“La saga di Grimr” e le diverse sfaccettature dell’Islanda

La saga di Grimr, Jérémie Moreau
(Tunué, 2018 – Trad. Stefano Andrea Cresti)

[…] Sei sprezzante, egoista, arrogante, e io, in tutta la mia debolezza, soccombo dinnanzi alla tua maestà. […] Ogni giorno ci mormori all’orecchio quanto siamo insignificanti.
Maledetta Islanda. Sublime Islanda.

91O0-78edlLLa Terra stessa viene spaccata da forze inimmaginabili, lungo fratture estese migliaia di chilometri, e alla materia profonda del pianeta è permesso di risalire, di fondere, di fuoriuscire in colate di lava che si spargono sul fondo dell’oceano, accumulandosi lentamente e costruendo nel tempo le fondamenta di un’isola, l’Islanda, che ha respirato l’aria circa sedici milioni e mezzo di anni fa. Una terra giovane, ma figlia di un potere antico, immenso, che mostra tutta la sua furia per mezzo di eruzioni vulcaniche, terremoti, esalazioni di gas mortali. Passano i milioni di anni e questa energia non si esaurisce: le eruzioni continuano ancora a sconquassare il globo ed è proprio per colpa di una di queste che il piccolo Grimr rimane orfano. La nube ardente che si riversa lungo i fianchi del vulcano inghiotte Grimr e la sua famiglia; eppure lui non rimane ucciso, anzi, ne esce come infuso di un potere sovrannaturale.

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La strada della vita

La strada della vita, Marco Nizzoli e Giovanna Furio
(Oblomov Edizioni-La Nave di Teseo, 2018)

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Ventidue giugno millenovecentoquarantuno, si accende la miccia dell’operazione Barbarossa: il Terzo Reich dichiara guerra all’Unione Sovietica e le truppe del Führer si riversano sui territori russi, devastandoli. A fine agosto, le armate naziste arrivano sulle sponde della Neva; a settembre, queste sono bloccate alle porte di Leningrado, obiettivo cruciale dell’offensiva a nord. Ma la strategia viene modificata in corso d’opera, dato che il quartier generale della Wehrmacht decide di prendere la città d’assedio e, di conseguenza, i cittadini per fame. Il conflitto si arresta e implacabile arriva l’inverno russo, lo stesso Generale Inverno che centoventinove anni prima aveva dilaniato i ranghi francesi guidati da Napoleone e che ora mette a dura prova sia gli assedianti, che gli assediati. La rapidità del Blitzkrieg viene come congelata dal freddo blizzard, e seguono mesi interminabili di bombardamenti e gelo, che riducono i cittadini allo stremo, perché l’accerchiamento della città ha bloccato ogni via di approvvigionamento: viene così costruita la Strada della Vita, una via ghiacciata di collegamento tra Leningrado e il lago Ladoga e che permette l’arrivo dei rifornimenti e l’evacuazione dei civili.

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Head Lopper, ovvero: le psichedeliche gesta del Falciateste

HEAD LOPPER & THE ISLAND or A PLAGUE OF BEASTS
e
HEAD LOPPER & THE CRIMSON TOWER,
Andrew MacLean
(Image Comics, Inc., 2016 e 2018)

Premessa: di seguito si farà riferimento ai due volumi delle edizioni americane di Head Lopper editi da Image Comics, Inc. rispettivamente nell’ottobre del 2016 (che raccoglie gli spillati #1-4) e nell’aprile del 2018 (#5-8).  A settembre 2018, il primo volume della serie è stato pubblicato da Panini Comics anche per il mercato italiano: tale pubblicazione non sarà presa in considerazione, ma si ritiene comunque opportuno segnalarne la presenza.

– Now let’s go kill some things!
-Gladly.

HeadLopper_01-1Norgal il Falciateste è un guerriero. Non parla molto e del suo passato non si sa alcunché. Quello che si sa è che ha una folta barba bianca e muscoli poderosi con i quali riesce a far danzare la sua grande spada, e che condivide le sue avventure con Agatha, la testa parlante della Strega Blu che prima di incontrare la suddetta lama era l’intera Strega Blu. La loquace fattucchiera è solo una delle vittime del Falciateste, perché il mondo fantastico raccontato da Andrew MacLean è ricolmo di minacce, quindi di nemici, quindi di teste che devono essere tagliate, e bene o male la storia presenta questa semplice impostazione a caratteri generali. Tuttavia, sarebbe totalmente sbagliato (oltre che indegno) ridurre quest’opera a una sola escalation di violenza e di azione, perché la lettura, oltre a divertimento e adrenalina, è in grado di regalare ben altro

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Black River, tra apocalisse e follia

Black River, Josh Simmons
(001 Edizioni, 2018
Trad. Valerio Stivè)

black-riverDa sempre l’umanità è stata ossessionata dalla paura o dall’aspettativa o dal desiderio della fine del mondo, e l’eco di visioni bibliche o eddiche risuona tutt’oggi nella cultura contemporanea; sconvolgimenti meteorologici, asteroidi, inondazioni, incendi, terremoti sono solamente alcuni dei cataclismi che sono stati proposti (e riproposti) in una moltitudine di forme diverse in qualunque arte narrativa, che sia letteratura, cinema, fumetto o videogioco. Ecco, in Black River, la Terra viene colpita da tutte queste calamità, o almeno questo è quello che si vocifera.

