“Macchine come me”: ritratto di famiglia con androide

Macchine come me, Ian McEwan
(Einaudi, 2019 – trad. di S. Basso)

978880624184GRAGarry Kasparov è un russo abbastanza famoso per essere uno dei giocatori di scacchi più forti di sempre. È stato campione del mondo, ininterrottamente, dal 1985 al 2000, e in un giorno del 1996, quando sembrava che non ci fosse nessuno sulla faccia della terra in grado di batterlo, gli hanno messo davanti un grosso scatolone che si chiamava Deep Blue: si trattava di un computer progettato dalla IBM per giocare a scacchi: la funzione per cui era stato programmato era quella di vincere. Continua a leggere

“La ragazza che levita”: l’arte di farsi prendere sul serio dagli uomini spiegata da Barbara Comyns

La ragazza che levita, Barbara Comyns
(2019, Safarà Editore – trad. C. Pascotto)

La_ragazza_che_levita_CoverPer la prima volta in Italia nella traduzione di Cristina Pascotto per la casa editrice Safarà, La ragazza che levita è il romanzo più importante di Barbara Comyns, eclettica autrice la cui vita stessa è una piccola opera d’arte.

Nata nel 1907 in un contesto famigliare burrascoso, non ebbe la possibilità di istruirsi canonicamente, la sua letteratura nasce del tutto spontaneamente e la definisce come outsider artist. Continua a leggere

L’abito come habitus e la fluidità di genere in “Orlando”, di Virginia Woolf

«Moda: Io sono la Moda, tua sorella.
Morte: Mia sorella?
Moda: Sì, non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità?»
(Dialogo della Morte e della Moda, in Operette Morali, 1827, Giacomo Leopardi)

Virginia Woolf ha sempre intrattenuto un rapporto molto ambiguo con Orlando: nonostante lo considerasse un divertissement scritto in regime di spensieratezza vacanziera (lo definiva infatti il frutto di una writer’s holiday), era un romanzo a cui teneva molto, sia perché lo dedicò a Vita Sackville-West – sua cara amica e amante – sia perché fu il primo testo che il pubblico inglese accolse con vivo calore. A distanza di quasi un secolo, Orlando continua a fornire interessanti spunti di riflessione, più che mai attuali.

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“A Bloomsbury”: la Lost Generation nei racconti di Mary Butts

A Bloomsbury, di Mary Butts
(2019, Safarà Editore – trad. G. Betti e C. Pascotto)

8921414_3754810Non c’è da sorprendersi se nell’ambito del modernismo inglese il nome di Mary Butts risuona oscuro: questa eccentrica scrittrice dalla biografia tempestosa – matrimoni burrascosi, relazioni omosessuali, interesse per l’occulto fra Londra e Parigi negli anni ’20 e ’30, non è mai stata pubblicata in italiano prima della comparsa di A Bloomsbury e altri racconti per Safarà Editore nella traduzione di Giulia Betti e Cristina Pascotto. Continua a leggere

Julian Barnes e il coraggio del luogo comune

L’unica storia, Julian Barnes
(Einaudi, 2018 – Trad. S. Basso)

«Abbiamo tutti un’unica storia da raccontare. […] E questa è la mia.»

Spara in alto, Julian Barnes. Trama di L’unica storia, in poche parole: un ragazzo di diciannove anni si innamora di una quarantenne, lei ricambia, si amano, poi si amano un po’ meno. Detto così, e considerata la premessa, è legittima una certa delusione. Viene da pensare che un autore di quel livello non può essersi accontentato di così poco, deve esserci per forza qualcosa, un punto di torsione che solleva il libro dal terreno del poco più che banale. Eppure questo romanzo è esattamente quello che sembra: duecentoquaranta pagine sulla storia d’amore, non sempre felice, di un ragazzo e di una quarantenne.
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“Le donne di troppo” sono ancora tra noi

le donne di troppoNascosto all’ombra di illustri contemporanei come Thomas Hardy, costretto a destreggiarsi in una Londra già vividamente reinventata da gente del calibro di Charles Dickens e William Thackeray e a maneggiare un tipo di trama tanto caro a Jane Austen, non c’è da sorprendersi se non avete mai sentito nominare George Gissing, romanziere vittoriano dalla vita tormentata cui la storia e la critica non hanno concesso una fama imperitura. Eppure Gissing è l’autore di uno dei romanzi più sorprendenti e moderni sulla questione femminile che siano mai stati scritti: si tratta di Le donne di troppo, che possiamo da un paio d’anni trovare in libreria nella traduzione di Vincenzo Latronico grazie alla casa editrice La tartaruga. Continua a leggere

