Shhh. L’estate in cui tutto cambia

Shhh. L’estate in cui tutto cambia, Magnhild Winsnes
(Mondadori, 2019)

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L’erba e i fiori crescono rigogliosi nella campagna, ondeggiando al passaggio delle automobili; dentro una di queste è seduta Hanna, una ragazzina bionda che guarda rapita il panorama fuori dal finestrino. Sua madre la sta portando dagli zii per trascorrere una settimana di vacanza nella loro casa fuori città: finalmente, dopo un anno potrà rivedere sua cugina Siv e giocare con lei tutto il giorno, catturando insetti, oppure arrampicandosi sugli alberi. Continua a leggere

Quattro ragazzini entrano in una banca…

Quattro ragazzini entrano in una banca, Matthew Rosenberg e Tyler Boss
(Panini Comics, 2019)

M4KID001ISBN_0Paige, Berger, Stretch e Walter sono quattro ragazzini, e sono amici pur avendo caratteri radicalmente diversi: Paige è una leader nata, carismatica e tenace; Berger è un caciarone, non sta mai zitto e combina un sacco di guai; Stretch è quieto, riflessivo; Walter è introverso e appassionato di scienze (in particolar modo, di chimica). Sono un classico gruppetto affiatato, che passa le giornate alla maniera tipica dei ragazzini degli anni ’80: giocano di ruolo oppure ai cabinati, vanno a mangiare pizza, studiano (chi più, chi meno), tengono testa ai bulli della scuola e poi decidono di svaligiare una banca. 

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Il curioso caso di Otto Spiegel, l’uomo riscritto

Otto – l’uomo riscritto, Marc-Antoine Mathieu
(Coconino Press-Fandango, 2019)

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Otto Spiegel è uno degli artisti più geniali e visionari del panorama internazionale, da sempre interessato a tematiche di natura metafisica, che cerca di rappresentare tramite estrose performance caratterizzate dall’utilizzo di specchi. Tuttavia, proprio nel momento in cui sembra che la sua arte abbia raggiunto il culmine, Otto realizza di non aver concluso nulla e di esser stato solamente un fabbricante di illusioni. La scoperta, già deprimente di suo, viene poi accompagnata da una tragica notizia: i suoi genitori sono morti in un incidente d’auto.

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La notte del corvo, una ballata anarchica del West

La notte del corvo, Marco Galli e Apehands
(Coconino Press/Fandango, 2019)

COVER-La-notte-del-corvo-Galli.jpgLa Bajada, anno del Signore 1896.
La Bajada è una classica cittadina del West, fondata vicino alla costa.
Gli abitanti di La Bajada sono in fermento perché si sta avvicinando la data delle elezioni del sindaco e il vecchio sceriffo Tinto Nada, un leggendario pistolero dei tempi che furono, è il candidato favorito e vuole assolutamente vincere la contesa.
Gli abitanti di La Bajada sono in fermento perché una nave proveniente dalla Colombia si è arenata sulla costa. La nave trasportava, tra le altre cose, un gruppo di disgraziati peones, schiavi per le miniere che hanno visto bene di squagliarsela dopo il naufragio, rifugiandosi sulle montagne. Il fatto getta la cittadina di La Bajada nel panico, generando un’ondata di isteria collettiva.

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La galaverna, una fredda fiaba onirica

La galaverna, Marco Corona
(001 Edizioni, 2018)

Galaverna-0calavèrna (o galavèrna) s. f. [etimo incerto]. – 1. Brina o nebbia che, nelle notti umide e di freddo intenso, si cristallizza sui rami e le foglie degli alberi, sui fili telegrafici e sim., formandovi  come un rivestimento di ghiaccio o di neve. Nell’Italia settentr., la parola si usa anche come sinon. di brinabrinata, o per indicare nevischio gelato e minuto.*

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Tosca dei boschi

Tosca dei boschi, Teresa Radice e Stefano Turconi
(Bao Publishing, 2018)

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Non si giudica un’opera dalla copertina, è vero, eppure in questo caso è opportuno spendere alcune parole introduttive sull’oggetto che ci si ritrova in mano: a Lucca Comics & Games 2018 presso lo stand Bao Publishing era in vendita una versione variant del presente fumetto, Tosca dei boschi, raccolta italiana di tre volumi pubblicati in Francia da Dargaud. L’aspetto di questa “particolare” edizione è quello che vedete nell’immagine a fianco: copertina rigida, con sovraccoperta dorata (su carta Constellation Jade Riccio), finiture anch’esse dorate e risguardi su cui sono stampati gigli fiorentini. È un contenitore che dialoga direttamente con il contenuto: una veste pregiata che facilita l’immersione all’interno di una ambientazione tratteggiata con cura. Gli autori sono avvezzi a queste declinazioni stilistiche, e così, aperto il volume, leggiamo in caratteri dal gusto miniato:

Tosca dei boschi
tratto da

Le Cronache di Castelguelfo
redatte da
Frate Cosimo da Volterra
(quattordicesimo secolo)

