Le tre anime di Berlino: la pietra, il fumo e la luce

Berlin vol. 1-3, Jason Lutes
(Coconino Press – Fandango, 2019 – trad. E. Fattoretto & V. Stivè)

berlin-3-jason-lutes-670x946Se ai più dovesse risultare un’esagerazione l’espressione “tutte le strade portano a Berlino” – e avrebbero anche una certa ragione dalla loro parte –, non dovrebbe, invece, apparire loro assurda la frase “molte strade portano a Berlino”. È un’ovvietà accomodante, vaga e approssimativa,  ma è anche vero che la capitale tedesca ha avuto nel secolo scorso un ruolo cardine e un’importanza unica. Crocevia di destini e di eventi, durante il XX secolo la città è stata infatti un teatro storico sconcertante: dall’esito sfavorevole della Grande Guerra, fino al crollo del Muro di Berlino, passando per gli anni della Repubblica di Weimar, dell’avvento del nazionalsocialismo, della seconda guerra mondiale, della guerra fredda. Una realtà molteplice, frastagliata, divisa, lacerata, luogo di morte e rinascita. L’autore statunitense Jason Lutes ha deciso di parlare proprio di questa eterogeneità, di questa complessità, dando così alle stampe la trilogia di Berlin. In particolare, nei tre volumi che compongono la serie (che raccolgono i 22 albi complessivi) l’attenzione è concentrata su un piccolo frammento di questa storia: gli anni finali della Repubblica di Weimar,  dal 1928 al 1933.

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“Kairos”, tra amori perduti e regni fantastici

Kairos, Ulysse Malassagne
(Edizioni BD, 2020 – trad. F. Berardi)

kairosLa macchina di Annaëlle e Nills sfreccia sicura sulle strade di montagna. I due sono in viaggio, diretti alla vecchia casa di Annaëlle – disabitata ormai da anni – perché intendono trascorrere lì una settimana insieme, lontano da tutto e da tutti, senza né elettricità né riscaldamento. Una volta giunti a destinazione trovano l’abitazione zeppa di ragnatele e piena di polvere. Ciononostante, Nills si innamora dell’antica magione: è un luogo magico, con il caminetto di pietra e le pareti di legno; inoltre, è immerso nella natura incontaminata. Il ragazzo libera le briglie dell’immaginazione e già si figura un futuro in quella casa con la fidanzata Annaëlle. Tuttavia, ogni volta che lui le propone di iniziare a vivere insieme, lei si incupisce, per un qualche motivo ignoto. Il passato di Annaëlle è misterioso e lei non sembra intenzionata a rivelarlo al fidanzato.

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Cronache a fumetti di un inferno senza sangue

Senza sangue, Tito Faraci e Francesco Ripoli
(Feltrinelli Comics, 2019)

senza-sangue-fumetto-baricco«Nella campagna, la vecchia fattoria di Mato Rujo dimorava cieca, scolpita in nero contro la luce della sera. L’unica macchia nel profilo svuotato della pianura. I quattro uomini arrivarono su una vecchia Mercedes. La strada era scavata e secca – strada povera di campagna. Dalla fattoria, Manuel Roca li vide.»
Fin dalla prima pagina, fin dalle prime righe  (quelle riportate qui sopra) si percepisce chiaramente come lo stile adottato da Baricco in Senza sangue (Rizzoli, 2002) sia virtuoso, sì, ma anche lucido, essenziale. Con poche parole, lo scrittore dà vita a immagini che appaiono limpide nella nostra mente; in certi passaggi del libro sembra davvero di star leggendo una qualche forma di sceneggiatura. Può darsi che Tito Faraci abbia pensato esattamente questo quando si è trovato tra le mani il breve romanzo dello scrittore torinese, dal momento che ha deciso di trarne un fumetto pubblicato nel 2010 da Edizioni BD e poi riproposto nel 2019 in una nuova veste per Feltrinelli Comics (collana di cui Faraci stesso è curatore). Continua a leggere

