“Novelle disincantate”: la riscoperta di Jacques Bens

Novelle disincantate, Jacques Bens
(2018, Racconti Edizioni – trad. S. Buccaro)

Bens_CopertinaNel 1990 le Nouvelles désenchantées di Jacques Bens fanno la loro comparsa sulla scena letteraria francese vincendo il Premio Goncourt dedicato al racconto. Nonostante il prestigioso riconoscimento, l’opera scompare ben presto dalla circolazione e solo recentemente è stata per la prima volta tradotta in italiano da Sofia Buccaro e pubblicata da Racconti Edizioni sotto il titolo di Novelle disincantate.

Per chi ama la prosa giocosa e surreale di Queneau e degli altri autori francesi dell’OuLiPo, l’Officina di letteratura potenziale, questa raccolta di racconti è un gioiellino da divorare dalla prima all’ultima pagina. D’altra parte Bens stesso fu membro del Collegio Nazionale di Patafisica e uno dei membri fondatori dell’OuLiPo. Se questi nomi vi suonano famigliari, dunque, troverete in Bens la famigliarità di un vecchio amico; se è la prima volta che li sentite, niente paura: le Novelle disincantate si fanno leggere tranquillamente anche senza contesto.

Sebbene sia possibile riconoscere in Bens l’ironia, la scherzosità e il gusto per l’assurdo propri degli oulipesi, la scelta della forma breve lo differenzia dai colleghi romanzieri e rende i suoi racconti particolarmente leggeri e godibili. Ogni incipit è un rapidissimo tuffo in un mondo sempre nuovo ma in cui si riconosce una costante e scanzonata propensione all’indagine, al bislacco, all’arte di trovare risposte inconsuete alle domande. Ne è un esempio eclatante quello di Tempesta su tutti i fronti:

«Il giorno in cui Guillame Belancourt scoprì che poteva, con un solo movimento delle orecchie, far piovere su una porzione ragionevole di terreno circostante, comprese che la sua vendetta era ormai a portata di mano.»

I personaggi di Bens sono spesso alle prese con miracoli al confine tra scienza, magia e persino religione: oltre alle virtù climatiche di Belancourt si annoverano pescivendoli che inventano il moto perpetuo, campanari in grado di trasformare l’acqua in vino, amanti alle prese con falle nel continuum spazio temporale, violoncellisti innamorati in grado di viaggiare nel tempo, persino (quasi) omicidi che scoprono una tardiva devozione per Santa Rita. Così lo straordinario viene sempre confinato nel quotidiano, e proprio per questo acquista fascino: la macchina del moto perpetuo «scuote gli acquari e d’estate alimenta i ventilatori sopra i gronghi, gli scorfani e i granchi felloni», gli innamorati con l’eternità a disposizione cominciano a chiedersi «se non sia un po’ troppo», la moglie di Belancourt manifesta con decisione la sua volontà di essere lasciata in pace sotto la pioggia e tutto ciò che potrebbe dare origine a un dramma o a una sofisticata morale detona silenziosamente in una nuvola di assurdo e giocosità.

I racconti di Novelle disincantate non sono privi di una dolcezza lieve, sfiorata quasi per caso tra una situazione assurda e l’altra: succede con l’incontro fortuito di un ladro e una suora di clausura in Di una prigione e ai protagonisti quasi disperati di Nel cuore della foresta. Gli incontri tra anime affini hanno spazio per esistere, ma si tratta di momenti sfuggenti e forse ingannevoli: l’importante, in definitiva, sembra essere non prendersi troppo sul serio.

Leggere questa raccolta è infatti come partecipare a un gioco pieno di entusiasmo: ci si muove di contesto in contesto, con qualche salto nel passato, guidati da un uso estremo e godibilissimo del linguaggio: ogni ambito ha il suo lessico, e non importa che sia realistico. Tanto più è desueto, assurdo e fuori posto, tanto più risulta d’effetto. Ne è un esempio la moglie dell’uomo in grado di far piovere muovendo le orecchie, che rifiuta di rinunciare alla sua pioggia «per qualche seduta di elioterapia».

Con Novelle disincantate Racconti Edizioni restituisce visibilità a un autore quasi sconosciuto tra i lettori italiani e fornisce ai profani un delizioso aggancio per approcciarsi ai grandi romanzi dell’OuLiPo, in primis Perec e Queneau.

Loreta Minutilli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...