“Le nostre anime di notte”, l’epilogo letterario di Kent Haruf

Le nostre anime di notte – Kent Haruf
(
NN Editore)

7523735_2255041E poi ci fu il giorno in cui Addie Moore fece una telefonata a Louis Waters. Era una sera di maggio, appena prima che facesse buio“. Comincia così Le nostre anime di notte, l’ultimo romanzo di Kent Haruf, morto due anni, ed edito in Italia nel 2017 da NN Editore. Comincia come una storia informale raccontata a un piccolo gruppo di amici, o come un episodio strambo, che sicuramente incuriosisce e appassiona, ma che dopotutto non ha chissà quali pretese.

E continua con lo stesso tono confidenziale, come se l’autore conoscesse i suoi lettori da sempre, e come se loro da sempre conoscessero Addie e Louis, e come se perfino Addie e Louis si conoscessero da una vita intera. Sì, perché i protagonisti di questo romanzo ambientato nella cittadina di Holt, in Colorado, sono già entrambi in pensione. Lei è vedova e ha un figlio la cui situazione sentimentale e lavorativa è in crisi, lui è un ex docente di liceo vedovo a propria volta. Si conoscono a malapena in quanto vicini, eppure arriva il giorno in cui Addie va a trovare Louis e gli dice di punto in bianco: “Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me“.

Una proposta anticonformista e quasi assurda, ma che la nottambula settantenne avanza senza malizia e senza secondi fini: non si riferisce al sesso, specifica, e non ha intenzione di forzare la mano se Louis non se la sente di accettare la sua idea. Tutto quello che le piacerebbe è condividere la notte insieme, ogni notte, perché dopotutto è quello il momento più lungo e più difficile della giornata – e attraversarlo in compagnia aiuterebbe a dormire meglio, a capirci di più dell’esistenza, a sentirsi perfino più sereni, in fondo al cuore.

kentharuf_ritrattoE così provano a conoscersi in questa maniera sui generis, facendosi domande quotidiane sulle loro abitudini serali e sul loro modo di decifrare il mondo, mentre ogni sfumatura di scandalo o di disagio si fa da parte e lascia spazio alla confidenza, all’intimità, alla comprensione reciproca. Naturalmente è necessario più di un tentativo perché entrambi si addormentino in fretta, e senza pensieri. È necessario accorciare le distanze un passo alla volta, e quello che fa la differenza è la spontaneità e la mancanza di pregiudizi con cui entrambi si prestano alla loro condivisione notturna del corpo e della mente.

Il dramma si dipana quindi piano piano, leggero e inizialmente impercettibile: un dramma umano che include il passato di entrambi, con le sue cicatrici e le sue delusioni, con le sue lacrime e i suoi struggimenti, e un dramma che contemporaneamente avvolge tutti e due nello stesso tenero abbraccio e che comincia quando il centro abitato in cui entrambi vivono li osserva con occhi via via diversi. Nel loro sguardo c’è un perbenismo ottuso e bigotto, un’incapacità di empatia che rischia di distruggere il loro microcosmo e una serie di pressioni e di chiacchiere in grado di fare tremare le fondamenta del loro insolito rapporto.

15329355Nel frattempo, però, lo stile asciutto di Kent Haruf non viene meno, e con lui neppure il coinvolgimento genuino e profondo di Addie e Louis, i quali reagiscono con la medesima forza di carattere e delicatezza interiore ai mormorii della gente, insegnando intanto alle stelle i loro sospiri e imparando da loro nuove strade da percorrere insieme, nonostante l’età avanzata e l’apparente assenza – ormai – di stimoli e di traguardi da raggiungere.

La sfida che tocca loro affrontare nel corso dell’opera diventa, dunque, un’occasione di riscatto e un modo per riaffermare la joie de vivre sopra tutto il resto, con semplicità e determinazione, e specialmente grazie alla penna di uno scrittore che non si perde mai in romanticismi o in cliché, e che costruisce due personaggi pregnanti, commoventi, autentici, dalla cui storia straordinaria non ci si vorrebbe separare fino all’ultima pagina.

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