Quando l’Adorazione si trasforma in violenza: l’esordio di Alice Urciuolo

Adorazione, di Alice Urciuolo
(66thand2nd, 2020)

Per i fan di Skam Italia non suonerà certo nuovo il nome di Alice Urciuolo, una delle sceneggiatrici della terza stagione della popolarissima serie. Chi ha seguito con passione le avventure dei giovani protagonisti leggerà avidamente Adorazione, il debutto come romanziera dell’autrice edito da 66thand2nd.

Come nella serie, infatti, i protagonisti di Adorazione sono un gruppo di adolescenti. Ci sono Diana, studiosa, introversa e costretta a convivere con una antiestetica voglia sulla coscia, Vera, meno indipendente di quello che appare, Vanessa,  a cui forse la sua relazione perfetta con Gianmarco comincia a stare un po’ stretta, e poi ancora Giorgio, Christian e altri. Tutti orbitano nei dintorni di una Latina in cui l’apologia fascista è quasi la norma e affrontano una più o meno dolorosa educazione sentimentale nel corso di un’estate particolare.

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“I più grandi” musicisti della Guinea Bissau e le loro storie

I più grandi, Sylvain Prudhomme
(66thand2nd – trad. di A. D’Elia)

Siamo nella Guinea Bissau, una terra politicamente instabile, calda e colorata. Couto suona nei Super Mama Djombo, una band “sovversiva” che ha fatto la sua fortuna negli anni ’70. Ora non è più il chitarrista giovane e forte di un tempo, come non sono più giovani e forti i suoi compagni, ma i Super Mama Djombo rimangono un’istituzione e gli appassionati continuano a frequentare i concerti, le loro canzoni vengono mandate continuamente in radio, anche se una parte dei membri del gruppo originale si è allontanata per cercare fortuna fuori dalla Guinea Bissau.

I più grandi racconta una giornata nella vita di Couto: la sera ci sarà un grande concerto, l’evento che riunirà i vecchi e i nuovi membri, ma la giornata comincia nel peggiore dei modi, con una notizia destinata a sconvolgere la vita della band e dei suoi innumerevoli fan. Dulce è morta. Dulce, la celebre cantante del gruppo, che ha lasciato i Super Mama Djombo per assecondare la stabilità di un matrimonio conveniente, ma che è stata anche l’anima e il cuore della band, la ragione del loro successo. Dulce, il primo grande amore di Couto, mai dimenticato del tutto.

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“Kintu”, la saga di una nazione

Kintu, Jennifer Nansubuga Makumbi
(66thand2nd, 2019 – trad. E. Benghi)

kintuEra da tempo che un libro non mi immergeva in un mondo e in una storia come è riuscito a fare Kintu, il romanzo d’esordio dell’ugandese Jennifer Nansubuga Makumbi. L’autrice ha conseguito un dottorato in scrittura creativa alla Lancaster University nel Regno Unito, questo romanzo è la sua tesi ed è stato pubblicato per la prima volta nel 2014. Dal 2019 Kintu è disponibile anche nelle librerie italiane, nelle traduzione di Emilia Benghi, per 66thand2nd. Continua a leggere

Immagini impietose di un “Tropicario italiano”

Tropicario italiano, Fabrizio Patriarca
(66than2nd, 2020)

51RnAVoS7KLImmaginate le calde spiagge delle Maldive, il mare limpido di Bora Bora, i templi suggestivi di Bangkok. Pensate ai resort australiani, alle gite in barca nelle isole Mauritius, ai safari in Tanzania. E ricordatevi quell’odioso imperativo di dover godere al massimo di ogni esperienza, di ridere, essere felici, provare cose nuove e farsele piacere. Ricordatevi il lato oscuro della vacanza: l’obbligo della felicità.

Patriarca ha girato il mondo in Alitalia – dopo aver introiettato la cultura aziendale del padre, è difficile cambiare compagnia – e ne propone un affresco ironico e cinico. Continua a leggere

Casa di foglie, la letteratura ergodica e il senso della pagina scomposta

Casa di foglie, Mark Z. Danielewski
(66thand2nd, 2019 – trad. S. Reggiani e L. Taiuti)

 

9788832970944_0_0_626_75Quando ho sentito parlare di Casa di foglie la prima volta, il libro era già fuori commercio. Gli appassionati più testardi potevano pensare di acquistarlo su Amazon a cifre improponibili, centinaia di euro per un unico volume, o provare a reperirlo direttamente in inglese.
Se c’è però un romanzo che non consiglierei a nessuno di leggere in una lingua di cui non si ha perfetta e naturale padronanza, questo è proprio Casa di foglie: troppo complesso, troppo lungo, troppo folle per rischiare di perdersi qualche dettaglio lungo il cammino. È una lettura che richiede pazienza, e da più fronti: la pazienza del lettore, che deve vincere il timore del muro di carta per farsi trascinare nella lettura; quella dello scrittore, che senza ombra di dubbio vi ha perso dietro tempo, sonno e sanità mentale, e quella dei traduttori, a cui va il merito di aver trasposto in italiano un geniale delirio artistico e letterario, che trova un suo senso proprio attraverso la padronanza del linguaggio (e dello spazio fisico della pagina). Continua a leggere

