Dio nella macchina: La fabbrica dell’Assoluto di Karel Čapek

La fabbrica dell’Assoluto, Karel Čapek
(Voland, 2020 – a cura di Giuseppe Dierna)


assolutoA buona ragione, lo scrittore, giornalista e drammaturgo Karel Čapek viene tutt’oggi considerato uno degli autori cechi più importanti della prima metà del Novecento. Dopo l’opera teatrale R.U.R. (1920-21), in cui compare per la prima volta il fortunato termine robot (dal ceco robota, che significa ‘lavoro forzato’), Čapek torna a trattare la fantascienza con La fabbrica dell’Assoluto (Voland, 2020), uscito prima a puntate su rivista e poi in volume nel 1922 col sottotitolo di Romanzo-feuilleton.

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Un piccolo passo per un uomo: l’ordine e il caos in “Febbre da fieno” di Stanisław Lem

Febbre da fieno, Stanisław Lem
(Voland, 2020 – Trad. L. Pompeo)

Capita che la letteratura di genere riesca a dare i suoi migliori risultati quando si trova a confrontarsi con i limiti che le sue stesse regole le impongono. In ragione della sua struttura “meccanica”, il genere giallo lascia allo scrittore una libertà soltanto relativa nella variazione di intreccio e fabula. Da qui il bisogno avvertito da alcuni autori di servirsi degli stilemi del giallo con lo scopo di scardinarli per intraprendere una riflessione al di là del genere. Febbre da fieno rientra in questa categoria di romanzi. Continua a leggere

Di profeti e di audaci: “Anatomia di un profeta” di Demetrio Paolin

Anatomia di un profeta, Demetrio Paolin
(Voland, 2020)

Anatomia di un profetaAnatomia di un profeta non è un romanzo. È un romanzo soltanto nella misura in cui Demetrio Paolin rinuncia alla pretesa di spiegare in termini filologico-teologici un testo che ha la pretesa di rivelare delle verità in termini mistici – il libro biblico dedicato a Geremia. Anatomia di un profeta non è ed è tante cose insieme – un breviario, un prosimetro, uno Zibaldone di autofiction. Il tutto a dispetto di un’idea di fondo chiara e semplice: dal suicidio dell’undicenne Patrick scaturiscono le riflessioni che hanno segnato la vita di un Paolin personaggio. Continua a leggere

Romanzando un indovinello di logica: “Il detenuto zero”

Il detenuto zero, Yiannis Karvelis
(Voland, 2019 – trad. G. Dilillo)

 

91286f88b99a5c4fcc83a2342da661a2_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyEsiste un carcere di massima sicurezza, ufficialmente chiamato “Isolamento”, frutto dell’ingegno di un gruppo di matematici dalle spiccate capacità intellettive. Evadere è pressoché impossibile. Il carcere è costituito da un numero N di celle poste in ordine progressivo ed ermeticamente isolate, dove è resa impossibile qualsiasi tipologia di comunicazione, sia tra detenuti sia con l’esterno.

Ora presta attenzione, che l’indovinello si complica: mettiamo che tre individui, consapevoli del funzionamento del sistema di Isolamento e menti brillanti, vengano rinchiusi in questo carcere per la prima volta dalla sua inaugurazione. Ciascuno di loro è destinato a una cella, il cui numero però non gli viene rivelato. L’unico modo per aprire la porta di ciascuna cella è quella di digitare sul tastierino il suo numero corrispondente. Un tastierino è posto fuori dalla porta, mentre l’altro, per motivi legati a fattori di sicurezza, è inserito all’interno. L’unico modo in cui un detenuto può uscire è che scatti il sistema di allarme: in tal caso viene rivelato a tutti i prigionieri il numero della propria cella, così che possano inserire il dato e aprire le porte. Attenzione: il sistema funziona solo se tutti i detenuti digitano il numero corretto nello stesso momento. È chiaro fin qui? Bene. Continua a leggere

