graham), “ogni matrimonio ha la sua croce”. La croce più logorante della relazione con Ann è la gelosia. Non una gelosia tradizionale, nulla che spinga Graham a dubitare anche solo lontanamente dell’amore e della fedeltà della sua seconda moglie – è una gelosia “retroattiva” rivolta a tutte le relazioni che Ann ha avuto prima di conoscerlo. Non solo e non necessariamente quegli uomini che lei ha frequentato o con cui ha condiviso rapporti sessuali occasionali, ma anche gli attori che fingeva di amare o apprezzare recitando in squallidi film per il grande schermo: lentamente, persistentemente e ossessivamente la gelosia s’insinua nel loro rapporto togliendo spazio a tutto il resto.
Prima di me parla quindi di amore, certo, ma soprattutto di gelosia. Barnes mette in scena le sfaccettature più logoranti di un sentimento umano e universale, esasperandole fino a un’inverosimile eccesso che annichilisce e annienta l’esistenza di un essere umano. All’inizio crea simpatiche riflessioni, poi diverte il lettore per le ambigue situazioni cui può condurre, e man mano che Graham precipita nel nero abisso della depressione sopraggiungono l’angoscia, il senso d’oppressione e la paura. Dalla risata al tormento.
Il romanzo si regge sulle spalle di soli quattro personaggi, escludendo le ombre degli ex-amanti (potenziali e non) di Ann. Al centro della storia vi sono Graham, che con i suoi sentimenti distruttivi e il suo amore platonico è un capolavoro di complessità psicologica sempre perfettamente riuscito, e Ann, che forse arriva al lettore troppo “deformata” dalla visione idealizzante di Graham, con il rischio che il suo punto di vista ne risenta un po’ troppo spesso. Al loro fianco occupano spesso la scena altre due figure di grande impatto e intrigante complessità: Jack, uno scrittore fedifrago che passa dal ruolo di spalla comica il cui umorismo talvolta pare un po’ vacillante e scontato, a quello di personaggio cardine per lo sviluppo narrativo del romanzo e dalla grande presenza scenica; e Barbara, la ex-moglie risentita e incattivita di Graham, che nella sua semplicità è forse il più realistico e potente dei personaggi.
Prima di me si basa su rarissime svolte narrative, una trama estremamente semplice, pochi personaggi e uno stile fluido, privo di particolari fronzoli letterari. Eppure, nonostante queste “banali” premesse, si presenta come un romanzo perfettamente riuscito, coinvolgente, grottesco, umoristico e di grande impatto, da leggere con il sorriso sulle labbra e un pizzico d’angoscia nel cuore. Leggero ma intenso, divertente ma anche serio. Una lettura piacevole, un viaggio nei meandri più cupi e oscuri della gelosia.

(di Anja Boato)

 

 

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