La dicotomia nevrotica ne “Il giorno della nutria”

Il giorno della nutria, Andrea Zandomeneghi
(Tunué, 2019)

Ogni libro è un tentativo di comprendere cosa voglia dire scrivere, e perché si scrive. Sotto la superficie di una trama, ogni autore ci sta parlando della sua personale mistica della letteratura, del modo cioè in cui egli vive l’esperienza del mondo attraverso la scrittura.

Il romanzo si presenta come un processo investigativo: Davide, nevrotico sofferente di una cefalea cronica, vive in casa con la madre malata di Parkinson, il nipote, la domestica Dorota e il figlio di lei. Un giorno, a seguito di una notte alcolica trascorsa a giocare a poker, Davide scopre il cadavere scorticato di una nutria e si convince che questo sia il simbolo di una sua colpa, che qualcuno abbia cercato di punirlo per qualcosa. Comincia così un’escalation di dubbi su ogni persona vicina a Davide, ricadendo continuamente in una lunga serie di paranoie e nevrosi. Continua a leggere

La pista di ghiaccio, il terreno scivoloso del noir in Bolaño

La pista di ghiaccio, Roberto Bolaño
(Adelphi, 2019)

lapistadighiaccioLa pista di ghiaccio è l’ultimo romanzo di Bolaño pubblicato in Italia. Inizialmente per Sellerio, adesso per Adelphi.
Ogni volta che leggo un’opera di Roberto Bolaño ho la sensazione che – per capirlo davvero – ci si dovrebbe leggere tutte i romanzi, senza ordine, poi riprenderli tutti e cercare di carpirne i legami, le quantità di richiami e riferimenti reciproci. Come si dovrebbe fare per Cervantes, forse. In ogni caso, Bolaño ha la capacità di scrivere sempre le stesse cose – come tutti gli scrittori – in mille modi differenti, e tutti splendidamente orchestrati (e orchestrali, corali). Continua a leggere

“Come belve feroci”, il titolo perfetto per il romanzo di Alemanno

Come belve feroci, Giuseppe Alemanno
(Las Vegas Edizioni, 2018)

 

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La famiglia Sarmenta viene colpita da una violenta tragedia: Paolo e Enza Sarmenta vengono brutalmente squartati da Costantino Ròchira. Della famiglia Sarmenta si salvano il figlio Massimo, gli zii e il cugino Salvo.
Comincia così, senza giri di parole né fronzoli, il romanzo della fuga e della vendetta dei superstiti Sarmenta contro Ròchira. Un romanzo ambientato nella Puglia più profonda, ma che potrebbe tranquillamente essere l’America spietata dei romanzi di McCarthy, considerando le tinte pulp e noir che prende questa storia così spietata e grottesca, che ricorda per certi versi il film “Non è un Paese per vecchi”.  Continua a leggere

“Gli scellerati”: il ritorno del più cupo noir francese

Gli scellerati, di Frédéric Dard
(2018 – Trad. di E. Cappellini)

 

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Frédéric Dard (1921-2000) in oltre cinquant’anni di carriera ha dato alle stampe quasi 400 opere, accumunate da affascinanti atmosfere noir e da un indiscutibile gusto per il mistero. La sua fortuna deriva in primo luogo dal successo della saga del commissario Sanantonio (altrimenti conosciuto come San-Antonio), che attraversa con le sue indagini quasi tutta la bibliografia di Dard, intervallandosi sporadicamente a brevi romanzi indipendenti. Una produzione immensa tradotta solo parzialmente in italiano, con larga predilezione per gli episodi dedicati alle indagini del suo più celebre commissario.

A 18 anni dalla morte di Dard, la Rizzoli decide di recuperare uno dei suoi romanzi ancora inediti in Italia, dopo oltre mezzo secolo di oblio. Ecco allora arrivare finalmente nelle librerie nostrane Gli scellerati: una favola cupa sulla depravazione e sui risvolti più conturbanti dell’amore, ambientato in un anonimo e tetro sobborgo parigino, Léopoldville.

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“Castigo di Dio”, un romanzo spietato di realtà che vanno raccontate

Castigo di Dio – Marcello Introna
(Mondadori, 2018)

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Bari, estate 1943, dopoguerra: la Socia era un palazzo barese in totale stato di rovina, teatro di prostituzione e inimmaginabili crudeltà.L’8 settembre viene rapita una bambina per un riscatto. La storia comincia in questo contesto e si ispira a fatti di cronaca realmente accaduti.

Il “re” della Socia – come gli piace definirsi – è Amaro, un uomo piccolo nella sua crudeltà e totale sociopatia. Non prova reale affetto per nessuno, neanche i più atroci crimini lo sconvolgono. Non prova pietà umana per nessuno, neanche per la sorella che – ritrovatasi in stato di miseria – si rivolge a lui per un aiuto. O ti prostituisci come tutte le altre e mi paghi la percentuale, o per me sei nessuno: questo è il patto che le propone. E la sorella se ne va, non prima di avergli detto una semplice cosa: ti arriverà il conto. Continua a leggere