Se una lingua ha tendenze suicide? L’ultimo romanzo di Adrián Bravi

L’idioma di Casilda Moreira, Adrián N. Bravi
(Exorma, 2019)

BRAVI_Cop_DEF.qxp_Layout 1Adrián N. Bravi è argentino e vive a Recanati, dove lavora come bibliotecario. È ormai da più di una decina d’anni che scrive in italiano; facendolo anche piuttosto bene, a giudicare dalla sua ultima fatica letteraria. Ne L’idioma di Casilda Moreira il possesso della lingua è sicuro, la danza scrittoria condotta con maestria, la trama accattivante: tutto concorre alla costruzione di un libro piacevolissimo che non trovo motivo di sconsigliare ad alcuno. Continua a leggere

Schizzi di realtà potenziale: “I sogni di un digiunatore” di Paolo Albani

I sogni di un digiunatore e altre instabili visioni, Paolo Albani
(Exorma, 2018)

Albani_COP_sitoNon è facile cominciare a parlare di un libro tanto sfuggente e tanto insistentemente diverso. Il racconto, già di per sè, è una forma narrativa destinata a lasciare molte domande aperte, ad adombrare più che a rivelare il suo spirito e la sua essenza. Se poi, come ne I sogni di un digiunatore, i racconti assumono la forma di brevissimi schizzi di realtà, di avanzi e ossicini rubati alla tavola imbandita del possibile, senza nessuna pretesa di coerenza nè – figuriamoci! – di senso, allora il primo approccio non può che lasciare disorientati. Il lettore è costretto bruscamente e in maniera ineludibile a compiere una concessione preliminare: stare al gioco che Paolo Albani suggerisce, abbandonandosi alla leggerezza di una comicità ora più colta, ora più popolaresca e surreale, ma sempre assolutamente priva di ogni morale, motivo o rilevanza.

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Perdersi tra le vie di “Barcelona desnuda”

Barcelona desnuda, di Amaranta Sbardella
(Exòrma Edizioni, 2018)

Barcellona, Raval. Un giovane stagista è impegnato nella disperata ricerca di alcune schede, da lui stesso minuziosamente compilate, con cui da giorni lavora alla catalogazione e all’archiviazione di opere letterarie inerenti alla città di Barcellona. Mancano all’appello quelle dedicate ad alcuni dei più significativi personaggi della letteratura spagnola: da Pepe Carvalho, l’arguto detective della saga di Montalbán, fino alla piccola Cecìlia di Via delle Camelie, passando per Andrea, protagonista di Nada – ma anche il gatto Belzebù, la “Colombella” Natàlia e tanti altri. Al di là della disperazione dello sfortunato stagista, la fuga dal catalogo della biblioteca è un gesto di noncurante anarchia con cui i grandi nomi della narrativa spagnola intendono riappropriarsi della loro libertà, disperdersi tra le vie di Barcellona e lasciarsi travolgere dalle sue metamorfosi, dalla sua atmosfera, dai ricordi dei tempi passati. Continua a leggere