La vita del Pitocco nelle Indie Perigliose

Nelle Indie Perigliose,  Alain Ayroles & Juanjo Guarnido
(Rizzoli Lizard, 2019)

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“Decisi di passare alle Indie, per vedere se, cambiando contesto e paese, la mia sorte sarebbe migliorata. E invece peggiorò perché – come Voi leggerete nella seconda parte – non è mai in grado di migliorare la propria condizione chi muta soltanto il paese e non la vita o le maniere.”

Con queste parole finisce il libro La vida del Buscón  (1626) di Francisco de Quevedo y Villegas, vale a dire la Vita del Pitocco. Il titolo completo sarebbe La storia della vita dell’imbroglione chiamato don Pablos, esempio per i vagabondi e modello per gli spilorci e racconta, per l’appunto, alcuni anni della vita di tale Pablos, un briccone della peggior specie che si guadagna da vivere truffando con scaltrezza il prossimo. L’intero libro è un continuo susseguirsi di astuzie e disavventure una dietro l’altra ed è stato concepito per essere la prima parte di una storia più ampia: si legge, infatti, che il seguito avrebbe dovuto raccontare di Pablos alla ricerca di fortuna nel Nuovo Mondo. Purtroppo, questo seconnon ha mai visto la luce. Ayroles e Guarnido decidono dunque di gettarsi nella lavorazione de Nelle Indie perigliose e di presentare così la loro versione a fumetti dell’inedita seconda parte della vita del Buscón.

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La sottile linea rossa: cosa si trova oltre il Confine?

Il Confine Voll. 1-3, Mauro Uzzeo & Giovanni Masi 
(Sergio Bonelli Editore, 2019)

 

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Riassunto delle puntate precedenti: sono ormai passati più di due anni dal 4 novembre 2017, data del keynote annuale di Sergio Bonelli Editore durante il quale venne presentata l’etichetta Audace, nuova avventura editoriale dedicata a “progetti con una caratterizzazione narrativa e grafica dal taglio più ‘adulto’ rispetto alle abitudini della nostra Casa editrice”, stando a quanto affermato da Michele Masiero, direttore editoriale. Durante l’evento furono anche mostrati alcuni dei fumetti che sarebbero ricaduti sotto il nuovo “audace ombrello bonelliano”. Tra le proposte, spiccava quella di un progetto misterioso chiamato Il Confine e sintetizzato da una semplice immagine promozionale firmata Massimo Carnevale.

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Sniff: anche il naso vuole la sua parte

Sniff, Fulvio Risuleo & Antonio Pronostico
(Coconino Press – Fandango, 2019)

sniff ‹snif› interiez. ingl. [da (to) sniff «fiutare, annusare», di origine onomatopeica]. – Nel linguaggio dei fumetti, forma grafica che riproduce il rumore di una persona o un animale (spec. un cane) che annusa, di chi aspira qualcosa con forza, di chi piange tirando su col naso; è spesso attestata in sequenze raddoppiate (sniff sniff).
[Da Enciclopedia Treccani]

Sniff-Cover-fronte-OK-DEFLei e Lui non stanno passando un momento sereno. La loro relazione sembra essere giunta al capolinea e i rapporti si stanno incrinando sempre più. Lei è fredda e distante, mentre Lui è morbosamente tormentato. Spronati dai contrasti di coppia, Lui e Lei hanno deciso di prendersi una vacanza e andare in montagna. Giusto qualche giorno sulle Dolomiti per sciare, passare un po’ di tempo insieme e, perché no?, cercare così di ricucire gli strappi di questo amore stanco e logorato dagli anni (o, almeno, concluderlo nel migliore dei modi).

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È nuovamente giunto il tempo di Head Lopper

Head Lopper Vol.3 , & the knights of Venora, Andrew MacLean
(2019, Image Comics, Inc.)

Premessa: come si può notare dall’intestazione, in questo articolo si fa riferimento al terzo volume (pubblicato a settembre 2019) dell’edizione americana del fumetto Head Lopper che raccoglie gli albi #9-12. Di Head Lopper vol.1 e vol.2 abbiamo già parlato qui: trattandosi del terzo numero di una serie, qualora non doveste conoscerla si consiglia caldamente la lettura dell’articolo precedente.

head-lopper-vol-3-head-lopper-the-knights-of-venora-tp_8668c8733aHo vissuto mesi furibondi
Nel nord di Narschalahn.
Mi sono perso nella foresta.
Ho inseguito qualsiasi troll, strega
E gnomo di cui mi fosse giunta voce.
E li ho uccisi tutti.

Una volta spento il fuoco della mia rabbia
E cessato il fulgore del massacro,
Mi sono votato all’alcol.
Almeno così ho trovato riposo.

 

Con queste parole amare si apre il sipario di Head Lopper vol.3, e già si intuisce che qualcosa è cambiato (e sta cambiando) rispetto al passato. L’Isola di Barra è stata sanata dalla piaga delle bestie e la Torre Cremisi espugnata. Nonostante le rocambolesche vicissitudini che lo hanno visto coinvolto, Norgal il Falciateste non riesce più a trovare pace: la morte della sua compagna Zhaania lo ha profondamente turbato e la disperazione del lutto si trasforma rapidamente in furia omicida. Abbiamo letto freneticamente i primi due volumi della serie di Head Lopper e ci siamo  lasciati trasportate dai flutti impetuosi dell’avventura; abbiamo imparato a conoscere Norgal e la (testa di) strega Agatha, ma ecco che, giunti a questo terzo capitolo della raccolta, l’autore decide di cambiare le carte in tavola facendo emergere aspetti nuovi del passato e della psicologia dei suoi protagonisti.