“Il taglio” nelle piccole vite degli uomini: la Brexit secondo Anthony Cartwright

Il taglio, Anthony Cartwright
(66thand2nd, 2019 – trad. R. Duranti)

 

il taglioLa rabbia e il risentimento sono ovunque. Risiedono nel cuore delle colline sventrate dalle miniere di carbone, corrono agili e si diffondono lungo i canali usati per il suo trasporto; abitano, infine, le vite di tutti coloro che col carbone o con altri mestieri dal colore meno allegorico si sporcano la vita e che hanno imparato negli ultimi decenni a disprezzarsi. Sepolto l’orgoglio, i membri della working-class si sono condannati a un’esistenza di opposizione sterile e invidiosa nei confronti di chi – credono – regge il paese ed è responsabile delle loro vite e dei loro mali. Questa è l’Inghilterra profonda di Anthony Cartwright.

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La vita e le morti di Emily Brontë in chiave “mazziniana”


Centinaia di inverni, la vita e le morti di Emily Brontë, Sara Mazzini
(Jo March, 2019)

Due settimane fa ero a Pomigliano per la presentazione del libro di Sara Mazzini: Centinaia di inverni, la vita e le morti di Emily Brontë, dove ho avuto il piacere di poter ascoltare l’autrice, che ormai mi piace pensare sia anzitutto un’amica. Forse non sarò in grado di parlare di questo libro come ne hanno parlato lei e gli amici di CrapulaClub (Alfredo Zucchi, Luca Mignola e Antonio Russo De Vivo) che erano lì quella sera; forse non saprò incitarvi a porvi le giuste domande sul testo – in particolare ce n’è una, ma che mi riservo per la fine di questo pezzo – ma voglio provare a darvi la dimensione e la cifra di questo romanzo (apparentemente) biografico. Continua a leggere

Un Tolkien come non l’avete mai visto in “Lettere da Babbo Natale”

Lettere da Babbo Natale, J.R.R. Tolkien
(
Bompiani, 2017 – trad. M. Respinti)

Se c’è un libro che andrebbe acquistato o regalato in cartaceo per riscoprire la magia del Natale, è quello nato per ragioni familiari in casa Tolkien negli anni che vanno dal 1920 al 1943: Lettere da Babbo Natale, che in Italia è arrivato in numerose edizioni e che per Bompiani è tornato in ristampa di recente. Carta spessa e lucida, illustrazioni e fotografie per un volume che raccoglie effettivamente una magia lunga un ventennio.

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Il diritto alla “Disobbedienza” nell’esordio di Naomi Alderman

Disobbedienza, di Naomi Alderman
(nottetempo, 2018 – trad. M. Baiocchi)

disobbedienzaEra il 2006 quando Disobbedienza, il romanzo d’esordio di Naomi Alderman, veniva pubblicato per la prima volta: sarebbe valso all’autrice inglese il prestigioso Orange Award for New Writers e il premio del Sunday Times come giovane scrittrice dell’anno. Questo ottobre, l’opera è stata ripubblicata da nottetempo nella traduzione di Maria Baiocchi in contemporanea con l’uscita delle sale del film omonimo del Premio Oscar Sebastián Lelio.

Di Naomi Alderman avevo già letto e apprezzato Ragazze elettriche, l’atmosfera di Disobbedienza, sebbene guidata dalla stessa prosa impetuosa e avvolgente, è invece totalmente diversa. Le atmosfere distopiche di Ragazze elettriche lasciano qui spazio al mondo altrettanto esotico, ma ben più reale, della comunità ebraica ortodossa di Hendon, entro la quale l’autrice stessa è nata e cresciutaContinua a leggere