Storie reali di creature immaginarie e negri gialli

Negri gialli e altre creature immaginarie, Yvan Alagbé
(Canicola, 2019 – trad. Valerio Camilli)

814akMshucLIl tratto è violento e quieto, sporco e pulito, sgarbato e delicato; la mano dell’autore ritaglia con formidabile eleganza forme, figure, silhouette brutali e armoniose che emergono dallo sfondo bianco con il loro nero denso. Lo si può notare non appena si prende il volume dallo scaffale: in copertina e in quarta di copertina sono raffigurati due volti quasi inespressivi e caratterizzati da un segno frenetico a zig-zag, grossolano e dinamico. Sono i volti di Alain (in copertina) e Mario (sul retro), i due protagonisti della storia Negri gialli, uno dei fumetti che costituisce Negri gialli e altre creature immaginarie, raccolta di opere realizzate tra il 1995 e il 2019 dall’autore franco-beninese Yvan Alagbé.

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Il principe e la sarta: una storia di formazione alla corte del re

Il principe e la sarta, Jen Wang
(Bao Publishing, 2019 – trad. C. Marietti)

51MUDbCresLA Parigi, all’inizio del XX secolo, in una strada come tante si trova una sartoria come tante, con una semplice insegna che recita “Retouches – Couture”. Lì lavora la giovane Frances, un’abile sarta. Oltre al talento, la ragazza possiede un dono prezioso: sa ascoltare (e capire) i clienti e, in un certo senso, è in grado di comprendere i sentimenti o i desideri di chi indosserà il vestito e riesce a convogliare queste sensazioni all’interno dei tessuti che cuce. La sua bravura non passa inosservata e infatti viene assunta da Sebastian, principe ereditario del Belgio, affinché realizzi per lui non solo i vestiti ufficiali per le grandi occasioni a palazzo, ma anche dei vestiti femminili che lui stesso disegna per sé: infatti, il principe è un cross-dresser e la sera indossa gli splendidi abiti cuciti da Frances per frequentare i locali più alla moda della Capitale vestendo i panni di lady Crystallia.

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Ignorantocrazia: rivalutando la cultura pop

Ignorantocrazia, Gianni Canova
(Bompiani, 2019)

Gianni Canova è un intellettuale che io ho sempre apprezzato: lo ascolto volentieri, mi piace ciò che dice e come lo dice, in un momento storico nel quale alla forma non viene mai dato il giusto valore e spazio. La forma è bella, anzi: la forma è bellezza.

Ignorantocrazia è l’ultimo saggio di Canova uscito per Bompiani. Fatta eccezione per l’accorta e accorata introduzione sullo stato pietoso dell’analfabetismo funzionale (definizione molto in voga ultimamente) in cui versa il nostro Paese, il testo è una raccolta di saggi – molto accademici – su quattro arti: il fumetto, il romanzo, la televisione e il cinema. Ognuna di queste quattro arti viene analizzata attraverso l’esempio di un’opera ai tempi considerata “pop”. Tex, i noir di Giorgio Scerbanenco, la serie La Piovra e i film di Ettore Scola (il quale non ho mai considerato realmente pop, ma tant’è). Continua a leggere

Dogmadrome: far finta di esser reali

Dogmadrome, Lorenzo Mò
(Eris Edizioni, 2019)

