Dodici racconti per imparare l’arte della mutazione: “Human/”

Human/. Corpi ibridi, mutanti e fluidi nell’universo del possibile, AA. VV.
(Moscabianca Edizioni, 2021)

La più grande sfida del mondo contemporaneo è, senza dubbio, rispondere alla domanda: Chi sono io?
Al di là della portata universale di questo quesito, la nostra epoca lo rende particolarmente intricato: l’identità non è più salda e unica, ma necessariamente fluida e mutevole. Il job hopping, la tendenza a cambiare spesso lavoro, rende difficile definirsi attraverso una professione; i continui trasferimenti vanificano i concetti di patria e territorio: l’ultimo baluardo in cui riconoscersi sembrerebbe il corpo come attributo individuale e inalienabile.

Human/, l’ultima antologia di racconti di speculative fiction edita da Moscabianca Edizioni e curata da Diletta Crudeli, mette in discussione anche questa certezza, introducendo l’ipotesi di un futuro/presente prossimo in cui non solo il corpo è ibrido e mutevole, ma questa condizione è anche, nella maggior parte dei casi, desiderabile e liberatoria.

Già nel 1985 Donna Haraway, nel suo noto manifesto, introduce l’idea del cyborg come soggetto attivo e altro, capace di mediare tra individuo e universo, decentrando quindi il ruolo dell’umano. I dodici autori e autrici che hanno collaborato a Human/ si muovono su questo binario, partendo però dall’umanità stessa come condizione transitoria in grado di adattarsi e mutare. In quanto umani, ci suggeriscono, abbiamo esplorato una minuscola parte delle nostre potenzialità e tutto il resto è un terreno fertile e apertissimo. 

I dodici racconti si snodano intorno a due conflitti principali: il binarismo uomo/donna e la contrapposizione uno/molti. In alcuni casi –  ne sono esempi Il giardino del diavolo di Alice Bassi, che apre la raccolta, e Meditazione obbligatoria di Carlo Benedetti – i due temi finiscono per incastrarsi tra loro e dare voce ad un’idea di moltitudine come liberazione da tutte le costrizioni dell’io, inclusa la rigida separazione tra i sessi. È molto interessante notare come in entrambi i racconti la rinuncia alla propria identità individuale per fondersi ad entità collettive appaia un passaggio obbligato per ritrovarsi e percepirsi con pienezza: non una perdita, quindi, ma un passaggio di livello necessario a capire il mondo e abitarlo con consapevolezza.

L’identità di genere è protagonista anche ne Il Re Demone del Sesto Cielo, scritto da Andrea Cassini, che ha per protagonista Oda Nobunaga, il sanguinario capo militare giapponese, in una situazione inedita: ogni tanto, nello specchio, vede il suo riflesso al femminile. Il tema ritorna in un contesto completamente diverso in Key-code di Erica Gigat: in una Torino dove la magia è realtà e le competenze stregonesche sono fondamentali per accedere alle posizioni di potere, sembra che la comunicazione con il sovrannaturale sia riservata alle donne. Faraa, una donna trans, tenta invano di affiliarsi ad una Sorellanza che ammette al suo interno solo donne biologiche. Due viaggi in mondi accuratamente costruiti e caratterizzati che ci lasciano però saldamente ancorati alle questioni più scottanti del nostro presente.

La mutazione è intesa anche, in senso letterale, come rinuncia ad uno strato di sé per raggiungere una forma più autentica e rappresentativa della propria identità. È quello che accade in Sorelle d’acqua, scritto da Michela Lazzaroni, in cui la protagonista Irma è afflitta da un misterioso morbo a causa del quale la pelle le si stacca dal corpo. Il morbo è una condizione vergognosa associata all’impurità: Irma viene allenata a nasconderlo, ma finisce per scoprire che capirlo e accettarlo è l’unico modo per comprenderne l’origine e acquisire un nuovo senso di sé.

Liberarsi della pelle per arrivare alla propria essenza ultima è il tema portante anche in Paura di nuotare, di Simone Giraudi, dove l’apparenza esteriore è un ostacolo quasi invalicabile per vivere in maniera sincera e onesta i propri sentimenti.

Nonostante la varietà delle penne che la compongono, dunque, Human/ è un’antologia dall’identità forte e ben definita in cui alcuni temi portanti si intrecciano insieme per dare vita ad una narrazione polifonica e multiforme del corpo umano e delle sue infinite possibilità. I racconti, classificabili sotto il termine-ombrello di speculative fiction, abbracciano una varietà di stili e generi: se in Nutrirla di Francesca Mattei il surreale diventa protagonista solo nel finale, coronando alla perfezione l’ossessione crescente della protagonista, racconti distopici come Simbiosi di Maurizio Ferrero e Alien Brain di Elena Giorgiana Mirabelli regalano al lettore un world building accurato e preciso, tratteggiando pur nello spazio ridotto concesso dalla forma breve un contesto credibile e immersivo.

Dal 2018, la casa editrice Moscabianca si occupa di riscattare agli occhi del pubblico la cosiddetta narrativa di genere, spesso confrontata alla narrativa mainstream e ritenuta non all’altezza di fornire uno specchio adeguato per la contemporaneità. Con Human/ l’operazione riesce perfettamente a abbiamo conferma di quanto il confine tra fantastico e reale sia sottile e l’uno sia indispensabile all’altro per comprendere e analizzare l’oggi.   

Loreta Minutilli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...