La delicatezza dell’esistenza umana narrata in “Storie di alberi e bonsai”

Storie di alberi e bonsai, di Alejandro Zambra
(Sellerio, 2018 – trad. di F. Biancatelli e M. Nicola) 

In Storie di alberi e bonsai, nell’arco di poche pagine si delineano con delicatezza ed eleganza le vicende esistenziali di sei personaggi: le vite dei primi tre (madre, figlia e patrigno) si snodano attraverso le reminiscenze e le fantasie di Juliàn in Vita privata degli alberi, il primo dei due lunghi racconti che compongono l’opera; gli altri tre personaggi (lui, lei e l’amica di lei) sono i protagonisti di Bonsai, il secondo racconto, già edito in Italia nella forma di un romanzo breve pubblicato nel 2007 da Neri Pozza. Ad accumunare le vicende narrate nei due racconti vi è il ruolo sempre centrale delle piante.

alberi e bonsai 2In Vita privata degli alberi, il professore e (aspirante) scrittore Julián intrattiene la sua figlioccia con storielle inventate su alberi antropomorfi, mentre attende che la madre di lei, Verónica, torni a casa. In cuor suo Julián sa che Verónica non tornerà più, ma decide ugualmente di trascorrere la nottata ad aspettarla, ricordando il passato e fantasticando sul futuro.

Bonsai è invece la delicata storia di un amore giovanile, fugace e intenso che trae origine da una fredda e spietata sentenza: “alla fine lei muore e lui resta solo, anche se era rimasto solo diversi anni prima della morte di lei, di Emilia”. Nonostante l’incipit non lasci dubbi sul finale, l’autore si fa perdonare grazie al fluido gioco di salti temporali e alla delicatezza di uno stile elegante e leggero. Sullo sfondo albeggia l’ombra metaforica di un bonsai, simbolo del legame tra due amanti, che si trasforma prima nel principale responsabile della loro rottura, e poi in un’ autentica ossessione.

I nomi quasi esotici legati alla cultura ispanica, coerenti con la nazionalità cilena dell’autore, sono l’unico indizio di una dimensione geografica specifica. Per il resto, Storie di alberi e bonsai racconta l’umanità nella sua essenza universale, attraverso i drammi, i sentimenti e le preoccupazioni quotidiane di personaggi dalle storie plausibili, che rifuggono da qualsiasi potenziale straordinarietà. L’indole umana traspare da racconti strutturati con originalità e intelligenza, in cui viene chiarito fin dal principio, in modo più o meno diretto, come si chiuderà la vicenda.

La sorpresa risiede nella delicatezza con cui si svela il passato dei personaggi, nello scoprire con la dovuta lentezza cosa sia accaduto per giungere a quel presente dalla conclusione già anticipata, e cosa ci si attende accadrà in futuro: dopo la morte di Emilia e dopo il (non) ritorno di Verónica, ovviamente, ma anche quando l’autore avrà finito di raccontare, passando il testimone alla fantasia del lettore, per cercare una fine in storie sospese in conclusioni solo parziali.

Le assonanze tra i due racconti non terminano con il richiamo alle piante e con lo stile fortemente caratteristico dell’autore. I protagonisti principali, Juliàn e Julio, sono accumunati da nomi casualmente simili e dal condiviso interesse per la letteratura. Una passione che sembra solo potenzialmente essere sul punto di trasformarsi in una professione vera e propria, ma che nei fatti rimane sempre relegata al privato dei due personaggi. Juliàn e Julio scrivono e immaginano solo per sé e per le persone loro care, e le storie che ne derivano hanno origine sempre dalle loro personali esperienze.

Se le fantasie narrative dei due personaggi sono il riflesso della loro vita privata, è plausibile immaginare che gli stessi Juliàn e Julio parlino con la voce del loro autore, Zambra. D’altro canto, l’evidente familiarità con cui lo scrittore esprime le riflessioni dei suoi protagonisti traspare anche dalla verosimiglianza dei dettagli narrati e dall’empatia che Storie di alberi e bonsai non può mancare di suscitare nel lettore.

Dolci, delicati e coinvolgenti: pur nella loro brevità, i due racconti che compongono l’opera hanno la ricchezza narrativa di un romanzo condensata in una lettura rapida e leggera. Leggerli è un autentico piacere.

(di Anja Boato)


La foto dell’autore in anteprima è dell’Instituto Cervantes di Tokyo [CC]

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...