“Gli scellerati”: il ritorno del più cupo noir francese

Gli scellerati, di Frédéric Dard
(2018 – Trad. di E. Cappellini)

 

gli scellerati

Frédéric Dard (1921-2000) in oltre cinquant’anni di carriera ha dato alle stampe quasi 400 opere, accumunate da affascinanti atmosfere noir e da un indiscutibile gusto per il mistero. La sua fortuna deriva in primo luogo dal successo della saga del commissario Sanantonio (altrimenti conosciuto come San-Antonio), che attraversa con le sue indagini quasi tutta la bibliografia di Dard, intervallandosi sporadicamente a brevi romanzi indipendenti. Una produzione immensa tradotta solo parzialmente in italiano, con larga predilezione per gli episodi dedicati alle indagini del suo più celebre commissario.

A 18 anni dalla morte di Dard, la Rizzoli decide di recuperare uno dei suoi romanzi ancora inediti in Italia, dopo oltre mezzo secolo di oblio. Ecco allora arrivare finalmente nelle librerie nostrane Gli scellerati: una favola cupa sulla depravazione e sui risvolti più conturbanti dell’amore, ambientato in un anonimo e tetro sobborgo parigino, Léopoldville.

È in questa triste cittadina industriale che vive infatti Louise, giovane e infelice operaia dalla fervida immaginazione. L’unica salvezza dall’atmosfera cupa di Léopoldiville sembra essere l’elegante villetta di un’eccentrica e ricca coppia di americani. Louise la chiama “isola”: un piccolo Eden privato sorto nel mezzo del grigiore opprimente di Léopoldville, abitato da due personaggi esotici, amichevoli e affascinanti. Pur di entrare a farne parte, Louise si propone come domestica in un atto di sfrontato coraggio che il Signore e la Signora Rooland, proprietari dell’Isola, non esitano a premiare. Da quel momento però l’Eden mostrerà tutti i risvolti più turpi di una vita matrimoniale solo apparentemente impeccabile.

In perfetta coerenza con il titolo, il romanzo di Dard è l’apoteosi della scelleratezza: non un solo personaggio si salva dal prendere parte a un’orgia di comportamenti depravati o criminali, tra alcolisti e truffatori, uomini violenti e adulteri, genitori immorali e potenziali assassini. Quello che sembra il racconto di un riscatto sociale – la dolce e innocente ragazza che trova una via di fuga dall’infelicità – diventa invece una favola macabra sul lato più oscuro dell’animo umano.

Il maestro del noir francese non rinuncia mai a creare atmosfere cupe, che appesantiscono la narrazione anche quando la storia sembra muoversi verso la descrizione di momenti spensierati e positivi. Louise non si lascia scoraggiare nemmeno quando la sua bella isola felice perde tutta l’aria idilliaca che sembrava elevarla al di sopra dell’orrore di Léopoldville, ma è proprio questo suo spirito di  accettazione ad alimentare il senso di angoscia che aleggia tra le pagine del romanzo.

Al centro dell’opera brilla quindi la figura di Louise, protagonista indiscussa e voce narrante: il mondo reale e gli eventi raccontati perdono tutta la loro oggettività per venire sempre sapientemente piegati alla sua prospettiva. Il lettore ha la tentazione di assumere fin da subito un atteggiamento sospettoso nei confronti delle parole di Louise: è davvero così paradisiaca la villetta degli americani? E cosa può esserci di affascinante in una coppia come i Rooland? Man mano che la storia prosegue, la figura di Louise diviene sempre più controversa e la sua prospettiva sempre meno convincente, ma rimane comunque l’unico punto di vista cui il lettore può appoggiarsi, creando un senso di incertezza e dubbio che trova una sua risoluzione solo nelle ultime pagine.

Nonostante i suoi pregi, Gli scellerati rimane comunque un romanzo imperfetto. L’autore ha costruito una storia complessa e affascinante, contraendola però in una manciata insufficiente di pagine. Il racconto non ha spazio per respirare, i dettagli perdono di importanza e la costruzione della psicologia dei personaggi è la prima a risentirne. Verso la seconda parte del romanzo avviene una svolta narrativa di grande rilevanza per gli equilibri interni al racconto, dopo la quale gli eventi si susseguono con una tale rapidità da stordire il lettore.

In definitiva, Gli scellerati è una lettura piacevole ma imperfetta, che riesce a intrattenere nonostante la tendenza a velocizzare il ritmo della narrazione. Le atmosfere noir e la prospettiva ambigua della voce narrante contribuiscono a valorizzare una storia che altrimenti avrebbe perso molto del suo fascino.

Anja Boato

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