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“La lingua del diavolo” vocifera di vinti e vulcani

La lingua del diavolo, Andrea Ferraris
(Oblomov Edizioni – La Nave di Teseo, 2018)

U mari è amaro

pop-la-lingua-del-diavoloSciacca, 1831. Salvatore (Turi) e Vincenzo (Vicè) Cavalca sono due fratelli, orfani e poveri, che abitano in riva al mare, poco lontano dal paese. Fanno i pescatori, ma, dato che le reti sono vuote da ormai una settimana, per tirare avanti lavorano la terra di Don Paolo, un ricco possidente (in origine nullatenente). Questa è la vita dei fratelli Cavalca, che sono poveri e pare che poveri debbano restare, tanto il destino è loro avverso. Tuttavia, un avvenimento inaspettato sconvolge la vita dell’intera popolazione di Sciacca (e non solo), cambiando la veste di questo racconto: un giorno di fine giugno il mare esplode, e fumo e pinnacoli di fuoco si sollevano dall’acqua. È un vulcano in eruzione, ma la gente non lo sa e si scatena il panico. Secondo qualcuno è una balena, secondo altri un mostro marino, mentre il parroco è convinto che quelle fiamme siano “la lingua del diavolo”, che ha trovato la strada per la superficie e arriverà a bussare alle porte di ogni uomo.

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Leviatania, una favola di mare e di guerra

Leviatania, Stefano Cardoselli
(effequ, 2018)

Leviatania_Prima08-745x1024.jpgSiamo agli inizi del ‘900 e nell’oceano Atlantico si trova una struttura sgarrupata, fatta di lamiere e assi di legno consumate dall’umidità: è il Motel Atlantico, e Gebedia ne è il solitario gestore che ogni giorno indossa il suo scafandro e si inabissa per riparare i deboli sostegni della baracca, così da ritardarne l’inevitabile crollo.

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“La saga di Grimr” e le diverse sfaccettature dell’Islanda

La saga di Grimr, Jérémie Moreau
(Tunué, 2018 – Trad. Stefano Andrea Cresti)

[…] Sei sprezzante, egoista, arrogante, e io, in tutta la mia debolezza, soccombo dinnanzi alla tua maestà. […] Ogni giorno ci mormori all’orecchio quanto siamo insignificanti.
Maledetta Islanda. Sublime Islanda.

91O0-78edlLLa Terra stessa viene spaccata da forze inimmaginabili, lungo fratture estese migliaia di chilometri, e alla materia profonda del pianeta è permesso di risalire, di fondere, di fuoriuscire in colate di lava che si spargono sul fondo dell’oceano, accumulandosi lentamente e costruendo nel tempo le fondamenta di un’isola, l’Islanda, che ha respirato l’aria circa sedici milioni e mezzo di anni fa. Una terra giovane, ma figlia di un potere antico, immenso, che mostra tutta la sua furia per mezzo di eruzioni vulcaniche, terremoti, esalazioni di gas mortali. Passano i milioni di anni e questa energia non si esaurisce: le eruzioni continuano ancora a sconquassare il globo ed è proprio per colpa di una di queste che il piccolo Grimr rimane orfano. La nube ardente che si riversa lungo i fianchi del vulcano inghiotte Grimr e la sua famiglia; eppure lui non rimane ucciso, anzi, ne esce come infuso di un potere sovrannaturale.

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Head Lopper, ovvero: le psichedeliche gesta del Falciateste

HEAD LOPPER & THE ISLAND or A PLAGUE OF BEASTS
e
HEAD LOPPER & THE CRIMSON TOWER,
Andrew MacLean
(Image Comics, Inc., 2016 e 2018)

Premessa: di seguito si farà riferimento ai due volumi delle edizioni americane di Head Lopper editi da Image Comics, Inc. rispettivamente nell’ottobre del 2016 (che raccoglie gli spillati #1-4) e nell’aprile del 2018 (#5-8).  A settembre 2018, il primo volume della serie è stato pubblicato da Panini Comics anche per il mercato italiano: tale pubblicazione non sarà presa in considerazione, ma si ritiene comunque opportuno segnalarne la presenza.

– Now let’s go kill some things!
-Gladly.

HeadLopper_01-1Norgal il Falciateste è un guerriero. Non parla molto e del suo passato non si sa alcunché. Quello che si sa è che ha una folta barba bianca e muscoli poderosi con i quali riesce a far danzare la sua grande spada, e che condivide le sue avventure con Agatha, la testa parlante della Strega Blu che prima di incontrare la suddetta lama era l’intera Strega Blu. La loquace fattucchiera è solo una delle vittime del Falciateste, perché il mondo fantastico raccontato da Andrew MacLean è ricolmo di minacce, quindi di nemici, quindi di teste che devono essere tagliate, e bene o male la storia presenta questa semplice impostazione a caratteri generali. Tuttavia, sarebbe totalmente sbagliato (oltre che indegno) ridurre quest’opera a una sola escalation di violenza e di azione, perché la lettura, oltre a divertimento e adrenalina, è in grado di regalare ben altro

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