Dialoghi con Anchise – Walter Siti (seconda parte)

La letteratura deve avere uno scopo? Come cambia la vita vincere il Premio Strega? E l’invidia per i colleghi o l’ambizione influenzano il modo di scrivere? E che consiglio può dare agli aspiranti scrittori?
Questo e anche molto altro nella seconda parte dell’intervista a Walter Siti (qui trovate la prima) per il progetto Dialoghi con Anchise: una vera e propria lezione di letteratura.
Potete anche scaricare la versione integrale per leggerla su altri dispositivi:  PDF  MOBI – EPUB

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Tra storia e memoria: Marta Barone e la ricostruzione di un padre

Città sommersa, Marta Barone
(Bompiani, 2020)

«La leggenda tenta di spiegare l’inspiegabile», scrive Kafka in Prometeo, «e dal momento che proviene da un fondo di verità, deve finire nuovamente nell’inspiegabile».

Pare avere simile origine la fiamma che illumina la Città sommersa (Bompiani, 2020) di Marta Barone, scrittrice torinese già autrice di libri per ragazzi, che al suo esordio nella narrativa “adulta” si assesta tra i dodici semifinalisti del Premio Strega. Spiegare l’inspiegabile è, del resto, l’intenzione arcaica di ogni storia, come ben sanno i due protagonisti di questo romanzo, ovvero Marta, figlia, trentenne e voce narrante, e Leonardo Barone, padre, defunto, e oggetto dell’indagine. Perché se è vero che tutti i romanzi sono, in qualche modo, dei romanzi gialli, ne la Città sommersa quello dell’investigazione si impone come corso d’acqua principale da cui si dipanano i diversi effluenti dell’indeterminatezza del ricordo, dell’inattendibilità della parola, dell’ineffabilità dell’essere umano.

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La rabbia dei “Giovanissimi” di periferia

Giovanissimi, Alessio Forgione
(NN Editore, 2020)

1577317123-scaledEntriamo nella periferia di Napoli, i ragazzi bazzicano per le strade, gli adulti lavorano per portare qualche soldo a casa e mantenere in piedi famiglie traballanti, a volte riuscendoci e altre no. I giovanissimi s’incontrano nelle sale giochi, fumano erba e provano l’alcol, palleggiano nei campi e improvvisano tornei di calcetto. Poi c’è chi gioca a calcio davvero, come Marocco, che a quattordici anni va a scuola solo perché deve, mentre la sua mente è proiettata sul pallone, le sue promesse, la squadra, ma anche gli amici, il motorino che non ha, la bellezza della figlia del tabaccaio, i fumetti di Dylan Dog e le notizie sugli extraterrestri.
Tutto quell’insieme di piccolezze che fanno parte della vita come tessere più o meno importanti di un puzzle molto più grande, ma che nella narrazione di Forgione diventano semplicemente il tutto, perché nell’attimo in cui si vive un’esperienza, per quanto secondaria possa essere, questa ci appare sempre come qualcosa di totale. Continua a leggere

Autobiografia di un’eterna Straniera

La straniera, Claudia Durastanti
(La nave di Teseo, 2019)

 

Durastanti_La-stranieraFamiglia, Viaggi, Salute, Lavoro&Denaro, Amore. Sono le categorie in cui Durastanti ha riordinato i ricordi della sua vita, anche se sembrano rimandare, forse volontariamente, alle principali sezioni degli oroscopi. Non a caso l’ultimo capitolo, una brevissima riflessione in cui l’autrice trae le conclusioni dell’intero memoir, s’intitola proprio Di che segno sei. Continua a leggere

Il trauma dell’adolescenza e le sue contraddizioni

L’età straniera, Marina Mander
(Marsilio, 2019)

l'età stranieraLeo ha quasi diciotto anni, una profonda intelligenza nascosta sotto la classica patina di pigrizia e superficialità da adolescente incompreso, e un trauma che non riesce ad affrontare. Vive con una madre disoccupata che trascorre le sue giornate lottando per il bene del prossimo, un patrigno che di mestiere fa il tassista e per hobby balla il tango, e un fratello acquisito che lavora come “prostituto” tra le vie della città, non parla l’italiano e ha l’aspetto di una scimmia. Si chiama Florin, viene dalla Romania e la madre di Leo l’ha trovato per la strada durante le sue attività di volontariato. Continua a leggere

