Spie, reality e paninari: lo Zodiaco Street Food di Heman Zed

Zodiaco Street Food, Heman Zed
(Neo Edizioni, 2020)

Cosa aspettarsi da un libro? Cosa pretendere da uno scrittore? Una domanda cui già in tanti hanno provato a rispondere, fior fior di intellettuali, autori illustri e meno illustri, eppure ancora ci si affanna alla ricerca di un responso che si a uno, definitivo, e che, in sostanza, possa mettere d’accordo tutti. Perché questo è il problema: la risposta alla suddetta domanda cambia, e di molto, a seconda del lettore che a quella domanda tenta di rispondere.
Si prenda, ad esempio, l’ultimo romanzo di Heman Zed, appena pubblicato dall’arrembante casa editrice Neo Edizioni, dal titolo allo stesso tempo sporco e sognante: Zodiaco Street Food.

Protagonista e autentico mattatore del romanzo è tale Romeo Marconato: «il re della porchetta alla segatura». Self-made man di provincia, tamarro semi-analfabeta, ex povero arricchito con metodi non proprio ortodossi (vanta nel curriculum trascorsi con quella che poi sarebbe poi diventata la Mala del Brenta), al punto in cui lo conosciamo ha messo su un vero e proprio franchising di paninari luridi, lo Zodiaco Street Food, appunto: «dodici FIAT Ducato a tre assi, posizionati nei posti strategici lungo la statale 516, da Padova fino alla laguna veneta.»

La vita di Marconato, però, nonostante il “successo”, non può certo dirsi felice: il rapporto con la moglie Gigliola, conosciuta al liceo in un incontro assai rock’n’roll, è ormai logoro (breve estratto in cui il nostro si rivolge alla consorte: «Sono stato a vedere se c’era qualche buon affare in giro e se i furgoni erano a posto. Mica come te che oltre a farti caricare la sveglia da qualche manzo della palestra, fai un casso tutto il giorno); non solo: tra tanti motivi per i quali i due litigano in continuazione, spicca il figlio Moreno Angus, disgraziatamente rincitrullito, refrattario al lavoro e innamorato perso della sua Milly.

A contendersi il ruolo di protagonista, c’è poi Larisa Morozova: statuaria bellezza sovietica, ex membro del KGB, ha appeso la pistola al chiodo e ora fa la cameriera in un bel ristorante di Venezia. Nel suo passato da agente segreto, era stata addestrata per aver a che fare con gli italiani: «In una donna l’italiano ricerca l’amante perfetta ma anche la madre, e tende a sovrapporre le due figure». E l’ha poi imparato a proprie spese: il suo cuore ferito, però, non le impedirà di recitare parte fondamentale in tutta la faccenda.

Tra i personaggi secondari, meritano una menzione Contiero e Grandis, autori televisivi di Simple Cook, reality show culinario con il quale, in qualche modo, anche Romeo Marconato si troverà ad avere a che fare. I due, sempre affaccendati nella ricerca di nuove idee per alzare gli ascolti del programma (impossibile non pensare agli sceneggiatori di borisiana memoria), rappresentano a pieno una caricatura, neanche troppo estremizzata, del mondo televisivo e della sua ossessione per lo scandalo a ogni costo.

Della storia, sarebbe meglio non rivelare troppo: pagina dopo pagina, l’intreccio, tessuto, è evidente, da mani esperte, si fa sempre più fitto, tra colpi di scena, battute sarcastiche e minacce, in un crescendo serrato di azione e violenza da cui sarà difficile distaccarsi.

Cosa aspettarsi da un libro, ci si chiedeva dunque: qualcuno pretenderà rivelazioni epifaniche o insegnamenti morali, qualcuno il bello stile, qualcun altro un luogo dove condividere un proprio dolore e così via. Ma c’è anche chi, ai libri, chiede semplicemente, si fa per dire, delle buone storie, ben scritte e ben narrate.

E allora, ecco, Zodiaco Street Food pare adattarsi proprio a quest’ultimo caso: il romanzo possiede infatti tutti gli ingredienti, è il caso di dirlo, di una storia ben farcita, dal tono un po’ dramedy, con un mix di ironia, grottesco e tensione drammatica, narrata con un ritmo allegro che, pagina dopo pagina, tende a galoppare sempre più veloce fino al climax finale: una storia di cui, tra una risata e l’altra, vorremo sin da subito conoscere l’epilogo.

Ignazio Caruso

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