“Boy Erased”: la vita cancellata di Garrard Conley

Boy Erased – Vite cancellate, Garrard Conley
(Blackcoffee, 2018 – trad. Leonardo Taiuti)

La Bible Belt – letteralmente ‘cintura della Bibbia’ – è un’area degli Stati Uniti centrali (comprendente l’Arkansas, l’Oklahoma, il Mississipi e altri stati) caratterizzata dall’elevata presenza di fedi religiose di stampo protestante-puritano, quali il battismo, il presbiterianesimo, luteranesimo, pentecostalismo, e chi più ne ha più ne metta – non bastano le dita di entrambe le mani per enumerarle tutte. Ad oggi il rapporto tra queste religioni fondamentaliste conservatrici e temi socio-etici delicati come l’omosessualità è molto variegato, oltre che complesso; da qui l’interesse per Boy Erased – vite cancellate, memoriale attraverso cui Garrard Conley narra la sua esperienza presso Love in Action, struttura dedicata al riorientamento sessuale.

Siamo nel 2004. Il diciannovenne Garrard, figlio unico di un predicatore battista, vive in un’anonima cittadina dell’Arkansas situata vicina alle pendici degli Ozark, monti tozzi e non troppo alti che monitorano e sorvegliano, come dei bravi mastini, il via vai di chi li attraversa. La specifica confessione della chiesa professata devotamente da tutta la famiglia Conley e dalla loro comunità è quella del battismo missionario, che proibisce qualunque cosa abbia il «potere di distrarre l’anima dalla comunione diretta con Dio e la Bibbia»; perfino Harry Potter è considerato «un seduttore di anime innocenti».

Garrard ha un animo docile e mite, ama molto Dio e si comporta conformemente al volere genitoriale: non è ribelle, né stravagante o eccessivo. Una volta iniziato il college, Garrard comincia timidamente a coltivare l’intenzione di esplorare la sua attrazione verso gli uomini, di cui ha coscienza fin dalle elementari, e che non ha mai confessato ai genitori per timore di non essere accettato. Purtroppo, a seguito di un traumatico episodio vissuto all’università, il padre e la madre di Garrard scoprono che è omosessuale. Entrambi esprimono il loro rifiuto senza mezzi termini, con conseguente sgomento da parte del figlio che, per ottenere di nuovo la possibilità di vivere una vita normale in pace con Dio, i genitori e la comunità, si convince che il suo orientamento sessuale è da condannare, e decide di impegnarsi a cambiare: «Qualsiasi cosa. Farò qualsiasi cosa pur di cancellare questa parte di me».

Garrard comincia così la sua terapia riparativa negli spazi di Love in Action, un’organizzazione fondamentalista cristiana che adesso non esiste più, il cui programma di riorientamento sessuale, composto da dodici passi, equiparava l’omosessualità a veri disturbi sessuali quali la zoorastia e la pedofilia, come se la cura potesse essere per tutti la stessa. Lo scopo era appunto quello di reinserire nella comunità individui risanati dalla propria malattia, purificati dai nefandi istinti, ritemprati nella fede in Dio: esseri nuovi, ex-gay, eterosessuali convinti.

Boy Erased è un importante resoconto di una realtà americana passata per anni sotto silenzio nonostante la portata penetrativa dell’informazione globalizzata, che tutto ci mette a disposizione senza che niente si possa conoscere in essenza. Anche per questo il racconto di Garrard è unico: raccontando le vicende di una collettività soggiogata narra i soprusi messi in campo dal potere etero-sessista su cui si fonda la maggior parte dei credi religiosi, le cui espressioni più integerrime sono il vero cancro della nostra società.

La voce di Garrard è la voce di tanti ragazzi e ragazze come lui che non hanno avuto la forza o la possibilità di raccontarsi, poiché la terapia riparativa ha instillato in tanti superstiti un senso di estraneità verso sé stessi talmente forte da lasciarli confusi sulla natura della loro identità ancora oggi, non potendogli permettere – alla luce di questa profonda discrasia tra l’essere e il fingere – di vivere una vita normale anche a distanza di tempo. Lo stesso Garrard riporta a fine libro brevi testimonianze, così dolorose da lasciare spiazzati e rabbiosi:

Molteplici tentativi di suicidio, due ricoveri psichiatrici. Mi sono stati diagnosticati un grave caso di disturbo bipolare di tipo 2 e una moderata forma di disturbo da stress post-traumatico da svariati medici in due Stati diversi. I consulenti dell’istituto mi dicevano che i sintomi di questi disturbi erano riconducibili alla mia «confusione sessuale».

In quel periodo ho perso contatto con me stesso, perché ero impegnato a essere qualcun altro. Ora sono confuso quasi su tutto: Dio, la fede, dov’è il mio posto, che fare adesso. Ho perso molti amici e spesso sento di non avere speranze. Cerco solo di riprendermi la mia vita.

In un mondo in perenne conflitto, che già per sua natura non dà sicurezze o punti di riferimento, muove all’empatia questo stato di cose. Negli Stati Uniti, paese notoriamente contraddittorio, dopo tanti anni di movimento ex-gay i membri della comunità LGBT che sono riusciti a sopravvivere a Love in Action e simili si sono riuniti per proporre un movimento di segno opposto, quello degli ex-ex-gay, per denunciare le torture psicologiche della terapia riparativa con la prospettiva di sensibilizzare chi ancora non ne sa abbastanza e, magari, di smuovere un po’ le coscienze.

Perché al netto dei soprusi di gesti umani e solidali ce n’è sempre bisogno: in quest’ottica Boy Erased è una testimonianza particolarmente significativa, in cui è prima di tutto l’autore Garrard Conley ad esporsi e fare i conti col proprio passato, giungendo alla conclusione che, nonostante il dolore provato, «questo era il libro che dovevo scrivere, che se non l’avessi fatto non sarei mai stato meglio, non avrei mai capito chi ero davvero».

Angela Marino


L’immagine di copertina è un dettaglio della locandina del film tratto dal memoriale di Garrard, la cui uscita nelle sale è slittata da febbraio a marzo. Protagonista è Lucas Hedges nei panni di Garrard, affiancato da Joel Edgerton, anche regista del film, Nicole Kidman e Russell Crowe. Speriamo che siano stati fedeli allo spirito del memoriale; per scoprirlo non resta che andarlo a vedere.

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