La libertà di un taglio che sanguina: “La parte del fuoco” di Marco Rovelli

 La parte del fuoco, di Marco Rovelli
(TerraRossa Edizioni, 2020)

La-parte-del-fuoco_coverLa vicenda contenuta ne La parte del fuoco è molto semplice: Karim è un immigrato tunisino, che, dopo la morte di suo padre e l’insoddisfazione per il lavoro presso un ufficio, ha abbandonato il resto della sua famiglia per cercare un nuovo inizio in Italia. Ci è arrivato per mare, lungo quell’infernale viaggio che le cronache stanno ricominciando a ricordarci. Elsa, invece, appartiene a un mondo diverso: è figlia di una famiglia benestante del Veneto, si sente ingabbiata in un mondo che non sa darle affetto e stimoli: anoressica e autolesionista, ha passato l’adolescenza in una clinica psichiatrica. Karim ed Elsa si incontrano per caso, e da quello sfiorarsi conflagra il loro riconoscersi. Continua a leggere

“L’imitazion del vero”, Sinigaglia e i varchi spazio-temporali

L’imitazion del vero, Ezio Sinigaglia
(TerraRossa, 2020)

 

fronte-copertina-limitazion-del-vero-sinigaglia-1Già un anno fa, quando scrissi del Pantarèi, che tornava in libreria dopo 34 anni di oblio, mi trovai a benedire la riscoperta di Ezio Sinigaglia. Quel romanzo era stato il suo esordio (era il 1985), un’opera complessa a cui aveva dedicato anni di lavoro. Tuttavia gli esiti della pubblicazione furono insoddisfacenti, e questo portò Sinigaglia alla decisione di non voler pubblicare più.
Nel tempo ha però continuato a scrivere, e l’ha fatto dunque senza la frenesia per le scadenze di consegna, senza il vincolo di contrattare le fattezze di un’opera con un editore. Tutto ciò ha permesso che Sinigaglia componesse un florilegio di opere audaci e particolarissime, che avremmo rischiato di perdere per sempre.
Fortunatamente queste opere vengono ora allo scoperto. Dopo Il Pantarèi, è la volta di un romanzo che definire sorprendente è dir poco: L’imitazion del verouna lunga novella boccaccesca narrata in una lingua arcaica ma fruibilissima, che racconta la passione e l’amore come mai probabilmente abbiate letto, e che è stata appena candidata al Premio Strega. Continua a leggere

Le letture memorabili del 2019

Il 2019 volge al termine e, come nel 2018, per noi è il momento di passare in rassegna le letture di quest’anno e fare un bilancio. Non ci sentiamo in grado di decretare i migliori titoli usciti quest’anno, ma di sicuro possiamo indicare i nostri preferiti tra quelli che abbiamo letto, sia che siano freschi di stampa, sia che si trovino sugli scaffali ormai da un po’. Di seguito, dunque, i nostri personalissimi libri migliori dell’anno, nella speranza che possano dare qualche buona dritta per i regali di Natale! Continua a leggere

Mezza luce mezzo buio, quasi adulti: l’esordio di Carlo Bertocchi

Mezza luce mezzo buio, quasi adulti, Carlo Bertocchi
(TerraRossa Edizioni, 2019)

Trovo rifugio da queste piovose settimane in un ritaglio di mondo letterario caldo e accogliente che, inaspettatamente, mi ha investito con lo stesso affabile agio di casa, forse perché, nonostante la distanza tra me e i fatti raccontati in Mezza luce mezzo buio, quasi adulti anche io, quasi adulta, ancora mi ci sento.

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La meravigliosa lampada di Paolo Lunare: la luce sull’altrove

 La meravigliosa lampada di Paolo Lunare, Cristò
(2019, TerraRossa Edizioni)

Un uomo vaga in un parco, di notte, con una lampada in mano, in cerca di ombre. Potrebbe essere un incipit un po’ stereotipato di un racconto horror, e invece si sta parlando di Paolo Lunare, protagonista – insieme alla moglie Petra – di questo meraviglioso romanzo.

Paolo Lunare è sposato con Petra da quindici anni quasi, e stanno insieme praticamente da sempre, si può dire dal primo giorno di liceo. Sono cresciuti insieme, hanno fatto sempre tutto insieme, sono uniti e si amano di un amore onesto e profondo, resistente e solido.

