Le nostre personali letture dell’anno: tra capolavori e delusioni

Dei molti libri che leggiamo, solo una minima parte finisce in recensione sul blog. Molti ci sembrano capolavori memorabili, altri ci lasciano delusi e scontenti. Ecco che allora, sul finire dell’anno, tutti noi del Rifugio dell’Ircocervo abbiamo ripercorso le nostre – molte – letture del 2017 e abbiamo stilato la classifica dei libri che più abbiamo amato, aggiungendo inoltre il libro che invece più ci ha deluso. Se siete curiosi, ecco di seguito quali:

LE LETTURE DI RELATIVITA’

– Le migliori

1. La gloria, di G. Berto 
Il testamento intellettuale e spirituale di un autore controverso e troppo poco letto del ‘900. La sua riscrittura apocrifa della vicenda di Gesù e Giuda pone, in una struttura molto articolata, problemi ancor oggi di grande rilievo esistenziale.
2. La donna dai capelli rossi, di O. Pamuk
Un libro avvincente nella trama, complesso nella struttura, curato fin nei minimi particolari. Un romanzo di grande spessore letterario e umano.
3. Le opere di Dio, di G. Berto
Una invocazione e una bestemmia, in uno stile asciutto che non descrive ma incarna il destino di dolore dell’uomo.
4. Figure III, di G. Genette
Un testo difficile ma illuminante che offre al lettore attento inaspettati strumenti interpretativi della realtà del linguaggio letterario. Attraverso una analisi delle strutture formali della proustiana “Ricerca del tempo perduto” Genette costruisce un manuale sui generis di retorica e strutturalismo.
5. Guerra in camicia nera, di G. Berto
Una ironia corrosiva che attacca il fascismo dall’interno dei battaglioni delle camicie nere stanziati in Africa nel 1942-44. Berto infonde alle pagine di questo diario/romanzo il valore di una drammatica confessione personale.

– La più deludente

Tre del mattino, di Gianrico Carofiglio
Molte aspettative purtroppo mal riposte: un libro tutto sommato non significativo e poco profondo

 

LE LETTURE DELLA SPOSA DEL VENTO

– Le migliori
(in ordine sparso, essendo utopistica qualsiasi pretesa di classificare l’arte)
1. I Rifugiati, di V. T. Nguyen.
Un solo, potente tema declinato in tanti racconti sempre unici, coinvolgenti e ben scritti. Per ricordare le difficoltà di quanti vivono a cavallo tra più culture sentendosi parte di entrambe e, al tempo stesso, di nessuna.
2. Dei nostri fratelli feriti, di J. Andras.
La storia dell’unico europeo condannato a morte nel corso della guerra algerina diventa in questo romanzo lo spunto per una cruda riflessione sulla Giustizia e sulla dignità umana. Non basta terminare la lettura per liberarsi dall’angoscia.
3. Le otto montagne, di P. Cognetti.
Al centro dell’opera, il crudo e silenzioso legame che unisce due uomini e la montagna. Un grande successo letterario che deve la sua forza alla capacità di esprimere la complessità di un’amicizia interamente declinata al maschile, con straordinaria semplicità.
4. L’Arminuta, di D. Di Pietrantonio.
La delicata storia di una ragazza privata di tutti i suoi punti di riferimento dà vita a uno straordinario romanzo, intenso e commovente.
5. Prima di me, di J. Barnes.
Una commedia grottesca e tormentata la cui intelligenza è stata una grande e piacevole sorpresa letteraria. Al centro, l’epopea di un uomo dilaniato dalla gelosia.

– La più deludente

Amity e Sorrow. Le figlie del profeta, di P. Riley
Un romanzo che mi è stato caldamente consigliato, basato sull’intrigante premessa di tre donne in fuga dalla realtà culturale in cui sono cresciute, dove regna uno spirito religioso totalizzante in cui loro, nonostante tutto, continuano a riconoscersi. Eppure il risultato è un romanzo banale, piatto e deludente. Il pessimo spreco di un’ottima idea.

