Strongmen: un saggio socio-politico riuscito per metà

Strongmen, a cura di Vijay Prashad
(Nottetempo, 2019 – Trad. di G. Lagormarsino e G. de Marchis)

strongmen-d570Donald Trump negli Stati Uniti, Vladimir Putin in Russia, Recep Tayyip Erdoğan in Turchia; e ancora, il Primo Ministro indiano Narendra Modi e Rodrigo Duterte delle Filippine, fino all’ultimo arrivato in Brasile: Jair Bolsonaro. Sono alcuni dei capi di Stato delle nazioni più potenti del mondo, ma, in fondo, lo sono pure tanti altri; eppure, questo manipolo di personaggi sembra essersi fatto notare in modo particolare, negli ultimi anni, e non grazie a meriti governativi o diplomatici.
Sono escrescenze locali causate da un fenomeno globale che soffia i suoi aliti venefici già da un po’ di anni, ma che solo ora possiamo essere in grado di discernerne in modo chiaro, e procurare i dovuti allarmi: gli uomini citati sono tutti emissari di una nuova, terribile forma di nazionalismo. Continua a leggere

La distopia siamo noi

Il passato e il presente delle distopie, tra realtà e letteratura

Quando alcuni scrittori, sin dal primo Novecento, iniziarono a concepire il luogo cattivo della letteratura, quale esito della depravazione e corruzione a cui l’umanità sembrava condannata, il futuro appariva indubbiamente una promessa enigmatica quanto drammatica. Quel futuro è già oggi, è il nostro presente se non il nostro passato – lontano è ormai il 1984 – e a ben guardarci intorno, con attenzione, possiamo notare ciò che a primo acchito non ci appare: che il luogo cattivo si annida ovunque intorno a noi, in ogni angolo, in ogni speranza, nascosto in agguato da qualunque direzione.
Viviamo nella “società del rischio”[1], siamo la generazione che, parafrasando Bauman, più di tutte fa esperienza di un eccessivo – quanto immotivato – senso di insicurezza ogni giorno[2]. E vien facile capire quant’è naturale che la distopia proliferi così tanto nella produzione artistica: dalla letteratura al cinema e alla televisione, dall’illustrazione ai videogiochi. Perché tutto oggi è distopia. La distopia siamo noi. Continua a leggere