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L’ossidazione degli animi di ferro

Ruggine, Francesco Vicentini Organi & Fabiana Mascolo
(Edizioni BD, 2019)

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Tullio è uno studente di storia all’università di Roma e non sta passando un periodo felice: la sua lunga relazione con Giuliana è ormai finita e lei ha ritenuto che Stefano, grande amico di entrambi, fosse un compagno ben più adatto. Da quel momento in poi, Tullio si è chiuso in se stesso. Non frequenta più gli amici, è svogliato, apatico e vive appresso al fantasma dei suoi ricordi, legato con catene a un passato che non riesce a decifrare. Ha paura di andare avanti e di venire nuovamente ferito dai colpi implacabili inflitti dagli eventi esterni (ma anche dai suoi sentimenti). Avrebbe bisogno di uno scudo, o meglio, di un’armatura per difendersi da questo nemico che appare e scompare in lontananza.

Un classico. Trincerarsi in una retrovia personale; costruirsi una corazza per resistere all’attacco delle emozioni. Simon & Garfunkel cantavano “I am shielded in my armor. Hiding in my room, safe within my womb, I touch no one and no one touches me” nella celebre I am a rock, e questo fumetto si pone su una lunghezza d’onda ragionevolmente simile, tralasciando il fatto che sia ambientato cinquant’anni dopo l’incisione del brano. Senza scomodare gli Stati Uniti degli anni ’60, di esempi se ne trovano a milioni nella storia, nell’arte e, soprattutto, nella vita di tutti i giorni: il ragionamento portato avanti dagli autori ruota proprio attorno alla moderna quotidianità, pure se con qualche “contaminazione” storica. Continua a leggere

Gli oscuri segreti di Colville

Colville, Steven Gilbert
(Coconino Press – Fandango, 2017- trad. Stefano Sacchitella)

Colville_COVER-OK-DEF-1.jpgTra le mani abbiamo un volume di neanche duecento pagine. Piccolo.  Quasi inquietante. Aprendolo, a pag. 5 leggiamo: “dedicato a Nick Cave e Brian De Palma“. Proseguendo a sfogliare le pagine ecco che ci passano di fronte immagini di case abbandonate, strade di periferia, viadotti, fiumi, piccoli ristoranti ai margini della carreggiata. Se si dovesse pensare a una musica d’accompagnamento per queste vignette, quasi fossero i titoli di testa di un film, questa non potrebbe che essere la tetra ed eccitante Red right hand proprio di Nick Cave (and the Bad Seeds):

 

“Take a little walk to the edge of town
And go across the tracks
Where the viaduct looms,
Like a bird of doom
As it shifts and cracks
Where secrets lie in the border fires,
In the humming wires”

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Brindille: come un germoglio diventa quercia

Brindille vol.1 di 2- I cacciatori di ombre
e
Brindille vol.2 di 2 – Verso la luce
Frédéric Brrémaud & Federico Bertolucci
(Saldapress, 2018 e 2019 – trad. Vania Vitali)

Brindille_piatta_sitoUn incendio divampa nella foresta, le fiamme lambiscono gli alberi, consumandoli con una rapidità sconcertante. Una ragazza corre a perdifiato, cercando di scampare al fuoco infernale; all’improvviso, un muro le ostacola la fuga, ma lei riesce a scavalcarlo mettendosi finalmente in salvo. Oltre la barriera la foresta è tranquilla, non ancora devastata dal rogo; la ragazza scorge l’ingresso di una caverna e si inoltra al suo interno, procedendo rannicchiata: ancora non lo sa, ma ciò che la attende al di fuori della caverna è lontano da ogni immaginazione, un’avventura che sicuramente non avrebbe mai creduto possibile.

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Ettore & Fernanda, un’avventura braidense

Ettore & Fernanda, Paolo Bacilieri
(Coconino Press – Fandango, 2019)

Milano, febbraio 1928.
Ettore Modigliani è il direttore della Pinacoteca di Brera da ormai vent’anni e ha appena assunto la giovane Fernanda Wittgens come “operaia avventizia”: la nuova impiegata si mette subito all’opera, confermando (e dimostrando giorno dopo giorno) la sua bravura, la sua passione, la sua risolutezza. Modigliani trova nella Wittgens una collaboratrice perfetta (capace e instancabile), e tra i due nasce presto un rapporto indissolubile di sincera amicizia e stima reciproca.

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L’incubo dei giorni che scompaiono

I giorni che scompaiono, Timothé Le Boucher
(Bao Publishing, 2019 – trad. Michele Foschini)

i-giorni-che-scompaiono-mockup-sito.jpgLubin è un giovane acrobata che lavora per una compagnia teatrale modesta. La sera di domenica 1 settembre, durante uno spettacolo, si rompe improvvisamente un sostegno di ferro e il ragazzo cade a terra battendo la testa. Niente di grave, dice lui, e a prima vista lo sembra davvero, se non fosse che al suo risveglio, Lubin si accorge che il calendario non segna lunedì 2 settembre, bensì martedì 3 settembre. In poche parole, è scomparso un giorno dalla sua vita.

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Lunga vita alla regina Morgana

Morgana, Simon Kansara & Stéphane Fert
(Tunué, 2019 – trad. Stefano Andrea Cresti)

morgana_montata_STORE_800hUn vagito si alza dalle finestre del castello di Tintagel e questo è un evento alquanto inaspettato, dato che Ygraine, la moglie di re Gorlois, è sterile. Eppure, è proprio il frutto del suo grembo che ora piange accudito dalle levatrici. Tutto ciò è stato possibile grazie all’intervento di Merlino, un potente mago. Ciononostante – qualunque sia il motivo (un errore, oppure la scelta consapevole di un mago calcolatore) -, la discendenza di Gorlois e sua moglie non è quella desiderata, perché non hanno avuto un figlio maschio, ma una femmina: Morgana.

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