Bufalino e la reticenza dell’uomo invaso

Auguri Don Gesualdo! Proprio nella giornata di oggi, 15 novembre, Bufalino avrebbe compiuto cent’anni.
Concludiamo la settimana a lui dedicata con un articolo che approfondisce i meravigliosi racconti che compongono
L’uomo invaso, in cui confluiscono i temi più cari all’autore siciliano uniti alla materia mitologica, che diventa scenario privilegiato per indagare la natura umana.
Ne scrive per noi Angelo Di Liberto, collaboratore con le pagine culturali di Palermo de La Repubblica, ideatore di Modus Legendi e romanziere. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Il bambino Giovanni Falcone (Mondadori, 2017) da cui è stato tratto un cortometraggio coprodotto da Rai Cinema, e Confessione di un amore ambiguo (Centauria Libri, 2018).

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Bufalino, il francesista dimezzato

L’incontro con la letteratura e col cinema francese ha segnato una cesura fondamentale nella vita e nell’arte di Gesualdo Bufalino, influenzando certamente la sua produzione letteraria. Nell’articolo di oggi andiamo ad approfondire il rapporto tra lo scrittore di Comiso e le opere e gli autori d’Oltralpe, da Baudelaire a Proust, da Renoir a Valéry. Lo ha scritto Marco Cicirello, nato anche lui a Comiso, che al rapporto tra Bufalino e la letteratura francese ha dedicato studi accademici e diversi contributi critici.

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Cere perse, una lettura negata

Nell’articolo di oggi seguiamo Bufalino come un’ombra tra le vie di Comiso e in parallelo lungo le pagine di Cere perse, un’opera spesso trascurata nella sua produzione, eppure preziosa e fondamentale. Un articolo che è anche la confessione di una lettrice incantata e sedotta, l’esito di un’ammirazione intima, reverenziale, passionale per un autore che lascia la carta per diventare presenza amichevole e guida nella vita di tutti i giorni.
Lo ha scritto Mimma Rapicano, blogger e scrittrice, che già per la rivista Formicaleone ha ideato un’interessante rubrica di dialoghi tra Bufalino e scrittori contemporanei. Ha pubblicato inoltre racconti per numerose riviste e da ultimo in
Piccola antologia della peste, a cura di Francesco Permunian per Ronzani.

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Bufalino e la lotta dell’uomo con Dio

L’opera bufaliniana è costantemente innervata dalla contesa tra l’autore e i suoi personaggi con Dio: un Dio concesso e negato, un Dio presente nella sua assenza e assente nella sua presenza. Il rapporto di Bufalino con un’entità trascendentale da investigare, conoscere, forse addirittura stanare nella sua esistenza o inesistenza, fa parte della sua indagine umana tanto quanto letteraria. Un tema interessantissimo che affronta oggi Francesco Borrasso, scrittore e editor, docente di scrittura creativa, che scrive e collabora, tra le altre, per le riviste Sul romanzo e Nazione Indiana e la casa editrice Caffèorchidea.

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«Muore (applausi)»: esegesi di un aforisma

Proseguono le celebrazioni dei cent’anni di Gesualdo Bufalino. L’articolo di oggi indaga il rapporto tra personaggio e autore nelle sue opere, prendendo a confronto anche scrittori come McEwan, Capote, soprattutto Pirandello. È firmato da Alessandro Cinquegrani, professore associato all’Università Ca’ Foscari di Venezia, saggista, autore di articoli e monografie su Bufalino, collaboratore di numerose riviste tra cui l’Indice dei libri del mese, nonché già finalista al Premio Calvino e candidato al Premio Strega col romanzo Cacciatori di frodo (Miraggi, 2012).

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«Sia come vuoi, Tu che mi spii» – Bufalino e la poesia

Il primo articolo con cui indaghiamo la cosmologia dell’opera di Bufalino, in occasione del suo centenario, approfondisce l’universo poetico e teologico dell’Amaro Miele, raccolta del 1982 che “rappresenta una parte fondamentale del laborioso e stratificato cantiere sorto attorno al nucleo di Diceria dell’untore”.
Lo ha scritto per noi Alessandro Zaccuri, già docente all’Università Cattolica di Milano, collaboratore per le pagine culturali dell’Avvenire, curatore della serie Crocevia per NN Editore nonché stimato romanziere. Con Il signor figlio (Mondadori, 2007) ha vinto il Premio Campiello – Selezione Giuria dei Letterati, e con Lo Spregio (Marsilio, 2016) si è aggiudicato il Premio Comisso e il Premio Mondello.

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Auguri Don Gesualdo – Cent’anni di Bufalino

Il 15 novembre del 1920, a Comiso in provincia di Ragusa, nasceva Gesualdo Bufalino, seduttore di spettri, voce unica e inimitabile del Novecento italiano, tra le espressioni più alte di quel che significa fare Letteratura. In occasione del suo centenario, dedichiamo al grande scrittore siciliano una settimana di articoli firmati da scrittori, critici, studiosi per indagare la cosmologia dell’opera bufaliniana.

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