Il Nobel per la Letteratura esiste ancora: ma è davvero necessario?

Dopo gli scandali sessuali che hanno sconvolto l’Accademia di Svezia, giovedì torna il Premio Nobel per la Letteratura. L’anno scorso non è stato assegnato (quest’anno doppia assegnazione), eppure la gente non ha smesso di leggere, gli autori di pubblicare, i critici di commentare e i libri esistono ancora. Insomma, pare che la letteratura sia sopravvissuta. Incredibile, no?
La domanda che mi sorge allora è: serve davvero a qualcosa? Il Nobel per la Letteratura è ancora necessario? (sempre che mai lo sia stato) Continua a leggere

Quando Borges stava per vincere il Nobel (e c’era anche Tolkien)

In questi giorni, l’Accademia di Svezia ha autorizzato l’accesso agli atti dell’edizione 1967 del Premio Nobel alla letteratura, vinta poi dal guatemalteco Asturias. È il più recente anno desegretato – poiché, da regolamento, è necessario che passino cinquant’anni – e sono emerse interessanti sorprese.

Settanta gli autori candidati, e troviamo nomi che ben conosciamo. Continua a leggere

Il discorso di Grazia Deledda al conferimento del Nobel

Ricordare Grazia Deledda è un atto dovuto. Troppo spesso non lo fanno i libri di testo né i programmi scolastici né i più attenti professori di lettere nei licei. Ricordo che in cinque anni di liceo classico, mai uno dei miei professori ha parlato di Grazia Deledda. Del primo Novecento italiano si è trovato tempo e occasioni per spiegare Emilio Cecchi, Sergio Corazzini, Emilio Praga, Camillo Sbarbaro, eppure mai una parola per la scrittrice sarda.

Gli stessi editori ancora oggi trascurano la sua opera. Continua a leggere

Perché la scelta di Ishiguro mostra tutti i limiti del Nobel

Ieri avevo ventilato l’ipotesi che finalmente potesse vincere l’Italia, con Magris. Ci speravo, un po’ ci credevo, ma al tempo stesso sapevo che non sarebbe stato facile. Ma non è per questo che la scelta dell’inglese Ishiguro mi ha deluso. Se i tanti, che hanno letto Non lasciarmi o Quel che resta del giorno, stanno esultando per la sua vittoria, io resto perplesso, perché laureare Nobel Kazuo Ishiguro è l’ennesima prova dei limiti evidentissimi di una istituzione culturale quale quella del Nobel.

Provo a spiegare perché, a mio parere, il Nobel alla letteratura stia perdendo sempre più credibilità, ingolfato da una serie di limiti di cui non riesce a liberarsi, malgrado ogni tentativo. Continua a leggere

Nobel alla letteratura: domani vincerà Claudio Magris?

E se domani vincesse Claudio Magris? E se a vent’anni esatti dall’ultima volta, il Nobel tornasse (finalmente!) in Italia? Ho questa sensazione, chissà. Ed è anche una eventualità che mi renderebbe estremamente felice.
Ma perché? Ci sono basi reali e sostanziali che possono rendere plausibile la mia sensazione? La risposta è sì. E anzi, vi dirò sette validissimi motivi perché secondo me può accadere davvero.

    1. Il momento di premiare l’Italia è scattato già da tempo

Carducci, 1906; Deledda, 1926; Pirandello, 1934; Quasimodo, 1959; Montale, 1975; Fo, 1997. In media 18 anni separano la vittoria di un Nobel italiano da un’altra e dal 1997 a oggi sono già 20 anni.
Anche allora, alla fine del millennio, era atteso il ritorno del Nobel in Italia, a 22 anni da Montale, tuttavia non era Fo il favorito, tutti si attendevano che, qualora fosse stata premiata l’Italia, a essere insignito sarebbe stato Mario Luzi. Al nome di Fo la società italiana si spaccò: Rita Levi Montalcini asserì di non conoscerlo, per Carlo Bo la scelta era incomprensibile, per Albertazzi il teatro non è letteratura e per lo stesso Luzi la sua vittoria era uno schiaffo alla cultura italiana.
Beh, sono passati vent’anni, e oggi, come allora, ci attendiamo che finalmente il momento sia giunto. I tempi ormai sono maturi, e anzi, stando alla statistica, siamo anche in ritardo di due anni.

