Baldwin Unchained: su Dio, sull’amore e sulla libertà universale

La prossima volta il fuoco, James Baldwin
(Fandango Libri, 2020) – Trad. Attilio Beraldi

La prossima volta il fuoco è la quarta pubblicazione di un libro di James Baldwin (1924-1987), in edizione italiana, da parte di Fandango Libri, dopo La stanza di Giovanni nel 2017, Se la strada potesse parlare nel 2018, e Un altro mondo nel 2019. La scelta di Fandango di pubblicare in lingua italiana l’intera opera di Baldwin si inserisce all’interno di un’atmosfera di rinnovato interesse internazionale nei confronti dello scrittore originario di Harlem: in particolare, grazie al successo di critica e di pubblico del film I Am Not Your Negro (2016) di Raoul Peck, candidato al premio Oscar come miglior documentario e incentrato sulla figura e sull’opera di Baldwin, il mondo accademico e i lettori di tutto il mondo stanno riscoprendo l’autore harlemita non più solo in quanto fenomeno letterario ma sotto una nuova luce legata al suo essere uno scrittore politico essenziale per poter rileggere e comprendere la modernità in chiave postcoloniale, ossia analizzando il razzismo imperante come fenomeno strutturale alle relazioni sociali capitalistiche e in quanto dispositivo di sfruttamento delle masse subalterne attraverso cui il sistema neoliberista riesce a riprodurre sé stesso.

Continua a leggere

Licantropia: ripensare l’uomo. Il trattato-ragnatela di Robert Eisler

Uomo diventa lupo, Robert Eisler
(Adelphi, 2019 – trad. R. Montanari)

eisler_lupoL’uomo è stato sempre un animale predatorio?

La banalità della risposta, quanto quella della domanda, porterebbe in inganno. Le lenti con cui Robert Eisler analizza il problema sono differenti e appartengono a varie discipline. In una caleidoscopica erudizione, Uomo diventa Lupo è un’opera che dimostra tanto l’abilità dell’autore nella padronanza degli argomenti trattati, quanto il suo pensiero originale. Continua a leggere

SOS, parole da salvare

Senza parole, Massimo Arcangeli
(Il Saggiatore, 2020)

coverDa tempo siamo testimoni di appelli sempre più pressanti e perfino drammatici. La lingua italiana è in pericolo, ci dicono. Le nuove generazioni conoscono e utilizzano sempre meno parole, il nostro lessico si è impoverito, trent’anni fa avevamo un eloquio migliore, più ricco. Insomma, si stava meglio quando si stava peggio.
In questa sede non esprimerò alcuna opinione sul tema. Non ho infatti le competenze per valutare quanto si sia impoverita la nostra lingua, né se si sia effettivamente impoverita. Continua a leggere

Judith Schalansky e le cose perdute

Inventario di alcune cose perdute, Judith Schalansky
(Nottetempo, 2020 – trad. di F. Pantanella)

inventario-di-alcune-cose-perdute-d589In un tempo in cui gli strumenti narrativi prosperano (film, serie tv, fumetti, social, ecc.), e oltre a essere tanti sono anche incredibilmente efficaci, non è banale chiedersi, l’istante prima di mettere le dita sul computer, perché abbiamo deciso di raccontare la storia che abbiamo in testa con la forma del romanzo. Perché proprio il romanzo? A voler essere intellettualmente onesti dovremmo chiedercelo ogni volta che ci mettiamo a scrivere, spazzando via i preconcetti: quali sono le specifiche del libro, quali sono i caratteri che lo rendono autonomo e a suo modo essenziale rispetto agli altri strumenti? Continua a leggere

Una storia poco imperiale di imperi

Storia del mondo in dieci imperi, Paul Strathern
(Il Saggiatore, 2020 – trad. G. Poerio)

coverStoria del mondo in dieci imperi (completato dall’eloquente sottotitolo: dalla Mesopotamia agli Stati Uniti) si inserisce nel solco di un genere che negli ultimi anni è stato molto apprezzato: la storia del mondo trasformata in elenchi.
Si tratta di una formula dal forte appeal, dal momento che propone una Storia meno pesante, meno “vecchio stile”. Per intenderci: diciamo basta a pagine fitte di caratteri piccolissimi che elencano nomi di personaggi, eventi, date, leggi, in una sequela che ricorda il tiro di una mitragliatrice. Continua a leggere

