Il trauma dell’adolescenza e le sue contraddizioni

L’età straniera, Marina Mander
(Marsilio, 2019)

l'età stranieraLeo ha quasi diciotto anni, una profonda intelligenza nascosta sotto la classica patina di pigrizia e superficialità da adolescente incompreso, e un trauma che non riesce ad affrontare. Vive con una madre disoccupata che trascorre le sue giornate lottando per il bene del prossimo, un patrigno che di mestiere fa il tassista e per hobby balla il tango, e un fratello acquisito che lavora come “prostituto” tra le vie della città, non parla l’italiano e ha l’aspetto di una scimmia. Si chiama Florin, viene dalla Romania e la madre di Leo l’ha trovato per la strada durante le sue attività di volontariato. Continua a leggere

“Fedeltà”, o del ritorno di Missiroli

Fedeltà, Marco Missiroli
(Einaudi, 2019)

fedNel bene e nel male, tutti ne parlano, lo leggono, lo cercano, lo criticano e commentano. Fedeltà è l’ultima pubblicazione del pluripremiato scrittore riminese Marco Missiroli, che i più ricordano per il chiacchieratissimo bestseller Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli, 2015), ma che è anche autore di altri quattro romanzi (Senza coda, Il buio addosso, Bianco, Il senso dell’elefante) pubblicati (e ripubblicati) da tre editrici diverse tra il 2005 e il 2016. Missiroli ha collezionato una quantità ragguardevole di premi letterari in questo quindicennio; ciò ha comportato come naturale conseguenza il gravare di un carico di aspettative notevole su questo nuovo volume, uscito per Einaudi lo scorso 12 febbraio. Continua a leggere

Quel grande autore che avevamo quasi perso: la riscoperta di Ezio Sinigaglia

Su Ezio Sinigaglia e la riscoperta del romanzo Il Pantarei,
in libreria dopo 34 anni per TerraRossa Edizioni

La letteratura italiana ne ha visti di grandi autori venire allo scoperto quasi per miracolo, nonché tardivamente. Subito penso a due scrittori immensi.
Il primo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pur assiduo frequentatore di salotti letterari, non vide mai pubblicato Il Gattopardo, che Vittorini rifiutò sia per Einaudi sia per Mondadori, e che solo dopo la morte dell’autore ottenne pubblicazione, grazie all’intercessione di Giorgio Bassani.
Il secondo, Salvatore Satta, illustre giurista, pubblicò solamente opere di diritto, con la sola eccezione del De profundis – un libello di storia e di costume; non intese mai pubblicare Il Giorno del Giudizio: quello che sarebbe diventato il suo celebre romanzo fu ritrovato casualmente tra le sue carte dopo la morte, e sarebbe poi stato festeggiato come un capolavoro, tradotto in tutto il mondo.

Poi ci sono i casi di Guido Morselli, ripudiato e mai compreso in vita, e osannato solo dopo il suicidio, a seguito del quale Continua a leggere

Il racconto dei racconti in una Napoli magica e femminile

Morfisa o l’acqua che dorme, Antonella Cilento
(Mondadori, 2018)

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Antonella Cilento torna ancora una volta nella sua Napoli. Se il suo ultimo romanzo, Lisario o il piacere infinito delle donne (finalista al Premio Strega 2014), aveva come sfondo la città spagnola del Seicento, Morfisa racconta una città dimenticata, ignota ai più: la Napoli dell’undicesimo secolo, capitale di un Ducato solo in teoria dipendente da Bisanzio.

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Sull’importanza della mobilitazione ideologica degli scrittori italiani

“Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.”
                                                                                             Antonio Gramsci

 

Negli scorsi giorni, i dodici finalisti del Premio Strega hanno firmato un appello per chiedere la riapertura dei porti italiani alle navi delle ONG dopo il caso Aquarius. Sebbene l’iniziativa non abbia avuto la risonanza che mi aspettavo e malgrado siano emersi scetticismi, dal mio canto l’ho accolto come un caso eclatante: sostanzialmente, un gruppo di scrittori, in corsa al più importante premio letterario nostrano, prende pubblicamente posizione nei confronti di un’azione del Governo.