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Le spade di vetro

Le spade di vetro. L’integrale, Sylviane Corgiat e Laura Zuccheri
(Magic Press, 2018 – Trad. Giuseppe Girolamo)

Il Sole si sta spegnendo e l’intera Terra è sull’orlo dell’oblio. In questa epoca buia, tuttavia, una luce di speranza arriva proprio dall’astro morente: quattro spade magiche fuoriescono dalla bruciante superficie della stella e precipitano in quattro punti diversi del pianeta. Le spade si conficcano al suolo, destando la curiosità di uomini ignari (taluni anche avidi) che vi si avvicinano per reclamarle, non sapendo che una morte orrenda li attende. Infatti, una profezia afferma che tali spade possono essere estratte solamente da quattro prescelti e che solamente chi riuscirà a riunirle tutte potrà scampare alla fine del Mondo.

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Gli Orchi-Dei – Piccolo

Gli Orchi-Dei – Piccolo, Hubert e Bertrand Gatignol
(BAO Publishing, 2018 – Trad. Laura Paoletti) 

piccolo1Un oscuro e immenso castello, costruito in cima a una montagna, oscura e immerge in un’ombra tetra la valle sottostante. All’interno del mastodontico edificio si sta consumando un pantagruelico banchetto, che, a prima vista, non appare tanto diverso da un qualsiasi pasto nobiliare seicentesco; tuttavia, osservando attentamente la tavola imbandita, si scopre una realtà ripugnante: le pietanze sono a base di carne umana, e le ciotole sono ricolme di arti mutilati, che vengono fagocitati con sommo piacere, come se fossero semplici stuzzichini.

CRUNCH! CRANCH! MUNCH! CRUNCH!

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Luna del mattino

Luna del mattino, Francesco Cattani
(Coconino Press, 2017)

Alle prime luci dell’alba di una mattina d’inverno, il padrone di un appartamento decide finalmente di riscuotere i soldi dell’affitto da due inquilini ritardatari.

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Din don…

Nessuno risponde.

Din don!

Tutto tace.

DIIIN DON!

Sembra che non ci sia davvero nessuno.

Ma il proprietario non è convinto che la casa sia vuota, e infatti trova i due affittuari intenti a svignarsela di soppiatto, calandosi da una finestra sul retro. Dopo una rocambolesca fuga, i due “maledetti parassiti” riescono a salire in macchina e si lasciano alle spalle il creditore imbestialito e fradicio di sudore. I due fuggiaschi sono Tommi, un ragazzo delle medie, e suo fratello maggiore Eddi, e in macchina sudano anche loro,  perché, nonostante la stagione, fa davvero caldo: gli esperti dicono che si tratta dell’inverno più caldo degli ultimi cent’anni.

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Come l’acqua che scorre

Come l’acqua che scorre, Juan Díaz Canales
(Rizzoli Lizard, 2018 – Trad. Valeria Ravera)

Infin ch’arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov’ei precipitando, il tutto obblia.

ImmagineSottile costola azzurra, semplice scritta bianca, Come l’acqua che scorre tende quasi a sprofondare nello scaffale, fagocitato dai più grandi fumetti adiacenti. Una volta estratto il volume, mediante la preziosa leva del dito indice, ecco che si rivela un’immagine toccante: un uomo cammina chino per la Gran Vía di una Madrid, deserta, irreale, con una lama d’acqua stagnante (contrariamente al titolo) che sommerge il manto stradale. Questa copertina è tanto semplice quanto efficace, e racchiude in sé l’intera filosofia del volume, garantendo anche una rapida contestualizzazione.

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Una sorella: una silenziosa esplosione di sentimenti

Una sorella, Bastien Vivès
(Bao Publishing, 2018 – Trad. Michele Foschini)

unasorellaL’oceano Atlantico allaga e riesuma, in maniera periodica e costante, le piane tidali del golfo di Morbihan, dove Antoine trascorre ogni anno due mesi delle proprie vacanze estive con la sua famiglia sull’isola di Île-aux-Moines, lontano dalla sua Parigi. Con la stessa costanza della marea, il ragazzo spende le solite ore della solita villeggiatura nel solito posto disegnando (Pokémon, persone, paesaggi), andando al mare e pescando granchi con il fratello minore, Titi.

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