Il tabù dell’amore senile e la poetica dell’invecchiamento in “Doppio vetro”

Doppio vetro, Halldóra Thoroddsen
(Iperborea, 2019 – Trad. Silvia Cosimini)

20190402113954_cover-doppiovetro“Una sottile tensione in questa donna di città, un brivido di benessere dietro il doppio vetro”. (pag. 9)

La primissima pagina di questo romanzo sembra condensare in due righe (quasi) tutto quello che ci serve sapere della sua protagonista. Doppio vetro racconta la vecchiaia di una donna islandese, vedova, nostalgica e pensierosa. E lo fa con una impressionante delicatezza, che non mira a nascondere i conflitti di questa età dell’uomo, bensì a mostrarli in una luce differente. Si tratta del primo romanzo della Thoroddsen tradotto in Italia, vincitore del Premio della letteratura femminile islandese (2016) e del Premio letterario dell’Unione Europea (2017). Continua a leggere

Le “Persone normali” non esistono

Persone normali, Sally Rooney
(2019, Einaudi Editore – trad. M. Balmelli)

persone normaliClasse 1991, nelle librerie italiane grazie a Einaudi Editore e alla traduzione di Maurizia Balmelli, l’irlandese Sally Rooney è stata definita la scrittrice dei Millenial grazie al caso editoriale del suo romanzo d’esordio, Parlarne tra amici.

Prima di iniziare a leggere la sua seconda e più recente opera, Persone normali, non sapevo tutto questo: non avevo nessuna idea del tipo di autrice che stavo per incontrare e ho iniziato a leggere vagamente incuriosita dalla quarta di copertina, senza alcuna aspettativa. Se mi fossi informata prima di iniziare la lettura, forse avrei capito che mi sarebbe stato poi impossibile staccare gli occhi dalle pagine e non avrei cominciato il libro prima di avere abbastanza tempo per finirlo tutto in un sorso.

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Julian Barnes e il coraggio del luogo comune

L’unica storia, Julian Barnes
(Einaudi, 2018 – Trad. S. Basso)

«Abbiamo tutti un’unica storia da raccontare. […] E questa è la mia.»

Spara in alto, Julian Barnes. Trama di L’unica storia, in poche parole: un ragazzo di diciannove anni si innamora di una quarantenne, lei ricambia, si amano, poi si amano un po’ meno. Detto così, e considerata la premessa, è legittima una certa delusione. Viene da pensare che un autore di quel livello non può essersi accontentato di così poco, deve esserci per forza qualcosa, un punto di torsione che solleva il libro dal terreno del poco più che banale. Eppure questo romanzo è esattamente quello che sembra: duecentoquaranta pagine sulla storia d’amore, non sempre felice, di un ragazzo e di una quarantenne.
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“L’invenzione dell’amore” brillante ed eccentrica di José Ovejero

L’invenzione dell’amore, José Ovejero
(Voland, 2018; trad. B. Arpaia)

È vero che sull’amore è già stato detto tutto, che i meccanismi da cui dipende sono rimasti uguali fin dalla notte dei tempi, ed è altrettanto vero che l’ultimo romanzo di José Ovejero, pubblicato in Italia da Voland nella traduzione di Bruno Arpaia, è una felice eccezione alla regola, dal quale sembrerebbe potere anzi germogliare l’idea che dell’amore non sappiamo mai niente, fino a quando non è lui a sorprenderci con forme e manifestazioni imprevedibili.

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“L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto”, secondo il nigeriano Barrett

L’amore è potere, o almeno gli somiglia molto, A. Igoni Barrett
(66thand2nd, 2018, traduzione di M. Martino)

libro-BarrettL’amore è potere, o almeno gli somiglia molto è una raccolta di racconti fresca di stampa, ambientata per lo più nella cittadina immaginaria di Poteko e caratterizzata da un odore forte, di quello che si respira solo nei Paesi in cui il sole picchia forte, in cui la gente conosce bene i vicini di casa e in cui i legami fra il potere e l’amore sono effettivamente strettissimi, come anticipa già il titolo.

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L’amore ai tempi dei social network nel postmoderno “La casa di cartone”

La casa di cartone, Roberto Molitermi
(Quodlibet, 2018)

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Potrebbe succedere a tutti, a chiunque di noi: usciamo da una brutta relazione, aggiungiamo qualcuno a caso su un social network qualsiasi e iniziamo a scriverci. Ci piacciamo, ci incontriamo, ci baciamo. Ci innamoriamo, ci trasferiamo, ci raccontiamo tutto l’uno dell’altra, o l’una dell’altra, o l’uno dell’altro. Ed è così che inizia una storia nuova, ma che forse conosciamo già fino all’epilogo.

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“D’amore e baccalà”, il romanzo di Alessio Romano fra le strade di Lisbona

D’amore e baccalà, Alessio Romano
(EDT, 2018)

cover_altaImmaginate di essere partiti. Di avere lasciato l’Italia con una valigia riempita da pochi vestiti e tanti libri, di ritrovarvi a nell’affascinante capitale del Portogallo e di avere affittato un appartamento in rua do Recolhimento. Avete fame e allo stesso tempo avete voglia di vedere Lisbona nuda, esattamente per com’è quando non ci sono i turisti attorno. Così uscite e prendete il celebre Tram 28, dal quale poco dopo accidentalmente cadete.

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“Marie aspetta Marie”, la riscoperta di Madeleine Bourdouxhe dopo 80 anni

Marie aspetta Marie – Madeleine Bourdouxhe
(Adelphi)

88f09bd54342ab28238bf0df938f4bac_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyL’amore batte secondo le pulsazioni del tempo, come battono tutte le cose viventi. Si rafforza o si sgretola, declina e si risolleva. Se è vivo può morire. Ed è questo il suo bello. Una cosa è grande e commovente solo quando contiene una possibilità di morte“. Marie lo capisce in un giorno d’estate, quando per caso si distrae dal sentimento che prova per il marito Jean e improvvisamente si ritrova a guardare negli occhi un giovane ragazzo sdraiato accanto a lei, in Costa Azzurra.

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“Occhi blu capelli neri”, il capolavoro troppo poco noto di Marguerite Duras

Occhi blu, capelli neri – Marguerite Duras
(Feltrinelli)

9788807886423_quartaIl grande pubblico italiano non sempre la conosce e, nei casi in cui invece con Marguerite Duras abbia una certa familiarità, la associa prevalentemente a L’amante e a L’amante della Cina del nord. La vincitrice del Prix Goncourt 1984, però, è autrice di numerose altre opere, fra le quali spicca Occhi blu capelli neri, edito in Italia da Feltrinelli nel 1989 con una traduzione curata da Laura Frausin Guarino.

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