Le letture memorabili del 2019

Il 2019 volge al termine e, come nel 2018, per noi è il momento di passare in rassegna le letture di quest’anno e fare un bilancio. Non ci sentiamo in grado di decretare i migliori titoli usciti quest’anno, ma di sicuro possiamo indicare i nostri preferiti tra quelli che abbiamo letto, sia che siano freschi di stampa, sia che si trovino sugli scaffali ormai da un po’. Di seguito, dunque, i nostri personalissimi libri migliori dell’anno, nella speranza che possano dare qualche buona dritta per i regali di Natale! Continua a leggere

Fantasia e tradizione in Il Levante di Cărtărescu

Il Levante, di Mircea Cărtărescu
(Voland, 2019 – a cura di Bruno Mazzoni)

il levante copertinaIn un mondo senza confini e in un XIX secolo che vive nell’atemporalità dei racconti epici, il giovane Manoil sogna la rivolta. Il popolo della Valacchia è, infatti, da troppo tempo piegato dai soprusi dei crudeli fanarioti: occorre un giovane coraggioso e dai forti ideali di libertà e giustizia che possa guidare la sua gente verso la riconquista contro i despoti. Manoil dovrà trovare aiutanti e compagni, viaggiando in lungo e in largo per tutto l’Oriente, unendo le sue forze al pirata greco Iogurta, alla sua ammaliante sorella Zendaia, a un furfante francese e a un erudito soprannominato “l’Antropofago”, in un’avventura ai limiti del realistico, nonché della fantasia. Continua a leggere

“E tutto divenne luna”, ovvero 19 affascinanti racconti bulgari

E tutto divenne luna, Georgi Gospodinov
(Voland, 2018 – trad. G. Dell’Agata)

Grazie a Voland, Georgi Gospodinov torna nelle librerie italiane con un’opera significativa e sui generis. Si tratta di E tutto divenne luna, una raccolta di 19 racconti poco adatti a un certo “gusto Occidentale”, stando alle critiche che sono state mosse all’autore nel momento in cui la sua fama ha superato i confini nazionali e ha fatto storcere il naso a un paio di colleghi, come fa notare Giuseppe Dell’Agata nella postfazione. In realtà, i suoi sono i racconti perfetti per una società come la nostra: globalizzata e sentimentalista, voyeurista quando si tratta dei popoli che respirano poco più in là del proprio naso e pronta però a prenderne le distanze alla prima occasione.

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“Le donne di Lazar'”, una saga familiare russa lunga un secolo

Le donne di Lazar’, Marina Stepnova
(Voland, 2018 – trad. C. Piazzetta)

Le donne di Lazar’ è il terzo romanzo di Marina Stepnova, con il quale la scrittrice si è aggiudicata nel 2012 il terzo posto al premio Bol’šaja kniga, il più autorevole dell’intera Federazione Russa, oltre a una menzione nella finale dei premi Russkij Booker, Nacional’nyj bestseller e Jasnaja Poljana. Si tratta, insomma, di una penna già di successo in patria, che con poche opere ha già raggiunto il traguardo della traduzione in ben 24 lingue, fra cui ora c’è anche l’italiano.

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“L’invenzione dell’amore” brillante ed eccentrica di José Ovejero

L’invenzione dell’amore, José Ovejero
(Voland, 2018; trad. B. Arpaia)

È vero che sull’amore è già stato detto tutto, che i meccanismi da cui dipende sono rimasti uguali fin dalla notte dei tempi, ed è altrettanto vero che l’ultimo romanzo di José Ovejero, pubblicato in Italia da Voland nella traduzione di Bruno Arpaia, è una felice eccezione alla regola, dal quale sembrerebbe potere anzi germogliare l’idea che dell’amore non sappiamo mai niente, fino a quando non è lui a sorprenderci con forme e manifestazioni imprevedibili.

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“Guasti”, il toccante esordio di Giorgia Tribuiani con Voland

Guasti – Giorgia Tribuiani
(2018, Voland)

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“[…] guasto era il suo amore, guasta la ballerina, guasto era in fondo il destino di tutte le persone, immobili nelle loro esistenze come lei era stata immobile sull’altalena, che visitavano le sale e non capivano che in fondo stavano guardando il futuro, che prima o poi sarebbe toccato a loro, che la carica sarebbe finita e con quella ogni possibilità di muoversi o dondolare, e che forse non sarebbero mai stati dei plastinati, ma guasti senza alcun dubbio: senza alcun dubbio guasti”.

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