“NO”: femminismo per maschi

NO – Del rifiuto e del suo essere un problema essenzialmente maschile, Lorenzo Gasparrini
(Effequ, 2019)

NO_003 copyGrazie. Grazie, Lorenzo. Grazie, effequ. Grazie a tutti voi che in un modo o nell’altro avete collaborato alla nascita e alla pubblicazione di NO. Non ho dubbi, quando dico che questo libro era necessario. Non è più sufficiente – o più probabilmente non lo è mai stato – rivolgersi solo alle donne; forse, è persino deleterio.
Questo saggio pop ha il merito di condurre il lettore nell’altra metà del cielo. Soprattutto, dice una cosa semplice e rivoluzionaria: il maschilismo non libera il maschio. Il maschilismo ferisce il maschio*. Continua a leggere

Intellettuali, masse e poteri. A partire da Elias Canetti

Un volumetto del critico letterario e scrittore Alberto Asor Rosa, edito da Einaudi, tra le cui pagine sono raccolti alcuni articoli sulla situazione italiana dalla rivoluzione sessantottina all’esaurirsi degli anni Settanta, esibisce in copertina il titolo Le due società. I contributi hanno per argomento l’ascesa di applicazioni prima d’allora inedite della lotta di classe, le quali sembravano dissolvere e soprapporsi a dialettiche più che ancestrali. Eppure, ovunque due voci si incontrano, in dialogo pacifico o in asperità linguistica, lo spettro della dialettica sopravvive almeno nella figura dell’arbitro. Sia d’esempio l’avvenimento di Torre Maura.

Continua a leggere

Governare la storia. “Max Fox” di Sergio Luzzatto e “L’archivio del mondo” di Maria Pia Donato

 

Max Fox. O le relazioni pericolose, Sergio Luzzatto
(Einaudi, 2019)
L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia, Maria Pia Donato
(Laterza, 2019)


Il modo in cui ordiniamo il mondo tradisce ciò che siamo: un tentativo di compendio alla corrente archeologica che ha investito l’indagine filosofica del secondo Novecento. Abbandonate le spoglie di un pensiero capace di sopportare con la sola forza del proprio essere-nel-mondo (Heidegger) o della propria coscienza (Sartre e l’esistenzialismo francese) tutto il carico d’angoscia cui il fatto dell’esistenza costringe, il campo di produzione del sapere subisce un declivio dalle cittadelle interiori agli spazi tra le cui mura gli individui sono ridotti al silenzio dalle insegne all’ingresso: “si prega di non disturbare”. Esercizi di potere delle biblioteche. Distese di volumi si ergono verso l’alto, tutto quanto gli uomini sono stati capaci di sistemare si può ritrovarlo tra qualche pagina, scorrendo il dito sull’indice di un documento.

 

Continua a leggere

Come non scrivere, ovvero Semplice è bello

Come non scrivere, Claudio Giunta
(UTET, 2018)

Premessa: in questo momento provo una forte ansia da prestazione, e spero di non fare strafalcioni che mi farebbero finire tra gli esempi di Come non scrivere – parte seconda.

cover

Nel momento in cui comincio a scrivere, dalla tv arrivano queste parole: “Dal suo volto non mi pare… i suoi occhi mi dicono… che questo abito non la…”. Alzo lo sguardo, vedo un uomo che alza le mani e le agita, in evidente imbarazzo. Mi illumino: è l’occasione giusta per mettere in pratica i consigli di Giunta. Continua a leggere

“Quando c’era l’URSS”, viaggio nella storia culturale sovietica

Quando c’era l’URSS, G.P. Piretto
(Raffaello Cortina Editore, 2018)

Un bilancio culturale, un’immersione nella vita quotidiana, un’indagine iconografica: è questo e molto altro Quando c’era l’URSS, il nuovo saggio di Gian Piero Piretto edito da Raffaello Cortina Editore su una leggenda storico-politica lunga quasi un secolo, che è iniziata con la rivoluzione d’ottobre a Pietrogrado nel 1917 e che, all’insegna di un comunismo nel frattempo trasformato, è finita dopo due guerre mondiali e una Guerra Fredda nel 1991, a Mosca.

Continua a leggere