Copertina-Dogmadrome_webDogmadrome: il titolo del fumetto è senza dubbio accattivante, con la sua grafica metal imperiosa. Incuriositi, decidiamo di aprire il volume; così, senza troppi convenevoli, ci ritroviamo immersi in un combattimento a cui prendono parte un guerriero con le fattezze di un mastino antropomorfo, uno stregone dalla pelle verdastra e un piccolo folletto. Loro tre sono i protagonisti della storia, ben riconoscibili fin dalla copertina. Al di là della stravaganza del loro aspetto – comunque “normale” in un universo fantasy in cui tutto è possibile – ciò che è davvero strano e salta all’occhio sono i nomi dei tre personaggi, insoliti per degli eroi dell’epica: Fede, Gianni e Edo. Fin da subito ci accorgiamo che c’è qualcosa che non quadra: infatti, il trio viene costantemente sottoposto a sfide stupide e prive di qualunque fondamento logico, come se in quel momento la ragione stessa dell’Universo avesse deciso di prendersi una pausa. Ogni dubbio viene finalmente dissipato quando i tre protagonisti, stanchi di tutte quelle assurdità, si arrabbiano e cominciano a urlare verso il cielo insultando un certo Paro.

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Heimat: novecento radici di un albero genealogico

Heimat, Nora Krug
(Einaudi, 2019 – trad. Giovanna Granato)

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Nora Krug è un’autrice e illustratrice nata in Germania nel 1977, più di tre decenni dopo la fine della seconda guerra mondiale e la caduta del regime nazista. Fin da piccola si rende conto di quanto la Storia recente graviti attorno alla sua famiglia e alla sua vita. Lo spettro della Guerra è una presenza fissa, enorme, silenziosa, inquietante, che, agli occhi della bambina, si manifesta proprio attraverso ciò che gli adulti non vogliono dire, o ciò che si vergognano ad ammettere, in un certo senso. Era chiaro, poco tempo prima doveva essere successo qualcosa di atroce. Continua a leggere

La vita del Pitocco nelle Indie Perigliose

Nelle Indie Perigliose,  Alain Ayroles & Juanjo Guarnido
(Rizzoli Lizard, 2019)

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“Decisi di passare alle Indie, per vedere se, cambiando contesto e paese, la mia sorte sarebbe migliorata. E invece peggiorò perché – come Voi leggerete nella seconda parte – non è mai in grado di migliorare la propria condizione chi muta soltanto il paese e non la vita o le maniere.”

Con queste parole finisce il libro La vida del Buscón  (1626) di Francisco de Quevedo y Villegas, vale a dire la Vita del Pitocco. Il titolo completo sarebbe La storia della vita dell’imbroglione chiamato don Pablos, esempio per i vagabondi e modello per gli spilorci e racconta, per l’appunto, alcuni anni della vita di tale Pablos, un briccone della peggior specie che si guadagna da vivere truffando con scaltrezza il prossimo. L’intero libro è un continuo susseguirsi di astuzie e disavventure una dietro l’altra ed è stato concepito per essere la prima parte di una storia più ampia: si legge, infatti, che il seguito avrebbe dovuto raccontare di Pablos alla ricerca di fortuna nel Nuovo Mondo. Purtroppo, questo seconnon ha mai visto la luce. Ayroles e Guarnido decidono dunque di gettarsi nella lavorazione de Nelle Indie perigliose e di presentare così la loro versione a fumetti dell’inedita seconda parte della vita del Buscón.

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La sottile linea rossa: cosa si trova oltre il Confine?

Il Confine Voll. 1-3, Mauro Uzzeo & Giovanni Masi 
(Sergio Bonelli Editore, 2019)

 

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Riassunto delle puntate precedenti: sono ormai passati più di due anni dal 4 novembre 2017, data del keynote annuale di Sergio Bonelli Editore durante il quale venne presentata l’etichetta Audace, nuova avventura editoriale dedicata a “progetti con una caratterizzazione narrativa e grafica dal taglio più ‘adulto’ rispetto alle abitudini della nostra Casa editrice”, stando a quanto affermato da Michele Masiero, direttore editoriale. Durante l’evento furono anche mostrati alcuni dei fumetti che sarebbero ricaduti sotto il nuovo “audace ombrello bonelliano”. Tra le proposte, spiccava quella di un progetto misterioso chiamato Il Confine e sintetizzato da una semplice immagine promozionale firmata Massimo Carnevale.

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