Sangue giusto, il libro di Francesca Melandri candidato al Premio Strega 2018

Sangue giusto, Francesca Melandri
(Rizzoli, 2018)


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Fra i candidati al Premio Strega ecco una storia che tocca alcuni temi importanti per la nostra società contemporanea
e per le radici storiche del nostro paese: immigrazione, malversazioni da Prima Repubblica e occupazione fascista dell’Etiopia in Sangue giusto, l’ultimo libro di Francesca Melandri edito da Rizzoli.

 Alla porta della famiglia Profeti un bel giorno bussa un ragazzo nero venuto dalla fine del mondo per riallacciare un filo di discendenza familiare fino a quel momento mantenuto segreto dal capofamiglia, Attilio: ai tempi del colonialismo fascista, Attilio Profeti in servizio militare in Etiopia aveva lasciato incinta una donna. Il nipote di questa donna, Shimeta, fuggito dal suo paese teatro di indicibili orrori e violenze, dopo un viaggio attraverso mezza Africa e il Mediterraneo giunge sulla soglia di casa Profeti per rivendicare la sua discendenza e per trovare un riparo a tante sofferenze.

Il libro di Francesca Melandri ha il merito di affrontare la questione del colonialismo italiano, di cui nel nostro paese non si sente molto parlare, e di svolgerla dall’era fascista fino ai tempi degli incontri fra Berlusconi e Gheddafi. In particolare è interessante la riflessione sugli aiuti economici che l’Italia ha dato all’Etiopia nella seconda metà del secolo scorso e che sembra abbiano contribuito a finanziare operazioni criminali di repressione del dissenso interno. Tuttavia i meriti di questo libro, occorre dirlo chiaramente, finiscono qui.

Se un romanzo è una macchina progettata per sospendere l’incredulità del lettore, al lettore di Sangue giusto, invece, la domanda «Ma questo come è possibile?» sorge piuttosto spesso. In particolare desta parecchi dubbi il resoconto del viaggio di Shimeta dall’Etiopia all’Italia: la situazione geopolitica contemporanea ha reso l’immigrazione dalle coste libiche un tema bollente, e dunque da trattare con estrema cura, soprattutto da parte della comunità degli intellettuali. Pertanto in un contesto romanzesco una descrizione dettagliata delle torture subite dai profughi in Libia appare, a mio parere, un eccesso di interpretazione se condotto non da un giornalista free lance ma da uno scrittore e sceneggiatore romano.

Le numerose invettive ai danni di Berlusconi, se condivisibili per un lettore di sinistra (ed è questo il caso), suonano come irrimediabili stonature in un’opera di finzione. Il giudizio qui non è politico ma letterario: il meccanismo romanzesco si inceppa malamente ogni volta che un narratore dice esplicitamente al lettore cosa deve pensare.

Eppure si può dare anche un giudizio politico di questo libro: i fatti sono in gran parte raccontati dal punto di vista di Ilaria, figlia di Attilio e dunque zia di Shimeta. Il suo atteggiamento nei confronti del ragazzo etiope e del problema migratorio in generale è decisamente buonista: per offrirne un esempio, a p. 86 il narratore nel riportare i pensieri di Ilaria non usa l’espressione «la sua pelle è nera» ma «la sua pelle è color del legno antico». Anche il contesto in cui è inserita questa espressione è indicativo di un atteggiamento abbastanza semplificatorio: Ilaria dà del razzista a suo fratello perché ha suggerito di accertare il grado di parentela con Shimeta tramite il test del DNA.

In conclusione, le critiche che si possono muovere a questo libro possono essere tutte riassunte (tranne l’ultima) in un unico concetto: se un romanzo “spiattella” i fatti invece di alluderli, non può reggere il confronto con la realtà. La finzione illumina la realtà nella misura di ciò che non dice più che nella misura di ciò che dice. I romanzi che vorremmo leggere sono quelli che ricordano la lezione di Italo Calvino: «Le cose che il romanzo non dice sono necessariamente più di quelle che dice, e solo un particolare riverbero di ciò che è scritto può dare l’illusione di stare leggendo anche il non scritto»[1].

 

Adriano Cecconi

 

 

[1] Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore.

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