Princesa e le altre: una nuova vita per le donne di De André

Princesa e altre regine, a cura di Concita De Gregorio
(Giunti Editore, 2018)

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Le donne e Fabrizio de André. Le donne di Fabrizio de André: Princesa, Madama Dorè, Marinella, Bocca di Rosa – per nominare soltanto le più celebri. Il progetto Princesa, curato da Concita De Gregorio con la collaborazione di scrittrici, fotografe e artiste, si è posto l’obiettivo di dare una vita nuova alle figure femminili create dal cantautore ligure.

È sufficiente conoscere le autrici – Guia Besana (fotografa), Daniela Amenta (giornalista e scrittrice), Ursula Ferrara (artista e fotografa), Melissa Panarello (scrittrice), Valentina Pedicini (regista), Lorenza Pieri (scrittrice), Silvia Ziche (fumettista), Barbara Di Gregorio (scrittrice), Silvia Camporesi (fotografa), Enrica Tesio (blogger), Letizia Rubegni (illustratrice), Francesca Genti (poetessa), Francesca Borri (reporter), Emmanuela Carbé (scrittrice), Beatrice Alemagna (illustratrice), Carmen Pellegrino (scrittrice), Valentina Farinaccio (scrittrice), Maria Grazia Calandrone (poetessa), Sara Colaone (fumettista) – per comprendere che ci troviamo di fronte a un’opera ibrida, una commistione tra tecniche: dalla fotografia alla poesia, dal fumetto alla narrativa.

La scelta di coinvolgere personalità differenti porta il lettore a vivere con piacere e trepidazione il passaggio da una voce all’altra. Ciò che accumuna le autrici è il rispetto con cui viene accolta l’eredità di De André; fortunatamente, viene mantenuta la componente immaginifica e allegorica della sua produzione artistica. I racconti non sono sterili copie: sono storie vive, caratterizzate da un linguaggio potente e musicale.

Tra canzoni e racconti sono stati stabiliti legami di intensità variabile.
In alcuni casi si assiste a una scarsa elaborazione del materiale: La ballata dell’amore cieco e Verranno a chiederti del loro amore, per fare un esempio, ripercorrono fedelmente la trama originale. Altri racconti, invece, sono stati costruiti a seguito di un’accurata riflessione che ha condotto a esiti decisamente positivi.
La magia, i tarocchi, le donne come fate e streghe sono al centro di racconti come Volta la carta e Ave Maria.
Forte è la componente politica e di denuncia: Jamin-A racconta il conflitto tra israeliani e palestinesi visto dagli occhi di una prostituta; Dolcenera descrive l’amore tra due donne durante l’alluvione di Genova del 2014; Tre madri è un angoscioso flusso di coscienza che tocca i temi della maternità e dell’immigrazione; Le passanti ci parla di alienazione e di vite vissute a metà.

Il livello generale è buono, ma vi sono alcuni racconti (tra cui Volta la carta della Amenta, Ave Maria della Panarello, Se ti tagliassero a pezzetti della Pieri e Jamin-a della Borri) particolarmente riusciti, dei piccoli gioielli sia per potenza espressiva che per solidità della trama.
Viceversa, in alcuni testi si avverte una mancanza di naturalezza, una forzatura dello stile per adeguarsi alla canzone prescelta, che ha come conseguenza un surplus di ripetizioni, metafore eccessive, una drammaticità esasperata.

Pur conoscendo alcune delle canzoni selezionate per Princesa, di altre mi era noto soltanto il titolo, altre ancora non le avevo mai sentite nominare. Ho deciso di ascoltarle soltanto a fine lettura e suggerisco a chi si approcciasse a quest’opera e scoprisse titoli nuovi di fare lo stesso: i testi riportati prima di ogni contributo permettono sì al lettore di farsi un’idea, anche vaga, delle tematiche che si andranno a trattare, ma soprattutto permettono di gustare con maggiore precisione le parole, le immagini, e si ha la possibilità di apprezzare il De André poeta.

Princesa e altre regine è un’opera che può essere gustata in due tempi: una prima volta, leggendo e apprezzando le parole di Fabrizio De André e i lavori delle autrici; una seconda volta, accendendo lo stereo e lasciando che la musica ci accompagni nella più sentimentale delle letture.

PS: Una menzione speciale merita la copertina, barocca e scandalosa: è raro incontrare un libro in cui la veste grafica si abbini così felicemente al suo contenuto.

Sonia Aggio

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