“La casa e il mondo”: cronaca del dentro e del fuori

La casa e il mondo, Rabindranath Tagore
(Fazi, 2020 – trad. di S. Terziani)

casa-mondoLa storia di ogni scrittore è la storia di un dentro e di un fuori. Prendiamo Dickens: l’attenzione evidente che dedicava alla sua città, al suo Paese. Pare inverosimile credere che non abbia voluto fare un ritratto della società a lui contemporanea, almeno di come lui la vedeva – che non abbia avuto la seppure inconscia ambizione di narrare con dignità ed esattezza da sociologo, sebbene non fosse altro che un cantastorie. Questa vocazione esteriore, potremmo dire sociale, e forse in fin dei conti politica, esiste sempre, nei grandi scrittori, anche quando non è dichiarata, ma è sempre la faccia di una medaglia: di cui il retro è indubbiamente una visione interiore, un fuoco sentimentale, un centro palpitante e intimo, in altre parole un cuore umano. Continua a leggere

Il fantasy militante: un manifesto di Salman Rushdie

978880472240HIGLa mia prima volta con lui è stata con I figli della mezzanotte: un romanzo che mi ha insegnato che si può raccontare la storia di un paese anche inventando di sana pianta, che l’unico modo per essere presi sul serio è scherzare su tutto, che il piacere della lettura sta non tanto nell’arrivare al punto quanto nel divagare, girando intorno alle cose – si può cominciare dalla genealogia di una famiglia per spiegare perché il protagonista, in questo momento, è lì a soffiarsi il naso. Salman Rushdie è senza dubbio uno dei grandi narratori del nostro tempo, e per fortuna non ha mai dichiarato, come fece il compianto Philip Roth, di voler smettere di scrivere. Quest’anno è tornato con un nuovo libro che si chiama Quichotte. Continua a leggere

L’orrore generazionale nel romanzo di Matteo Grilli

Crocevia di punti morti, Matteo Grilli
(Effequ, 2020)

CroceviaDPM_copertinaLa parte che preferisco di It sono quei capitoli iniziali in cui i ragazzi, ormai diventati grandi, ricevono le chiamate del loro unico amico rimasto a Derry e scoprono che quella cosa con cui hanno combattuto da piccoli è tornata. Adoro quelle pagine perché sono l’inizio della storia, ovviamente, e quindi caricano una tensione che ci farà tirare dritto fino alla fine del romanzo; ma non solo: mi piacciono perché sono dei magnifici ritratti. Raffigurano con poche pennellate la vita di alcuni adulti, lasciando intendere con altrettanta efficacia, senza spiegare troppo, i bambini che sono stati. Continua a leggere

“Il mare è rotondo”: l’amore e le avventure di un ragazzo albanese

Il mare è rotondo, Elvis Malaj
(Rizzoli, 2020)

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La prima volta che vediamo Ujkan è su un gommone, vicino alla costa italiana: tra poco scenderà e cominceranno duecento pagine di un romanzo sull’immigrazione, sulla difficoltà di integrarsi, sui prevedibili ostacoli che ognuno incontra quando è costretto ad andarsene di casa e a ricominciare da qualche altra parte. Ujkan è immobile, guarda il mare; tutti gli altri si sono già tuffati. Scendi, gli dice lo scafista, ma Ujkan non scende. Se ne sta immobile mentre la sua storia lo aspetta a pochi passi.

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Guardare fuori dalla finestra: sul romanzo di Ilaria Rossetti

Le cose da salvare, Ilaria Rossetti
(Neri Pozza, 2020)

9788854520448_0_0_545_75Notti magiche, il film del 2018 diretto da Paolo Virzì, si chiude con quello che vorrebbe essere una specie di testamento a tutti i giovani che oggi si mettono a scrivere storie – che siano film o romanzi ha poca importanza. È un testamento breve, contenuto in una sola frase attribuibile, a quanto pare, a Furio Scarpelli, uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano, che in coppia con Agenore Incrocci ha scritto capolavori immensi come I soliti ignoti, La grande guerra, C’eravamo tanto amati, La terrazza – giusto per citarne alcuni. La frase è questa: “Guardare fuori dalla finestra, sempre”. Continua a leggere

La scrittura dell’urgenza: intervista ad Alcide Pierantozzi

L’inconveniente di essere amati, Alcide Pierantozzi
(Bompiani, 2020)

l'inconveniente di essere amatiAlcide Pierantozzi ha esordito nel 2006, poco più che diciottenne. Io l’ho scoperto alcuni anni fa, con un libro pubblicato da Rizzoli che si chiamava Ivan il terribile. Mi ricordo che c’erano dentro Amici, la musica di Mariah Carey e dei Tokio Hotel; sono rimasto colpito dal fatto che i personaggi di quel romanzo parlavano come me. Quest’anno, dopo un periodo di silenzio, è uscito per Bompiani L’inconveniente di essere amati, il racconto di un cantautore, Paride, che torna da Milano nel luogo dove è nato, in Abbruzzo. Dopo averlo letto ho chiesto ad Alcide di concedermi un’intervista; volevo capire come si pone uno che scrive in quel modo. Abbiamo fatto una videochiamata su Facebook; lui era seduto sul divano in una felpa extralarge e ha risposto alle mie domande con una spontaneità che mi lasciava spesso disarmato. Allora ho pensato che la grandezza di un autore sta in questo: nel fatto che non mette alcun filtro, nel fatto che è le storie che racconta. Continua a leggere

Dialoghi con Anchise – Walter Siti (seconda parte)

La letteratura deve avere uno scopo? Come cambia la vita vincere il Premio Strega? E l’invidia per i colleghi o l’ambizione influenzano il modo di scrivere? E che consiglio può dare agli aspiranti scrittori?
Questo e anche molto altro nella seconda parte dell’intervista a Walter Siti (qui trovate la prima) per il progetto Dialoghi con Anchise: una vera e propria lezione di letteratura.
Potete anche scaricare la versione integrale per leggerla su altri dispositivi:  PDF  MOBI – EPUB

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Dialoghi con Anchise – Walter Siti (prima parte)

Diamo il via al progetto Dialoghi con Anchise, un ciclo d’interviste letterario-generazionali agli scrittori italiani più influenti degli ultimi vent’anni. Avevamo illustrato il progetto in questo articolo. Non si poteva che iniziare da un maestro: ecco dunque l’intervista a Walter Siti, a cura di Michele Maestroni e Pierpaolo Moscatello. Di seguito la prima parte; la seconda è già disponibile QUI.
Potete anche scaricare la versione integrale per leggerla su altri dispositivi:  PDF  MOBI – EPUB

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Storia putativa del più inconsueto romanziere americano vivente

Topeka School, Ben Lerner
(Sellerio, 2020 – trad. di M. Testa)

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Alcuni anni fa mi sono imbattuto in un libro che in quel momento era al centro di una tempesta di commenti, e mentre leggevo, steso sul letto di camera mia, attento a maneggiare il volume con cura per non rovinare la carta vergata degli spigoli, non lo sapevo. Mi approcciavo alla narrativa, e cerco di farlo ancora, con la maggiore purezza possibile: solo nella mia bolla, leggevo e basta, estraneo a quello che si diceva. Il libro si chiamava Nel mondo a venire, l’aveva scritto Ben Lerner, un americano; pochi mesi dopo l’avevo già dimenticato.

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