L’abito come habitus e la fluidità di genere in “Orlando”, di Virginia Woolf

«Moda: Io sono la Moda, tua sorella.
Morte: Mia sorella?
Moda: Sì, non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità?»
(Dialogo della Morte e della Moda, in Operette Morali, 1827, Giacomo Leopardi)

Virginia Woolf ha sempre intrattenuto un rapporto molto ambiguo con Orlando: nonostante lo considerasse un divertissement scritto in regime di spensieratezza vacanziera (lo definiva infatti il frutto di una writer’s holiday), era un romanzo a cui teneva molto, sia perché lo dedicò a Vita Sackville-West – sua cara amica e amante – sia perché fu il primo testo che il pubblico inglese accolse con vivo calore. A distanza di quasi un secolo, Orlando continua a fornire interessanti spunti di riflessione, più che mai attuali.

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Vanni Santoni racconta “I fratelli Michelangelo”

A metà marzo è uscito per Mondadori I fratelli Michelangelo, l’ultima fatica di Vanni Santoni, scrittore energico e poliedrico, direttore della narrativa per Tunué, redattore per varie riviste e testate giornalistiche, insegnante per la Scuola del Libro. In breve, la trama del romanzo è questa: Antonio Michelangelo, ormai anziano, chiede ai figli di andarlo a trovare nella sua casa a Vallombrosa, con la prospettiva che possa essere, forse, l’ultima volta. Rispondono all’appello quattro figli su cinque: Enrico, Louis, Cristiana e Rudra, di cui si narrano le vite, tutte molto diverse tra loro. Nell’intervista-fiume che segue, la più esaustiva finora redatta sui Fratelli Michelangelo, Vanni Santoni non solo racconta  la genesi del romanzo, ma anche tanti interessanti retroscena. In fondo è disponibile anche il link per scaricare il documento in .pdf. Non è necessario aggiungere altro, se non: buona lettura!

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La notte dell’uccisione del maiale, di Magda Szabó

La notte dell’uccisione del maiale, Magda Szabó
(Edizioni Anfora, 2018 – trad. Francesca Ciccariello)

In Lezioni di Letteratura (1982), Vladimir Nabokov – parlando della Metamorfosi di Franz Kafka – spende due parole sul concetto di realtà, affermando che quando l’esistenza oggettiva diventa «un guscio rotto e vuoto» a causa della realtà soggettiva eccessivamente influente, l’unico modo per ricomporla è prendere «diversi mondi individuali, mescolarli bene insieme, raccogliere una goccia di questa miscela e chiamarla realtà oggettiva»; è la stessa operazione, difficoltosa e edificante insieme, che Magda Szabó richiede al lettore della Notte dell’uccisione del maiale (Edizioni Anfora, 2018), chiamato a ricostruire le vicende di una storia familiare fondata su quella particolare avversione profonda che, come il tartaro attaccato alle gengive, si indurisce sempre più col passare del tempo: il rancore.
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“Boy Erased”: la vita cancellata di Garrard Conley

Boy Erased – Vite cancellate, Garrard Conley
(Blackcoffee, 2018 – trad. Leonardo Taiuti)

La Bible Belt – letteralmente ‘cintura della Bibbia’ – è un’area degli Stati Uniti centrali (comprendente l’Arkansas, l’Oklahoma, il Mississipi e altri stati) caratterizzata dall’elevata presenza di fedi religiose di stampo protestante-puritano, quali il battismo, il presbiterianesimo, luteranesimo, pentecostalismo, e chi più ne ha più ne metta – non bastano le dita di entrambe le mani per enumerarle tutte. Ad oggi il rapporto tra queste religioni fondamentaliste conservatrici e temi socio-etici delicati come l’omosessualità è molto variegato, oltre che complesso; da qui l’interesse per Boy Erased – vite cancellate, memoriale attraverso cui Garrard Conley narra la sua esperienza presso Love in Action, struttura dedicata al riorientamento sessuale.

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“Shakespeare and Company”: i ricordi della libreria più famosa del mondo

Shakespeare and Company, Sylvia Beach
(Neri Pozza, 2018 – trad. di E. Spagnol Vaccari)

Nel 1919, la Hogart Press di Virginia Woolf dava in pasto al pubblico i Poems di T.S. Eliot; a Praga Franz Kafka scriveva Lettera al Padre, pubblicata poi postuma nel 1952; lì vicino, Sigmund Freud continuava a scandagliare l’animo umano con Il Perturbante. Nella bella Parigi, il 19 novembre dello stesso anno, un’emigrata americana apriva il negozio di libri destinato a diventare il centro catalizzatore della famigerata generazione perduta degli anni Venti, la stessa che Hemingway celebrò in Festa Mobile, e di cui faceva parte. La libreria si chiamava Shakespeare and Company, la proprietaria Sylvia Beach. Continua a leggere

Sbocciare una seconda volta: “Ricrescite”, di Sergio Nelli

Ricrescite, Sergio Nelli
(Tunué, 2018)

Nella prosa Infatuazioni (Gli immediati dintorni, 1962) Vittorio Sereni riflette sulla morte di una persona cara e su come questa abbia esercitato su di lui un profondo bisogno di ricominciamento, sia nei confronti dei luoghi che l’amico abitava, sia da tutto il resto situato «ben oltre il paesaggio». La stessa sottesa necessità insorge in Sergio, l’io narrante di Ricrescite, scaturendo però da un movimento logico opposto: non è a causa della morte che le cose del mondo devono essere ridefinite, ma è accompagnando lo sbocciare della vita che il protagonista viene ri-educato a percepire la realtà circostante, e questo succede ricrescendo con il proprio figlio, Federico.
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Furland®: tra farsa e fraintendimento nel Friuli di Tullio Avoledo

Furland®, Tullio Avoledo
(Chiarelettere, 2018)

furland avoledoUn tizio barbuto abbastanza famoso una volta disse che la Storia si ripete sempre due volte; la prima come tragedia, la seconda come farsa. A dispetto delle apparenze, non è facile dare una valida interpretazione del tema a cui questa frase strizza l’occhio, ossia quello della spettacolarizzazione del dramma. Con la disinvoltura di chi entra con le mani in tasca in un locale sconosciuto, è Tullio Avoledo che – scrivendo Furland® – riesce a dare forma e sostanza alla particolare enfasi che connota il termine farsa sopracitato. Continua a leggere

L’uomo trema, ma non desiste

L’uomo che trema, Andrea Pomella
(Einaudi, 2018)

andrea pomellaCi vuole coraggio per mettersi a nudo e mostrare tutte le proprie fragilità; ci vuole coraggio per guardarsi dentro, e cercare di capire cosa sono tutti quegli “gnommeri” che si aggrovigliano intorno al proprio animo, ingabbiandolo. Infine, anche se si tratta del proprio benessere, ci vuole coraggio per iniziare una terapia farmacologica impegnativa sia per il fisico sia per la mente, al fine di poter anche solo sussurrare sottovoce che – forse – si è sulla via della guarigione. Questo è il caso che si presenta nell’Uomo che trema, ultimo romanzo di Andrea Pomella edito da Einaudi.

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