 

LE LETTURE DEL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA

– Le migliori

1. La stagione delle migrazioni a nord, T. Salih
capolavoro sconosciuto, lettura sconvolgente, un sagace e intrigante gioco letterario di mistificazione, occultamento e scoperta
2. La fuggitiva, M. Proust
perché il modo in cui Proust sbroglia il rapporto tra Marcel e Albertine e affronta il tema del lutto sono non solo tra i picchi più alti della Recherche, ma dell’intera letteratura universale
3. Il Castello, F. Kafka
perché non c’è mistero più affascinante di quello che resta irrisolto
4. Amori ridicoli, M. Kundera
perché, come i migliori Kundera, svela porzioni inedite della realtà
5. Nella perfida terra di Dio, O. Di Monopoli
romanzo feroce, epico e ammaliante in una lingua unica
6. Qualcosa sui Lehman, S. Massini
perché questa ballata monumentale è tra le opere italiane più memorabili degli ultimi quindici anni
7. L’anno della lepre, A. Paasilinna
perché i personaggi di Paasilinna hanno sempre molto da insegnare, e le loro storie, così (apparentemente) leggere, soavi e divertenti, sono un rifugio sicuro in cui rilassarsi. 
8. L’Arminuta, D. di Pietrantonio
un vero romanzo, potente, che svela un’autrice promettente e il suo gusto autentico di raccontare

– Le più deludenti

(purtroppo ne ho letto molti di libri deludenti quest’anno, e sceglierne solo uno è difficile…)

1. Il gigante sepolto, K. Ishiguro
Vincitore assoluto dei libri brutti, perché è un romanzo scritto davvero male, così anodino e ricco di ingenuità che pare opera di un poco promettente scrittore in erba, con la differenza che in questo caso nessun editore, a buona ragione, avrebbe avuto il coraggio di pubblicarlo. Sopravvalutato.
2. Il golem, G. Meyrink
lento, macchinoso, a tratti illeggibile, faticoso, poco coinvolgente, probabilmente anche a causa della datata traduzione Bompiani
3. I figli della mezzanotte, S. Rushdie
peccato, peccato, peccato. Inserisco con vero malincuore questo libro nei cui confronti avevo altissime aspettative, incensato da tutti come capolavoro universale. Purtroppo l’idea interessantissima e davvero originale dell’opera viene affossata dalla scrittura eccessivamente turbolenta, confusionaria, pastosa, prolissa di Rushdie.

 

LE LETTURE DI GUERNICA

– Le migliori

1. Lincoln nel Bardo, di G. Saunders
Un libro commovente e pieno di simbolismi sulla morte, la vita e la non-morte. Oltre che avvicente, è anche un riuscitissimo esperimento linguistico e stilistico.
2. Amuleto, di R. Bolano
Un autore che forse avrebbe meritato notorietá maggiore, un precursore e un narratore d’eccellenza. Il breve romanzo trasporta in atmosfere al limite del realistico, ma assolutamente concrete e reali. Ogni romanzo di Bolano riesce a far parlare la poesia con voci e sfaccettature sempre diverse, e questo è il prodigio di questo autore sorprendente, capace di cambiare le prospettive sulla scrittura e la letteratura.
3. Macerie Prime, di ZeroCalcare
Una graphic novel che come sempre cattura, diverte, sorprende e fa riflettere. L’ennesima opera di un autore che si impone ormai come una bandiera generazionale, descrivendo persone e società con una lucidità umoristica impeccabile.
4. Zia Favola, una storia siculish, di Cono Cinquemani
Un’opera prima di un autore emergente, edito da una casa editrice emergente. Assolutamente degno d’esser letto e pubblicizzato, tratta di tematiche attuali per quanto temporalmente lontane. Scritto con una certa maestria, è sicuramente una delle sorprese letterarie del mio anno.
5. La Teologia del Cinghiale, di Gesuino Nesmus
Un romanzo giallo ambientato in uno dei luoghi più belli d’Italia: la Sardegna. Una terra sola e forse abbandonata, carica di miti e leggende e superstizioni ingenue che rivivono in questo meraviglioso romanzo.
6. Il Dio Possibile, di Vincenzo Vitiello
Un saggio filosofico complesso, ma per chi volesse cimentarsi in questo sforzo intellettuale potrei assicurare una soddisfazione immensa. Vitiello, sicuramente una delle gemme del pensiero filosofico italiano e partenopeo, raccoglie la tradizione filosofica tedesca e cattolica per creare un’idea di Dio assolutamente concreta, plausibile, razionale. Un testo illuminante, per credenti e non credenti. Sicuramente una delle letture più significative del mio 2017.

