Leviatania, una favola di mare e di guerra

Leviatania, Stefano Cardoselli
(effequ, 2018)

Leviatania_Prima08-745x1024.jpgSiamo agli inizi del ‘900 e nell’oceano Atlantico si trova una struttura sgarrupata, fatta di lamiere e assi di legno consumate dall’umidità: è il Motel Atlantico, e Gebedia ne è il solitario gestore che ogni giorno indossa il suo scafandro e si inabissa per riparare i deboli sostegni della baracca, così da ritardarne l’inevitabile crollo.

Nessuno passa mai da quelle parti, e Gebedia trova compagnia solamente nella fauna marina, dialogando con pesci e altri animali parlanti che lo sostengono nel suo lavoro. Tuttavia, un evento inaspettato scuote la bizzarra vita dell’uomo: un siluro tedesco affonda il transatlantico RMS Lusitania nelle acque dell’oceano, e Gebedia rinviene, tra i relitti della nave, una foto che ritrae il volto di una donna e ne rimane talmente affascinato da abbandonare la sua tranquilla esistenza in mare per cercarla, ritrovandosi catapultato in un mondo devastato dalla prima guerra mondiale, ricolmo di orrore, morte, sangue sparso a fiumi.

La trama viene riportata – anche in maniera più completa di questa – in quarta di copertina, e così, una volta aperto il fumetto, si può apprezzare appieno la particolarità della narrazione. Le pagine si sfogliano rapidamente e mostrano una assoluta preponderanza delle immagini sul testo, e un’atmosfera di pieno silenzio. La componente dialogica è ridotta all’osso, formulata con poche e brevi battute, mentre didascalie altrettanto brevi si ritrovano a corredo dell’immagine per raccontare gli eventi: da questo punto di vista, si può notare fin da subito un lettering non molto efficace e che talvolta stona con la composizione della tavola stessa.

Composizione che è certamente un punto di forza del fumetto. Ogni pagina è varia e ha la sua propria griglia, con vignette dai tagli obliqui che non sono unità a sé stanti, ma gli elementi raffigurati al loro interno fuoriescono a occupare il resto della pagina, si mescolano, si sovrappongono. Tuttavia, non sempre le tavole vengono ritagliate in vignette, e infatti sono numerose le splash pages, che producono una forte dilatazione dei tempi, talvolta pure eccessiva: sembra quasi che la narrazione scompaia proprio, cedendo il passo alla illustrazione. Ci ritroviamo immersi in una ambientazione estraniante e onirica, carica di surrealismo, che viene acuito dalla presenza sulla scena dei sopracitati animali parlanti e dall’aspetto inverosimile.

Il tratto a china di Cardoselli è pieno e uniforme, come se fosse realizzato a penna stilografica. Le linee sono spezzate e delineano forme ora stilizzate, ora contorte e ricche di dettagli, dato che spesso l’artista si lascia prendere la mano e riempie la tavola con particolari, strane geometrie, valvole e tubi intricati (dello scafandro di Gebedia), pesci sovrannaturali. Un acquerello forte e corposo accompagna poi l’inchiostro.

Sotto certi aspetti, questo fumetto ricorda Il saldatore subacqueo (Panini Comics, 2013), sopratutto a causa di analogie di trama, ma anche di un disegno che, specie per alcuni campi lunghi, è simile a quello di Jeff Lemire (che però è più sottile e graffiante).Devo dire che a me, personalmente, non piace questo stile rigido (e in alcuni casi bidimensionale), ma certamente è bello perdersi nella caoticità visiva di alcune tavole ed è pure doveroso affermare che lo stile narrativo si sposa bene con quello grafico, senza alcuna frizione.

In conclusione, ci troviamo di fronte a una lettura breve e piacevole, in grado di far navigare la fantasia, ma che alle volte si perde in un eccessivo lirismo, che diluisce fin troppo la narrazione. Continuamente si alternano nelle pagine sogno e realtà*, e sono molti i particolari taciuti, in modo tale che ciascuno possa interpretare la storia in maniera personale, secondo il proprio gusto o le proprie deduzioni (perché ci sono dei piccoli dettagli su cui poter ricamare una possibile spiegazione). In una recente intervista al direttore editoriale dell’editrice effequ**, questi afferma che Leviatania è il primo volume di una trilogia che si sviluppa attorno al tema del mare, e sarà certamente interessante leggere (e vedere) ciò che ne verrà fuori.

Francesco Biagioli

* Cambia il periodo storico, ma una concezione simile era presente anche ne La strada della vita (Oblomov Edizioni, 2018), di cui abbiamo già parlato qui.
** https://www.bandadicefali.it/2018/02/05/bbb-indiecafe-intervista-a-effequ-editore/

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