Black River, tra apocalisse e follia

Black River, Josh Simmons
(001 Edizioni, 2018
Trad. Valerio Stivè)

black-riverDa sempre l’umanità è stata ossessionata dalla paura o dall’aspettativa o dal desiderio della fine del mondo, e l’eco di visioni bibliche o eddiche risuona tutt’oggi nella cultura contemporanea; sconvolgimenti meteorologici, asteroidi, inondazioni, incendi, terremoti sono solamente alcuni dei cataclismi che sono stati proposti (e riproposti) in una moltitudine di forme diverse in qualunque arte narrativa, che sia letteratura, cinema, fumetto o videogioco. Ecco, in Black River, la Terra viene colpita da tutte queste calamità, o almeno questo è quello che si vocifera.

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Le spade di vetro

Le spade di vetro. L’integrale, Sylviane Corgiat e Laura Zuccheri
(Magic Press, 2018 – Trad. Giuseppe Girolamo)

Il Sole si sta spegnendo e l’intera Terra è sull’orlo dell’oblio. In questa epoca buia, tuttavia, una luce di speranza arriva proprio dall’astro morente: quattro spade magiche fuoriescono dalla bruciante superficie della stella e precipitano in quattro punti diversi del pianeta. Le spade si conficcano al suolo, destando la curiosità di uomini ignari (taluni anche avidi) che vi si avvicinano per reclamarle, non sapendo che una morte orrenda li attende. Infatti, una profezia afferma che tali spade possono essere estratte solamente da quattro prescelti e che solamente chi riuscirà a riunirle tutte potrà scampare alla fine del Mondo.

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Gli Orchi-Dei – Piccolo

Gli Orchi-Dei – Piccolo, Hubert e Bertrand Gatignol
(BAO Publishing, 2018 – Trad. Laura Paoletti) 

piccolo1Un oscuro e immenso castello, costruito in cima a una montagna, oscura e immerge in un’ombra tetra la valle sottostante. All’interno del mastodontico edificio si sta consumando un pantagruelico banchetto, che, a prima vista, non appare tanto diverso da un qualsiasi pasto nobiliare seicentesco; tuttavia, osservando attentamente la tavola imbandita, si scopre una realtà ripugnante: le pietanze sono a base di carne umana, e le ciotole sono ricolme di arti mutilati, che vengono fagocitati con sommo piacere, come se fossero semplici stuzzichini.

CRUNCH! CRANCH! MUNCH! CRUNCH!

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Luna del mattino

Luna del mattino, Francesco Cattani
(Coconino Press, 2017)

Alle prime luci dell’alba di una mattina d’inverno, il padrone di un appartamento decide finalmente di riscuotere i soldi dell’affitto da due inquilini ritardatari.

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Din don…

Nessuno risponde.

Din don!

Tutto tace.

DIIIN DON!

Sembra che non ci sia davvero nessuno.

Ma il proprietario non è convinto che la casa sia vuota, e infatti trova i due affittuari intenti a svignarsela di soppiatto, calandosi da una finestra sul retro. Dopo una rocambolesca fuga, i due “maledetti parassiti” riescono a salire in macchina e si lasciano alle spalle il creditore imbestialito e fradicio di sudore. I due fuggiaschi sono Tommi, un ragazzo delle medie, e suo fratello maggiore Eddi, e in macchina sudano anche loro,  perché, nonostante la stagione, fa davvero caldo: gli esperti dicono che si tratta dell’inverno più caldo degli ultimi cent’anni.

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Come l’acqua che scorre

Come l’acqua che scorre, Juan Díaz Canales
(Rizzoli Lizard, 2018 – Trad. Valeria Ravera)

Infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.

ImmagineSottile costola azzurra, semplice scritta bianca, Come l’acqua che scorre tende quasi a sprofondare nello scaffale, fagocitato dai più grandi fumetti adiacenti. Una volta estratto il volume, mediante la preziosa leva del dito indice, ecco che si rivela un’immagine toccante: un uomo cammina chino per la Gran Vía di una Madrid, deserta, irreale, con una lama d’acqua stagnante (contrariamente al titolo) che sommerge il manto stradale. Questa copertina è tanto semplice quanto efficace, e racchiude in sé l’intera filosofia del volume, garantendo anche una rapida contestualizzazione.

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Una sorella: una silenziosa esplosione di sentimenti

Una sorella, Bastien Vivès
(Bao Publishing, 2018 – Trad. Michele Foschini)

unasorellaL’oceano Atlantico allaga e riesuma, in maniera periodica e costante, le piane tidali del golfo di Morbihan, dove Antoine trascorre ogni anno due mesi delle proprie vacanze estive con la sua famiglia sull’isola di Île-aux-Moines, lontano dalla sua Parigi. Con la stessa costanza della marea, il ragazzo spende le solite ore della solita villeggiatura nel solito posto disegnando (Pokémon, persone, paesaggi), andando al mare e pescando granchi con il fratello minore, Titi.

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