– La più deludente

Platone è meglio del Prozac, di Lou Marinoff
Se Vincenzo Vitiello mi ha dato la possibilità di acquisire nuovi spunti di riflessione e di arricchirmi filosoficamente, questo testo invece ha deluso sotto tutti i punti di vista, stilistici e contenutistici. Un libro poco filosofico e poco razionale, che corre anzi il rischio di risultare pericoloso, proponendosi come una valida alternativa alla terapia psicologica e psichiatrica.

 

LE LETTURE DELLA DAMA CON L’UNICORNO

– Le migliori

1.L’ idiota, F. Dostoevskij
perché, come tutti i grandi classici, è popolato da personaggi vivi e palpitanti che non dimenticherò mai
2. Exit west, M. Hamid
perché il 2017 aveva bisogno di un libro così lieve e terribile insieme
3. Il castello, F. Kafka
perché è la prova che una storia non ha bisogno di avere un inizio e una fine per essere memorabile
4. Le cose crollano, C. Achebe
perché mi ha fatta viaggiare nel tempo, nello spazio e nel modo di pensare senza che mi muovessi da casa
5. Il velo dipinto, W. S. Maugham
perché è elegante e definitivo
6. Piccola dea, R. Thorpe
perché mostra che il destino e i sentimenti sono inafferrabili
7. L’ Arminuta, D. di Pietrantonio
perché mi ha concesso di rilassarmi nel piacere di una storia ben raccontata

– La più deludente

La vergine azzurra, T. Chevalier
perché non mi aspettavo dalla sua penna aggraziata una storia viscerale e sentimentale in stile harmony

 

LE LETTURE DELLA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA

– Le migliori

1. Qualcosa sui Lehman, S. Massini
Un romanzo in versi, un poema ‘americano’, un incantesimo moderno
2. 111 errori di traduzione che hanno cambiato il mondo, R.G. Capuano
Una miniera di scoperte, una sorprendente raccolta di falsi miti
3. La nave di Teseo, V. Straka
Una storia nella storia, avventurosa e diversa da ogni altro libro al mondo
4. Riccardin dal ciuffo, A. Nothomb
Una novella in chiave contemporanea: tagliente, agrodolce e conturbante
5. Fiabe lapponi, B. Berni (a cura di)
Un tuffo nella tradizione nordica, innevata e piena di sorprese multiformi
6. Il nuovo Barnum, A. Baricco
Uno sguardo sui frammenti di mondo più disparati, poetico ma concretissimo
7. Il giardino dei cosacchi, J. Brokken
Fedor Dostoevskij come non l’avremmo mai potuto conoscere
8. Il corpo, U.Galimberti
Un saggio riabilitante e conturbante, imprescindibile per l’intero Occidente.
9. Amore a prima vista, W.Szymborska
Il sentimento per eccellenza descritto in versi con delicata e profonda leggerezza.
10. Storia delle terre e dei luoghi leggendari, U.Eco
Un compendio “fantastico” e affascinante, arricchito da fonti d’eccezione.

– La più deludente

La ragazza selvaggia, L.Pugno
Poco omogeneo e troppo cerebrale, contorto e di disordinata sostanza.

 

Una risposta a "Le nostre personali letture dell’anno: tra capolavori e delusioni"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...