Alla scoperta del nord Europa con le “Fiabe lapponi” di Iperborea

Fiabe lapponi – trad. di B.Berni
(Iperborea)

20160722181000_fiabeSe è vero che ogni lingua riflette la cultura di un popolo, è altrettanto vero che la stessa cultura è riflessa anche dalle leggende più radicate nell’immaginario collettivo di una specifica area geografica. L’Europa è al riguardo una fonte inesauribile e variegata di sistemi mitologici e di antiche radici popolari, che sono arrivate fino a noi talvolta sotto forma di narrazioni orali e che altre volte sono state invece organizzate in vere e proprie fiabe.

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Racconti incantati di estati finlandesi

Il libro dell’estate, Tove Jansson

il libro dell'estatePrima di scoprirla nel catalogo Iperborea, conoscevo Tove Jansson solo come creatrice dei Mumin e già adoravo le loro avventure descritte con deliziosi particolari, sentimenti appena accennati e oggetti che contengono mondi. Nel Libro dell’estate ho ritrovato molte delle cose che mi piacevano della Jansson Salani e ne ho scoperte altri, altrettanto lievi e dolci, che però ad un pubblico di bambini sarebbero sfuggite.

È difficile applicare la parola romanzo a questa storia, non c’è davvero abbastanza intreccio per giustificare questa scelta lessicale. Piuttosto potrei associare questo libro ad un album di ricordi in cui al posto delle fotografie sono incollati piccoli testi che incorniciano anni, giorni, vite. Continua a leggere

“Il giardino dei cosacchi” di J. Brokken svela un Dostoevskij mai visto prima

Il giardino dei cosacchi – Jan Brokken
(Iperborea)

cosacchiA Jan Brokken, già conosciuto e apprezzato dalla critica dopo la pubblicazione di Anime baltiche, bastano poche righe per fare dimenticare a chiunque il tempo e il luogo in cui si trova e per trascinarlo con sé nella Russia dell’ormai lontano 1849 senza troppi sforzi: da un attimo all’altro, infatti, si arriva inspiegabilmente a San Pietroburgo e si assiste con i propri occhi al celebre momento in cui lo scrittore Fёdor Michajlovič Dostoevskij era pronto ad essere condannato a morte sul plotone di esecuzione insieme ad altri prigionieri, con l’accusa di avere partecipato a un progetto complottistico ai danni di Alessandro II, prima che la grazia concessa dallo zar commutasse inaspettatamente la pena in una coscrizione a tempo indeterminato nella desolata Siberia.

Per secoli, ormai, si è letto di tale episodio con stupore e con interesse, ma adesso per la prima volta, grazie al personaggio del diciassettenne barone Aleksandr von Wrangel, si osserva in prima persona la scena e ci si sente attratti senza mezzi termini dalla figura pallida e incerta dello scrittore che, a distanza di qualche anno, sarebbe diventato il più apprezzato in tutto l’impero.

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“Il pastore d’Islanda”, il romanzo che ispirò Hemingway per “Il vecchio e il mare”

Il pastore d’Islanda, di Gunnar Gunnarsson

Ci sono libri che somigliano ai vestiti: non possono essere letti in ogni periodo dell’anno o in ogni situazione. Il pastore d’Islanda è uno di questi: è difficile cogliere in pieno la magia di questo racconto lungo se non lo si legge in inverno. Questa mia impressione è confermata da Stefanssòn nella postfazione: lo scrittore islandese afferma infatti di aver letto per anni questo libro il giorno della vigilia di Natale. Continua a leggere

I ‘magici’ racconti del Nobel islandese Halldor Laxness

Sette maghi, Halldor Laxness
(edizioni Iperborea)

«Se l’umanità si accontentasse delle esperienze soprannaturali, come una volta, non avrebbe
bisogno del tabacco e dell’acquavite.»

Sette maghi, eppure otto sono i racconti che compongono questa raccolta del Premio Nobel islandese Halldor Laxness.
Otto racconti così diversi tra di loro, anche solo per l’ambientazione geografica di ciascuno: dall’India alla Sicilia anni Venti fino alle terre estreme di Gengis Khan, oltre ovviamente all’Islanda.
Scritti in un arco temporale di circa dieci anni, tra gli anni Trenta e Quaranta, tenuti a lungo in un cassetto, poi riuniti e dati alle stampe. Soleva fare così, Laxness, con i suoi racconti: li lasciava a decantare, in un cassetto, in attesa del momento giusto.
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