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Svelati i retroscena del Nobel alla letteratura del 1966. Sappiamo finalmente cosa accadde.

Curiosità, colpi di scena, nomi noti e molti italiani.
Chi stava per vincere il Nobel del 1966.

Desegretata in questi giorni la lista delle candidature al Nobel per l’anno 1966. Ricordiamo infatti che devono passare cinquant’anni per poter conoscere le candidature. Il segreto è stato tolto e ora possiamo sapere tutto ciò che è accaduto quell’anno.

Vi avevamo già parlato in un lungo dossier dei tanti italiani che erano stati candidati dal 1901 al 1965. Scopriamo ora, dai nomi proposti per il 1966, che alla lista si aggiungono nomi nuovi. Furono infatti ben 5 gli autori italiani proposti quell’anno (e solo uno di loro avrebbe poi effettivamente vinto). La vittoria sarebbe poi andata al poeta israeliano Yosef Agnon e alla poetessa tedesca-svedese Nelly Sachs. Ma procediamo con ordine esaminando interamente le candidature, tra nomi noti, futuri vincitori e sorprese. Ecco tutto quanto c’è da sapere Continua a leggere

A chi il Nobel? Tutto quel che c’è da sapere per non arrivare impreparati

Procediamo con ordine…

1. IL NOBEL ALLA LETTERATURA A UN ITALIANO, È POSSIBILE?
E se fosse la volta buona perché il Nobel alla letteratura tornasse in Italia? Il nostro paese l’ha vinto per sei volte, in media il tempo passato tra un Nobel e l’altro è di circa 17 anni: 25 anni l’attesa maggiore (tra Pirandello e Quasimodo), 8 la minore (tra Deledda e Pirandello). Diciasette anni in media, dicevamo. Beh, da Fo ad oggi sono passati 19 anni, diciamo che per una certa logica statistica, potrebbe capitare da un momento all’altro (o meglio, da un anno all’altro).

Magris il favorito numero uno, Elena Ferrante la possibile sorpresa, Dacia Maraini dietro di loro a concludere il terzetto dei papabili nostrani. Continua a leggere

Il grande dramma americano!

Delusione, ma soprattutto, come nel loro stile, rabbia, frustrazione, un mare di creazioni retoriche per giustificare l’onta, lo smacco. Gli Stati Uniti non amano essere secondi, figuriamoci che terzi, quarti o ultimi. Non possono, è nella loro identità, non possono permettere che la bandiera a stelle e strisce non svetti ovunque. Sono in cima nella politica, nell’economia, nella potenza militare, nell’industria, nel cinema, nello sport, come accettare, allora, che stessa cosa non accada anche nella letteratura? Come accettare che il Nobel non vesta americano dal lontano 1993? Continua a leggere

Sinclair Lewis, il Nobel che nel 1935 ha profetizzato Donald Trump

Sinclair Lewis è stato il primo statunitense a vincere il premio Nobel, nel 1930.
“Per la sua arte descrittiva vigorosa e grafica e per la sua abilità nel creare, con arguzia e spirito, nuove tipologie di personaggi” recita la motivazione.
Da queste parole s’intuiscono solamente le originali peculiarità della sua opera: lo straordinario genio di Lewis ne risulta addirittura minimizzato. Continua a leggere

Negli archivi del Nobel alla Letteratura: tutti gli italiani candidati

Abbiamo studiato gli archivi del Nobel per la letteratura, dal 1901 fino al 1967, ultimo anno desegretato (devono passare 50 anni). Abbiamo analizzato tutte le candidature col fine di individuare tutti gli autori italiani candidati.
Le scoperte che abbiamo fatto sono state incredibili: dal Nobelarkivet dell’Accademia Svedese emerge che nei soli primi 66 anni furono ben 35 gli italiani proposti. Ad affiancare i più noti, molti altri nomi curiosi, inaspettati od ormai dimenticati: filosofi, storici, scrittori dialettali, orientalisti oltre a romanzieri e poeti, e quattro letterati, addirittura, di cui non siamo riusciti a scoprire nulla.
Vi dicono qualcosa i nomi di Angelo de Gubernatis o Giovanni Schembari?
Ma procediamo con ordine. Continua a leggere