Così Paolo decide di fare un regalo alla moglie per il loro anniversario: vuole regalarle una luce che rischiari l’ambiente come se fosse la luce del sole. Paolo, alla moglie che ama di un amore così limpido e sincero, vuole regalare la Luce. Qualcosa però va storto, in un certo senso: la Luce che Paolo Lunare progetta per la moglie non si rivela essere una semplice luce naturale, ma un varco verso le ombre, gli spiriti, i cari che non ci sono più. Così comincia la scoperta di Paolo e Petra verso le pieghe nascoste dei rapporti umani. Continua a leggere

Abuso e violenza nella Taranto di “Adesso tienimi”

Adesso tienimi, Flavia Piccinni
(2019, TerraRossa Edizioni)

Adesso-tienimi_fronte-copertina«Sono nata a Taranto. 500 milioni di debiti e 90,3% della diossina che uccide l’Italia. Vivo in via Cagliari 32/A, in una villetta bianca con il cancello di ferro battuto arrugginito. Fumo due pacchetti di Chesterfield blu al giorno, mangio solo caramelle gommose senza zucchero e popcorn al formaggio. Nel tempo libero guardo la televisione o piango. Ho due amiche, Iolanda e Giulia. Avevo un fidanzato, prima che si ammazzasse.» 

Comincia così Adesso tienimi, il romanzo d’esordio di Flavia Piccinni, con un incipit secco e travolgente che trascina di colpo il lettore nella vita della protagonista Martina e rende difficile staccarsi dal libro fino all’ultima riga. Continua a leggere

Quel grande autore che avevamo quasi perso: la riscoperta di Ezio Sinigaglia

Su Ezio Sinigaglia e la riscoperta del romanzo Il Pantarei,
in libreria dopo 34 anni per TerraRossa Edizioni

La letteratura italiana ne ha visti di grandi autori venire allo scoperto quasi per miracolo, nonché tardivamente. Subito penso a due scrittori immensi.
Il primo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pur assiduo frequentatore di salotti letterari, non vide mai pubblicato Il Gattopardo, che Vittorini rifiutò sia per Einaudi sia per Mondadori, e che solo dopo la morte dell’autore ottenne pubblicazione, grazie all’intercessione di Giorgio Bassani.
Il secondo, Salvatore Satta, illustre giurista, pubblicò solamente opere di diritto, con la sola eccezione del De profundis – un libello di storia e di costume; non intese mai pubblicare Il Giorno del Giudizio: quello che sarebbe diventato il suo celebre romanzo fu ritrovato casualmente tra le sue carte dopo la morte, e sarebbe poi stato festeggiato come un capolavoro, tradotto in tutto il mondo.

Poi ci sono i casi di Guido Morselli, ripudiato e mai compreso in vita, e osannato solo dopo il suicidio, a seguito del quale Continua a leggere

“Quante bugie hai detto questa sera”, l’interessante esordio di Alessio Di Girolamo

Quante bugie hai detto questa sera, Alessio di Girolamo
(TerraRossa Edizioni, 2018)

Lettore ideale: chi pensa che la letteratura non debba ammettere censure, né pudori; chi ama le opere di Nabokov e Palahniuk; chi accoglie la sfida di un romanzo che si presta a molteplici (ri-)letture; chi non ha della propria giovinezza un ricordo idealizzato. Recita questo l’aletta posteriore di Quante bugie hai detto questa sera, romanzo d’esordio di Alessio di Girolamo con TerraRossa Edizioni, da poco in libreria. Una presentazione che desta senza dubbio curiosità e che, accoppiata a una copertina dalle tinte piacevolmente pulp e a un titolo evocativo, invoglia a un’attenta lettura.
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Vita da editor: intervista a Giovanni Turi

Da alcuni anni il blog letterario Vita da editor, gestito da Giovanni Turi, è per me un punto di riferimento importante per tenermi aggiornata sul panorama letterario italiano: il blog è infatti attento all’editoria indipendente e alle voci letterarie fuori dal coro.
Dal 2017 Giovanni Turi è anche editore di TerraRossa Edizioni, delle cui opere abbiamo già avuto un assaggio. Ci ha parlato del lavoro di un editor, di TerraRossa Edizioni e delle caratteristiche che dovrebbe avere il romanzo di un autore emergente per attirare il suo interesse. Il risultato è questa intervista.  Continua a leggere

“La gente per bene” ha il coraggio di parlare di lavoro

La gente per bene, Francesco Dezio
(TerraRossa Edizioni, 2018)

la gente per bene_copertinaLa gente per bene, l’ultimo romanzo di Francesco Dezio edito da TerraRossa Edizioni, non somiglia a nessun altro libro che io abbia mai letto.

Come nel suo primo romanzo Nicola Rubino è entrato in fabbrica, l’autore si concentra sul tema del lavoro e di quanto sia difficile trovarne uno stabile, specie nel Sud Italia.

La centralità del lavoro e l’ambientazione profondamente radicata al Sud, tra Puglia e Basilicata, sono appunto le due caratteristiche che rendono quest’opera assolutamente originale nel panorama letterario italiano contemporaneo. Continua a leggere