Ricette semplici per storie complesse

Ricette semplici, di Madeleine Thien
(66thand2nd, 2019 – trad. di M. Baiocchi e A. Tagliavini)

 

519tUTBBSzLUna bambina osserva affascinata il modo in cui il padre cucina il riso. Lei è canadese, lui è immigrato dalla Malesia, e a dividerli c’è un abisso intergenerazionale, oltre che linguistico. Lei lo ama anche se lui è imperfetto: qualche volta estremamente violento, altre semplicemente suo complice. Un uomo capace al tempo stesso di fare miracoli in cucina, insegnando con pazienza come replicare i suoi piccoli capolavori culinari, e di frustare a sangue il suo stesso figlio.

Questo intenso racconto dà il titolo all’intera raccolta: Ricette semplici è la più breve e la più autentica delle storie narrate, una pillola di odio e d’amore che nella sua semplicità sembra assumere dei contorni quasi reali. Ciò è tanto più vero se si considera che la stessa autrice, Madeleine Thien, è figlia di due malesi emigrati a Vancouver. Ricette semplici  è stata la sua opera d’esordio, anche se in Italia l’abbiamo conosciuta prima attraverso i suoi successivi romanzi (per citare qualche titolo, basti pensare a Non dite che non abbiamo niente e l’Eco delle città vuote, entrambe edite dalla casa editrice 66thand2nd). Continua a leggere

Le memorie dell’ultimo schiavo

Barracoon, di Zora Neale Hurston
(66thand2nd, 2019 – trad. S. Antonelli) 

 

BarracoonZora Neale Hurston ha conosciuto Cudjo nel 1927, nell’ambito di uno studio sociologico e antropologico sulla cultura afroamericana. Giovane e promettente studiosa, la Hurston al tempo collaborava ancora con il suo mentore Frenz Boas, il padre dell’antropologia americana: era stato lui a insistere per farle ottenere una borsa di studio, al fine di raccogliere informazioni storiche sul folklore nero e per trascrivere la testimonianza di quello che era considerato l’ultima vittima della tratta atlantica degli schiavi africani, Cudjo. Continua a leggere

“Il taglio” nelle piccole vite degli uomini: la Brexit secondo Anthony Cartwright

Il taglio, Anthony Cartwright
(66thand2nd, 2019 – trad. R. Duranti)

 

il taglioLa rabbia e il risentimento sono ovunque. Risiedono nel cuore delle colline sventrate dalle miniere di carbone, corrono agili e si diffondono lungo i canali usati per il suo trasporto; abitano, infine, le vite di tutti coloro che col carbone o con altri mestieri dal colore meno allegorico si sporcano la vita e che hanno imparato negli ultimi decenni a disprezzarsi. Sepolto l’orgoglio, i membri della working-class si sono condannati a un’esistenza di opposizione sterile e invidiosa nei confronti di chi – credono – regge il paese ed è responsabile delle loro vite e dei loro mali. Questa è l’Inghilterra profonda di Anthony Cartwright.

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“La stagione delle prugne”: lo sguardo dell’Africa sul Novecento

La stagione delle prugne, Patrice Nganang
(66thand2nd, 2018 – trad. di M. Lapenna)

61811r8i9dLPatrice Nganang è un autore tanto apprezzato in Francia (Prix Marguerite Yourcenar) quanto osteggiato nel suo paese d’origine: in Camerun, infatti, è stato incarcerato e privato dei diritti civili per aver osteggiato il regime. Pur costretto all’esilio, Nganang non rinuncia al legame con la sua patria. Come in altre sue opere, anche la La stagione delle Prugne (pubblicato a novembre) parla della sua terra.

In particolare questo corposo romanzo muove dalla pregevole volontà di affrontare la Grande Storia del Novecento dalla prospettiva africana, e in particolare camerunese. Della Seconda Guerra Mondiale abbiamo letto e visto di tutto, ma forse non abbiamo mai abbracciato il punto di vista africano, dei popoli colonizzati e sacrificati in prima linea nelle file dei grandi imperi europei. Sono i grandi esclusi della storia. Continua a leggere

“La custodia dei cieli profondi” e il Matto che se ne assume l’onere

La custodia dei cieli profondi, Raffaele Riba
(66thand2nd, 2018)

 

La custodia dei cieli profondiGabriele nella sua vita è stato un figlio, un fratello, un custode, forse persino un padre. Ora è il Matto, e da matto ci racconta la storia sua, della sua famiglia e di quel “pianeta periferico” chiamato Cascina Odessa, che in realtà non è altro che una casa costruita dal nonno, lontano dalle grandi metropoli e dalla vita cittadina. Qui si consumano le tre fasi dell’esistenza di un uomo che nella sua intelligenza e sensibilità non riesce comunque ad abbandonare le radici su cui è cresciuto, nonostante il resto del mondo muti e si evolva in qualcosa di nuovo e distante. Continua a leggere