Del perché sia importante e necessario che oggi, in Italia, gli scrittori facciano sentire la propria voce nel dibattito pubblico e politico, tratterà questa breve riflessione. Continua a leggere

“Anni luce”: l’opera di Andrea Pomella candidata al Premio Strega ’18

Anni luce, di Andrea Pomella
(Add Editore, 2018)

La sfida che Andrea Pomella muove attraverso Anni luce è dedicata a quei lettori dalla cultura musicale vacillante che non si sono mai interessati ai Pearl Jam o al grunge o a qualsiasi cosa abbia scosso gli anni ’90: proseguire la lettura dopo un’introduzione ricca di riferimenti musicali, e con la promessa che Eddie Vedder e la sua band avrebbero tracciato le fila di tutta la trama a venire, può essere sconfortante. Vinta questa sfida, Anni luce si svela nei suoi tratti più piacevoli e intensiContinua a leggere

Premio Strega 2018: “La madre di Eva” di Silvia Ferreri

La madre di Eva, Silvia Ferreri

(NEO. – 2017)

la madre di EvaIn pochi conoscono il mio nome. Mi chiamano semplicemente la madre. Come fossi un archetipo, la matrice, la madre di tutti, di tutte le creature, donne e uomini che vanno portati in salvo verso approdi sicuri.

Neanche noi lettori conosceremo mai il nome della madre di Eva, la voce narrante del romanzo d’esordio della giornalista Silvia Ferreri pubblicato da NEO. e candidato al Premio Strega 2018Continua a leggere

Dalla carta alla carne: il vibrante ritratto della “corsara” Ginzburg

La corsara, Sandra Petrignani
(Neri Pozza, 2018)

Tra i finalisti del Premio Strega, La corsara di Sandra Petrignani si pone in una posizione appartata, risalta rispetto agli altri poiché non si tratta di un romanzo propriamente detto. La Petrignani, già autrice di Marguerite (una biografia romanzata di Marguerite Duras), si dedica ancora una volta a ricostruire la vita di una delle più grandi scrittrici del Novecento: Natalia Ginzburg.

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Com’è stato il Salone del Libro di Torino 2018 – Il nostro reportage

Un giorno, tutto questo. Lo slogan del Salone Internazionale del Libro di Torino, quest’anno, suona un po’ come una promessa sospesa: ognuno può completare la frase come preferisce e caricarla di un diverso significato, lasciandosi ispirare dalla bellissima illustrazione di Manuel Fior.

Per me, questo slogan descrive perfettamente l’improvvisa esplosione di confusione e vitalità che ormai da sei anni il Salone porta nella mia vita, puntuale ad ogni maggio. Un giorno, quasi cogliendomi alla sprovvista, tutto questo mi si materializza davanti: gli stand conosciuti, quelli da scoprire, le scolaresche accampate a pranzare davanti ai padiglioni, i miei autori preferiti che passeggiano mischiati tra la gente comune, la mappa che non ho mai imparato a leggere per bene. Continua a leggere

Premio Strega 2018: i due volti del “figlio prediletto”

Il figlio prediletto, di Angela Nanetti
(Neri Pozza, 2018)

 

Nunzio ha vent’anni quando viene costretto a lasciare la sua casa in Calabria per fuggire nella lontana Inghilterra, tre giorni dopo aver assistito all’omicidio del suo uomo. Dopo averli sorpresi in un momento d’amore sul sedile posteriore di una vecchia auto, tre personaggi mascherati hanno pensato di punire la loro immorale omosessualità uccidendo un amante e traumatizzando l’altro. Il padre e il fratello maggiore di Nunzio non hanno mancato di infierire ulteriormente sul ragazzo con un doloroso pestaggio e la condanna alla fuga. Continua a leggere