Cosa è umano e cosa no: L’invenzione degli animali di Paolo Zardi

L’invenzione degli animali, Paolo Zardi
(2019, Chiarelettere)

paolo-zardi-linvenzione-degli-animali-9788832961799-4-300x466Anno 2035, minimo. La Ki-Kowy è un’azienda onnipotente e onnicontrollante che da sola è in grado di decidere il futuro dell’uomo e del mondo. Quattro giovani promettenti – Lucia e il suo fidanzato Patrick, Marianne con Tibor – vengono arruolati per far parte di questo sfavillante e ambizioso progetto globale. Lucia viene affidata a un laboratorio di ibridazione genetica: lo scopo è creare ibridi animale-uomo per avere un allevamento (o una coltura) smisurato di organi da trapiantare. L’imperativo: ottenere la chiave per la vita eterna. Continua a leggere

Immaginario fiabesco e apocalisse in Alessandro Bertante

Pietra nera, Alessandro Bertante
(nottetempo, 2019)

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Pietra nera è il secondo volume di una trilogia, ma non è necessario saperlo. Non ho letto Nina dei lupi, primo capitolo della saga di Piedimulo, e questo non mi ha precluso la possibilità di appassionarmi a Pietra nera e di comprendere e apprezzare la storia che viene raccontata.
Non ho usato casualmente i termini “appassionarmi” e “storia”: ciò che subito emerge dal romanzo è la grande abilità narrativa di Bertante, capace di raccontare una storia pura, di narrare finanche con un respiro epico e dovizia di dettagli tumultuose scene di battaglia, di assedi, di duelli. L’opera è composta dunque da una trama avvincente, un ritmo frenetico e una lingua che agevola la lettura. Si tratta di caratteristiche che spesso, secondo un pregiudizio tutto italiano, fanno tacciare un romanzo di anti-letterarietà – vai a capire perché, poi – e di altre fantasiose definizioni (L’amica geniale è diventata per molti una soap opera, ad esempio). Bertante – grazie a Dio – non si lascia persuadere da simili fandonie: Pietra nera è un romanzo tanto avventuroso quanto letterario. Continua a leggere

La distopia prima della distopia: origini di un genere piuttosto in voga

Ormai le distopie sono ovunque, la letteratura ne è così satura che molti autori di romanzi inerenti al genere attribuiscono alle proprie opere tutt’altra definizione, quasi che l’etichetta di distopia fosse ormai denigrante. Ad esempio, in una recente intervista per illibrario.it, è stato chiesto ad Alessandro Bertante perché definisse utopia il suo ultimo romanzo ambientato in un futuro tutt’altro che positivo, e lui ha risposto, tra le altre cose: “perché l’immaginario distopico è oramai prevedibile e troppo abusato”[1]

In effetti Bertante non ha torto. Anche chi non è solito leggere questo genere sarebbe in grado, senza pensarci troppo, di citare subito il nome di qualche opera letteraria tra quelle pubblicate negli ultimi anni così come tra i grandi classici alla 1984, Fahrenheit 451, Arancia Meccanica, Il mondo nuovo, ecc. Con altrettanta facilità potrebbe citare film, serie-tv, graphic novel, che al pari del romanzo e del racconto sono stati penetrati dalla corrente distopica. Quel che invece è meno risaputo è quale sia l’origine del genere. Continua a leggere

“Materia”, il romanzo per chi non ama le letture a senso unico

Materia – la fuga degli elementi, Jacopo La Forgia
(Effequ, 2019)

Materia_NewCover03Materia – la fuga degli elementi è l’esordio targato effequ di Jacopo La Forgia, classe 1990, fotografo, precedentemente apparso su riviste del calibro di Cadillac Magazine e CrapulaClub. Si tratta di un libretto molto agile con una testa di elefante sommersa per metà in copertina, alle spalle la sagoma di una città e una falce di luna in un cielo color terra. Lo diciamo subito: non è un romanzo adatto a chi ama la linearità e desidera riporre un volume con la certezza di aver disambiguato ogni interrogativo. Continua a leggere

“Genesi 3.0”: tra distopia e romanzo di formazione

Genesi 3.0, Angelo Calvisi
(NEO, 2019)

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Non si sa cosa sia successo al mondo né in quale sua parte ci troviamo o quando. In principio c’è un bosco, una vita selvaggia, e un ragazzo, Simon. Ignoriamo chi sia e da dove provenga, neppure lui sembra saperlo. Vive con il Polacco, uomo rude, spesso inclemente con lui, ed è l’unico a conoscere – forse – la verità sul passato di Simon, sui suoi genitori e su quello che l’ha portato fin lì. Vivono soli ai margini del mondo, un mondo che capiamo presto essere diverso dal nostro. Qualcosa è accaduto. Non ci sono coordinate capaci di farci orientare in esso. È del tutto irriconoscibile.

Così ha inizio Genesi 3.0, il romanzo che rappresenta il ritorno alle pubblicazioni delle eccellente NEO edizioni dopo alcuni mesi. E che riporta in libreria Angelo Calvisi, dopo Adieu mon Coeur (Casa Sirio, 2016), un romanzo di formazione e insieme d’amore molto particolare.

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Il futuro distopico che ci attende: l’Italexit secondo Sergio Rizzo

02.02.2020. La notte che uscimmo dall’euro, Sergio Rizzo
(2018, Feltrinelli)

61QCiRyyTRLIl nome di Sergio Rizzo è certo associato al giornalismo e all’inchiesta politica. Stupirà in molti scoprire che, invece, con 02.02.2020. La notte che uscimmo dall’euro Rizzo si avvicina, forse come mai prima d’ora, alla narrativa, con un’opera che potremmo definire di distopia fantapolitica, dove di fantasioso, tuttavia e ahinoi, c’è davvero poco. Siamo in Italia, tra un anno, negli ultimi mesi del 2019. Il governo giallo-verde sta portando avanti il proprio programma. Ai due viceministri sembra sia giunto il momento di attuare il cosiddetto “Piano B”: uscire dall’euro segretamente e in un weekend. Le conseguenze saranno disastrose. Continua a leggere