“Fedeltà”, o del ritorno di Missiroli

Fedeltà, Marco Missiroli
(Einaudi, 2019)

fedNel bene e nel male, tutti ne parlano, lo leggono, lo cercano, lo criticano e commentano. Fedeltà è l’ultima pubblicazione del pluripremiato scrittore riminese Marco Missiroli, che i più ricordano per il chiacchieratissimo bestseller Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli, 2015), ma che è anche autore di altri quattro romanzi (Senza coda, Il buio addosso, Bianco, Il senso dell’elefante) pubblicati (e ripubblicati) da tre editrici diverse tra il 2005 e il 2016. Missiroli ha collezionato una quantità ragguardevole di premi letterari in questo quindicennio; ciò ha comportato come naturale conseguenza il gravare di un carico di aspettative notevole su questo nuovo volume, uscito per Einaudi lo scorso 12 febbraio. Continua a leggere

Quel grande autore che avevamo quasi perso: la riscoperta di Ezio Sinigaglia

Su Ezio Sinigaglia e la riscoperta del romanzo Il Pantarei,
in libreria dopo 34 anni per TerraRossa Edizioni

La letteratura italiana ne ha visti di grandi autori venire allo scoperto quasi per miracolo, nonché tardivamente. Subito penso a due scrittori immensi.
Il primo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pur assiduo frequentatore di salotti letterari, non vide mai pubblicato Il Gattopardo, che Vittorini rifiutò sia per Einaudi sia per Mondadori, e che solo dopo la morte dell’autore ottenne pubblicazione, grazie all’intercessione di Giorgio Bassani.
Il secondo, Salvatore Satta, illustre giurista, pubblicò solamente opere di diritto, con la sola eccezione del De profundis – un libello di storia e di costume; non intese mai pubblicare Il Giorno del Giudizio: quello che sarebbe diventato il suo celebre romanzo fu ritrovato casualmente tra le sue carte dopo la morte, e sarebbe poi stato festeggiato come un capolavoro, tradotto in tutto il mondo.

Poi ci sono i casi di Guido Morselli, ripudiato e mai compreso in vita, e osannato solo dopo il suicidio, a seguito del quale Continua a leggere

Il racconto dei racconti in una Napoli magica e femminile

Morfisa o l’acqua che dorme, Antonella Cilento
(Mondadori, 2018)

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Antonella Cilento torna ancora una volta nella sua Napoli. Se il suo ultimo romanzo, Lisario o il piacere infinito delle donne (finalista al Premio Strega 2014), aveva come sfondo la città spagnola del Seicento, Morfisa racconta una città dimenticata, ignota ai più: la Napoli dell’undicesimo secolo, capitale di un Ducato solo in teoria dipendente da Bisanzio.

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Sull’importanza della mobilitazione ideologica degli scrittori italiani

“Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.”
                                                                                             Antonio Gramsci

 

Negli scorsi giorni, i dodici finalisti del Premio Strega hanno firmato un appello per chiedere la riapertura dei porti italiani alle navi delle ONG dopo il caso Aquarius. Sebbene l’iniziativa non abbia avuto la risonanza che mi aspettavo e malgrado siano emersi scetticismi, dal mio canto l’ho accolto come un caso eclatante: sostanzialmente, un gruppo di scrittori, in corsa al più importante premio letterario nostrano, prende pubblicamente posizione nei confronti di un’azione del Governo.

Del perché sia importante e necessario che oggi, in Italia, gli scrittori facciano sentire la propria voce nel dibattito pubblico e politico, tratterà questa breve riflessione. Continua a leggere

“Anni luce”: l’opera di Andrea Pomella candidata al Premio Strega ’18

Anni luce, di Andrea Pomella
(Add Editore, 2018)

La sfida che Andrea Pomella muove attraverso Anni luce è dedicata a quei lettori dalla cultura musicale vacillante che non si sono mai interessati ai Pearl Jam o al grunge o a qualsiasi cosa abbia scosso gli anni ’90: proseguire la lettura dopo un’introduzione ricca di riferimenti musicali, e con la promessa che Eddie Vedder e la sua band avrebbero tracciato le fila di tutta la trama a venire, può essere sconfortante. Vinta questa sfida, Anni luce si svela nei suoi tratti più piacevoli e intensiContinua a leggere