Il tabù dell’amore senile e la poetica dell’invecchiamento in “Doppio vetro”

Doppio vetro, Halldóra Thoroddsen
(Iperborea, 2019 – Trad. Silvia Cosimini)

20190402113954_cover-doppiovetro“Una sottile tensione in questa donna di città, un brivido di benessere dietro il doppio vetro”. (pag. 9)

La primissima pagina di questo romanzo sembra condensare in due righe (quasi) tutto quello che ci serve sapere della sua protagonista. Doppio vetro racconta la vecchiaia di una donna islandese, vedova, nostalgica e pensierosa. E lo fa con una impressionante delicatezza, che non mira a nascondere i conflitti di questa età dell’uomo, bensì a mostrarli in una luce differente. Si tratta del primo romanzo della Thoroddsen tradotto in Italia, vincitore del Premio della letteratura femminile islandese (2016) e del Premio letterario dell’Unione Europea (2017). Continua a leggere

Il sincretismo cristiano-pagano nelle leggende islandesi

Di tutti i paesi scandinavi, probabilmente l’Islanda è quello che suscita – da sempre – più curiosità. Remoto, piccolo, dominato da una natura aspra, dal ghiaccio e dal fuoco, situato in un’area che la mentalità classica, mediterraneocentrica, ha reputato per lungo tempo inabitabile: una terra di prodigi e creature fantastiche, a metà strada tra le Isole dei Beati e un mondo escluso dalla civiltà europea. Continua a leggere

L’amore e l’Islanda nelle parole di Stefánsson

Storia di Ásta, Jón Kalman Stefánsson
(Iperborea, 2018
– Trad. S. Cosimini)

 

Iperborea Asta

Storia di Ásta, uscito da poco nella traduzione dall’islandese di Silvia Cosimini, è il settimo romanzo di Jón Kalman Stefánsson pubblicato in Italia, preceduto da due trilogie. Con i libri di Iperborea si comincia sempre un po’ così, ci si innamora delle copertine. Impossibile resistere alla grafica dello studio XxY: minimalista, iconica, scandinava. Una di quelle eccezioni in cui si può dire che l’abito fa il monaco, o meglio, contribuisce, perché i libri Iperborea raramente sono una delusione. Sono fatti per restare, sia concretamente come oggetti, sia come parte costruttiva di un discorso culturale di lungo periodo. A volte troppo nordici per il pubblico italiano, riflettono le connotazioni di una terra selvaggia e meravigliosa, lontana dal pittoresco mediterraneo, e un rapporto con la natura ancestrale, intimo e profondo. E così è successo con Stefánsson, attirata all’inizio da una copertina, non ho poi resistito a divorarmi tutta la sua opera. Continua a leggere

Perché ci ostiniamo: una chiacchierata col traduttore Fulvio Ferrari

Fulvio Ferrari è un germanista e scandinavista attualmente in carica come docente di Filologia Germanica presso l’Università di Trento. Parallelamente all’insegnamento, esercita il mestiere di traduttore dal 1982, volgendo in italiano testi di lingua norvegese, svedese, tedesca e nederlandese. Ha tradotto numerose opere per varie case editrici: Mondadori, Lindau, ma soprattutto Iperborea. L’abbiamo contattato per chiedergli di parlarci della sua più recente uscita Iperborea, vale a dire Perché ci ostiniamo dell’autore svedese contemporaneo Fredrik Sjöberg (luglio 2018).

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Libri sotto l’ombrellone – Ircocervo edition

Ogni anno, decine di lettori si aggirano fra gli scaffali delle librerie, leggono recensioni su recensioni, riempiono e svuotano il carrello su Amazon o IBS. In decine di case, prima delle ferie, risuona la fatidica domanda: “Cosa leggo durante le vacanze?”
C’è chi acquista il thriller del momento, chi intende smaltire la propria TBR, chi raccoglie il proprio coraggio e sceglie I fratelli Karamazov.
Chi invece non riesce a decidere, stia tranquillo: qui può trovare cinque titoli (testati e garantiti) da portare in vacanza.

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Niels Lyhne: il ritratto di una e mille nostalgie

Niels Lyhne, Jens Peter Jacobsen
(Iperborea, 2017 – Trad. M. Svendsen Bianchi)

NIELS2Jens Peter Jacobsen doveva essere una persona malinconica. Solo le persone malinconiche sanno descrivere così bene la loro malinconia. E la nostalgia, che è sua parente stretta. E i lettori malinconici sanno rendersi conto di quando una malinconia è raccontata da un proprio simile. Io sono un prototipo di lettore malinconico. Continua a leggere

Isola: alle Far Oer con l’ultimo romanzo Iperborea

Isola
Siri Ranva Hjelm Jacobsen

(Iperborea, 2018, trad. Maria V. D’Avinio)


Nessun uomo è un’isola
diceva nel ‘600 il religioso inglese John Donne, in una frase che Hemingway avrebbe reso celebre. La scrittrice danese Siri Jacobsen, invece, sembra ribaltare tutto. L’isola, le isole del suo romanzo (appena pubblicato da Iperborea), in fin20180212170323_290_coverisola dei conti hanno tante affinità con gli uomini; e soprattutto con la voce narrante di questa storia – alter ego d’ispirazione biografica dell’autrice.
Sono isole permeate da una visione popolare, mitica, magica, che le vede quali galleggianti, che nascono in un giorno e altrettanto velocemente possono scomparire, isole senza una posizione fissa, prive di appartenenza.

“Alcune isole erano solo di passaggio… Venivano dal mare. Altre avevano una loro rotta, erano come uccelli migratori e ricomparivano sempre nello stesso luogo.” Continua a leggere

La letteratura lettone e il lavoro della traduttrice: intervista a Margherita Carbonaro

Da poche settimane è in libreria Il latte della madre di Nora Ikstena (Voland), una delle prime opere lettoni ad approdare sul mercato italiano. La traduzione del romanzo è stata curata da Margherita Carbonaro, germanista legata alla Lettonia per storia famigliare oltre che professionale e già traduttrice di Come tessere di un domino di Zigmunds Skujins, pietra miliare del Novecento lettone pubblicata recentemente da Iperborea.
Abbiamo chiacchierato con lei sul ruolo de Il latte della madre nell’oceano da noi totalmente insondato della letteratura lettone e, in generale, sul lavoro di traduttrice.

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Alla scoperta del nord Europa con le “Fiabe lapponi” di Iperborea

Fiabe lapponi – trad. di B.Berni
(Iperborea)

20160722181000_fiabeSe è vero che ogni lingua riflette la cultura di un popolo, è altrettanto vero che la stessa cultura è riflessa anche dalle leggende più radicate nell’immaginario collettivo di una specifica area geografica. L’Europa è al riguardo una fonte inesauribile e variegata di sistemi mitologici e di antiche radici popolari, che sono arrivate fino a noi talvolta sotto forma di narrazioni orali e che altre volte sono state invece organizzate in vere e proprie fiabe.

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