Creare e far funzionare il mito: “Le distese interiori del cosmo” di Joseph Campbell

Le distese interiori del cosmo. La metafora nel mito e nella religione, Joseph Campbell
(Nottetempo, 2020)

libroOltre a essere stato professore universitario, saggista e antropologo, Joseph Campbell (1904-1987) fu un importantissimo storico delle religioni, certamente uno dei (se non il) più autorevoli del secolo passato. I suoi scritti riguardano principalmente la sfera mitico-religiosa dell’esistenza umana dai suoi albori fino al presente, ed esercitano ancora oggi un certo fascino e una ricca curiosità sia nell’accademia sia presso il pubblico non specializzato. Pensate, inoltre, che persino George Lucas, il regista di Star Wars, deve una parte della propria ispirazione all’opera di Campbell.

Le distese interiori del cosmo. La metafora nel mito e nella religione è un libro nato raccogliendo alcune conferenze che Campbell tenne a San Francisco tra il 1981 e il 1984. Diviso in tre capitoli, il discorso di Campbell vuole introdurre il lettore a un momento irripetibile e fondamentale per la cultura umana globale, ovvero l’attimo in cui quell’essere fatto di carne e umori che è classificato come Homo sapiens rielabora intellettualmente e spiritualmente i suoi impulsi e le sue percezioni del mondo esterno, arrivando così a creare una sfera che ne guiderà e influenzerà in modo irreversibile l’esistenza: il mito, e con esso la religione. Continua a leggere

Complotti, fascismo e terrore: intervista a Raffaele Alberto Ventura

Dopo il grande successo del 2017 di Teoria della classe disagiata (minimum fax), torna in libreria Raffaele Alberto Ventura con La guerra di tutti. Populismo, terrore e crisi della società liberale (minimum fax). Un libro capace di affrontare tutta la complessità della nostra contemporaneità attraverso un discorso universalmente comprensibile, che mantiene il rigore tipico del saggio ma lo coniuga con una narrazione leggibile come un romanzo. I temi affrontati sono molteplici: cospirazionismo, populismo, terrorismo, il fascismo in Italia e molto altro.

L’originalità dell’approccio di Ventura sta soprattutto in due elementi: nel saper spaziare attraverso le discipline – dalla filosofia all’antropologia, dall’economia al diritto, dalla sociologia alla scienza politica, passando per la semiotica e la comunicazione, al punto da dare un’infinità di spunti di riflessione – e nell’affrontare queste discipline non con la rigidità accademica, bensì in una chiave che potremmo definire, con il dovuto riguardo, “pop”. Per intenderci: ai riferimenti ad Aristotele si affiancano quelli a Civil War della Marvel; alle teorie di Foucault la musica rap o Rihanna; Tom e Gerry sono letti attraverso una prospettiva hobbesiana; V per vendetta e zio Paperone spiegano il grillismo. Se state storcendo il naso, vi dico solo: fidatevi.

Ho incontrato Ventura e abbiamo conversato sui tanti temi del suo ultimo libro. Ne è emersa una lunga e dettagliata intervista. Come vedrete è divisa in quattro capitoli tematici, seguiti da due epiloghi, cosicché, all’occorrenza, possiate scorrerla in ordine sparso per leggere l’argomento che più vi interessa. Continua a leggere

Ama soprattutto la vita: “La cattiva strada” di Japrisot

La cattiva strada, Sébastien Japrisot
(Adelphi, 2018 – trad. S. Mambrini)

japrisotQuando La cattiva strada viene pubblicato in Francia per la prima volta il suo autore, che si fa chiamare con lo pseudonimo di Sébastien Japrisot, ha appena 19 anni. Questo dato sarebbe sufficiente a suscitare l’interesse della critica verso un’opera che parrebbe guidata da una penna molto più esperta, ma è anche il 1950 e il volume viene accolto con qualche perplessità: non possiamo biasimare del tutto la critica francese, dato che la storia d’amore raccontata da Japrisot è audace anche per gli standard contemporanei. Continua a leggere

Per favore, risolvete il problema morte: “Essere una macchina” di Mark O’Connell

Essere una macchina, Mark O’Connell
(Adelphi, 2018 – trad. Gianni Pannofino)

oconnellSono passati solo pochi giorni da quando vi abbiamo parlato di The game di Alessandro Baricco. Il saggio dello scrittore torinese condivide più di un aspetto con Essere una macchina, opera prima del giornalista e scrittore irlandese Mark O’Connell. In particolare, ad accomunare i due libri è il macro-tema della riflessione sulla tecnologia e sui suoi rischi, nonché sulle motivazioni degli artefici (tutti ingegneri, maschi, bianchi e americani) della “rivoluzione digitale”. L’obiettivo su cui è puntata l’analisi di O’Connell, tuttavia, è meno generale e più inquietante.

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“Messia” ci porta nei meandri della magia religiosa del Sudamerica

Messia, AA. VV.
(Edizioni Wordbridge, 2018; trad. di V. Barca)

 

traviesa

La raccolta di racconti della quale sto per parlare ha come suo punto focale la religione, abbracciandone – quasi – ogni sfaccettatura. Da studentessa di filosofia e teologia, non poteva capitarmi una lettura migliore.

“Messia” è il secondo volume della collana Traviesa, un progetto nato in Sudamerica nel 2012 per creare uno scambio e un confronto tra un collettivo di giovani autori provenienti dai maggiori paesi dell’America Latina. Otto in tutto i numeri della collana, ognuno che affronta un tema specifico. La traduzione e la pubblicazione del progetto in Italia è dovuto a Edizioni Wordbridge. Continua a leggere