La parola al traduttore: Fabio Cremonesi racconta Kent Haruf e “Vincoli”

By Fabio Rinaldi

Fabio Cremonesi è la voce italiana di Kent Haruf, traduttore dall’inglese, dal tedesco, dallo spagnolo e dal catalano, nel 2017 ha vinto il premio della “Lettura” del Corriere della Sera come miglior traduttore dell’anno grazie a Le nostre anime di notte. È da poco arrivato in libreria Vincoli per NN Editore, il primo libro, in ordine cronologico, di Kent Haruf. Ce ne parla Fabio Cremonesi perché, si sa, non esiste critico letterario migliore del traduttore stesso. Continua a leggere

Perché ci ostiniamo: una chiacchierata col traduttore Fulvio Ferrari

Fulvio Ferrari è un germanista e scandinavista attualmente in carica come docente di Filologia Germanica presso l’Università di Trento. Parallelamente all’insegnamento, esercita il mestiere di traduttore dal 1982, volgendo in italiano testi di lingua norvegese, svedese, tedesca e nederlandese. Ha tradotto numerose opere per varie case editrici: Mondadori, Lindau, ma soprattutto Iperborea. L’abbiamo contattato per chiedergli di parlarci della sua più recente uscita Iperborea, vale a dire Perché ci ostiniamo dell’autore svedese contemporaneo Fredrik Sjöberg (luglio 2018).

Continua a leggere

Quattro chiacchiere con Marco Rossari su “Sotto il vulcano” di Malcolm Lowry

Marco Rossari, autore e traduttore, candidato allo Strega 2017 con Le cento vite di Nemesio (Edizioni e/o) e appena uscito in libreria con il suo nuovo romanzo Nel cuore della notte (Einaudi), ha recentemente ritradotto per Feltrinelli Sotto il vulcano di Malcolm Lowry. A proposito della traduzione di questa “Divina commedia ubriaca” lo abbiamo intervistato al Salone del Libro di Torino.

Protagonista del romanzo è un ex console britannico di stanza a Quauhnahuac, città fittizia ispirata a Cuernavaca, straziato dall’amore e dall’alcol. A far compagnia al console troviamo la ex moglie, tornata a fargli visita dopo averlo tradito, il fratellastro che ha avuto una storia con la moglie e un amico regista. Un continuo gioco di specchi, deliri alcolici, echi letterari e cinematografici che danno voce a un capolavoro del novecento. Continua a leggere

La letteratura lettone e il lavoro della traduttrice: intervista a Margherita Carbonaro

Da poche settimane è in libreria Il latte della madre di Nora Ikstena (Voland), una delle prime opere lettoni ad approdare sul mercato italiano. La traduzione del romanzo è stata curata da Margherita Carbonaro, germanista legata alla Lettonia per storia famigliare oltre che professionale e già traduttrice di Come tessere di un domino di Zigmunds Skujins, pietra miliare del Novecento lettone pubblicata recentemente da Iperborea.
Abbiamo chiacchierato con lei sul ruolo de Il latte della madre nell’oceano da noi totalmente insondato della letteratura lettone e, in generale, sul lavoro di traduttrice.

Continua a leggere