Auguri Don Gesualdo – Cent’anni di Bufalino

Il 15 novembre del 1920, a Comiso in provincia di Ragusa, nasceva Gesualdo Bufalino, seduttore di spettri, voce unica e inimitabile del Novecento italiano, tra le espressioni più alte di quel che significa fare Letteratura. In occasione del suo centenario, dedichiamo al grande scrittore siciliano una settimana di articoli firmati da scrittori, critici, studiosi per indagare la cosmologia dell’opera bufaliniana.

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L’America in fiamme nei reportage di Ben Fountain

America brucia ancora. Reportage sulla campagna presidenziale 2016,
Ben Fountain
(minimum fax, 2020; trad. di A. Martinese)

Nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Joe Biden (sì, più o meno), America brucia ancora è stata un’utile lettura per confrontare, come una traduzione con il testo a fronte, ciò che sta succedendo in queste settimane Oltreoceano, in attesa dell’ election day di martedì prossimo, e ciò che già era accaduto quattro anni fa, quando il mondo si era svegliato con la notizia sconvolgente e inattesa dell’elezione di Donald Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. Un esito del tutto imprevisto che ha dato seguito a una letteratura sterminata di articoli, studi, analisi, retrospettive da parte di scrittori, giornalisti, sociologi, politologi. Eppure, per quanto si sia già scritto tanto, le ragioni che hanno portato circa 63 milioni di persone a votare un tale personaggio – violento, misogino, volgare, razzista, ma ha anche dei difetti – restano un quesito che suscita ancora interesse e curiosità.

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Radical Choc: la morte dei competenti

Radical Choc, Raffaele Alberto Ventura
(Einaudi, 2020)

Radical choc. Ascesa e caduta dei competenti - Raffaele Alberto Ventura - copertina

I saggi di Raffaele Alberto Ventura sono tra le più lucide analisi sociologiche del tempo presente che si possano leggere, e insieme un manifesto di una generazione che chiede di dar voce alle proprie istanze e ai propri problemi. Come pochi e con raro tempismo, Ventura sa fotografare e comprendere quello che sta accadendo nella società occidentale. Ne aveva dato sorprendente dimostrazione nel 2017, con il suo esordio Teoria della classe disagiata, e poi due anni più tardi con La guerra di tutti, entrambi editi da minimum fax. In maniera un po’ diversa, lo conferma il recentissimo Radical Choc, il quale va a comporre con i precedenti una dichiarata trilogia, dove ogni volume va a integrare e completare le tesi esposte negli altri.

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“Gli affamati” di Insolia: un esordio che non convince

Gli affamati, Mattia Insolia
(Ponte alle Grazie, 2020)

Due giovani fratelli, Paolo e Antonio, vivono da soli in un paesino siciliano. Paolo, il maggiore, fa il muratore, è perennemente in contrasto con il capocantiere e conduce una battaglia interiore con la sua rabbia; Antonio è più ingenuo, a differenza del fratello non ha imparato a farsi rispettare, o più semplicemente non è riuscito ancora ad adattarsi alle asprezze della vita. Su di loro incombe la fuga di una madre che ha scelto un’altra vita e l’assenza di un padre alcolizzato, che anche da morto dà pensiero: per quello che è stato e che i suoi figli non vogliono diventare. Così si presenta l’esordio di Mattia Insolia, catanese classe 1995, che sta facendo parlare di sé grazie soprattutto all’endorsement e alle lodi di Teresa Ciabatti.

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Letture per viaggiare in tempi di peste

Quando arriva l’estate, mi piace dedicarmi a due letture in particolare: i classici e i libri di viaggio. Quest’anno poi viaggiare è meno semplice del solito, molti hanno dovuto rinunciare alle vacanze, e allora dei buoni libri, insieme a una certa capacità di immedesimazione, possono aiutare a visitare comunque posti lontani, a calarsi in atmosfere esotiche. Questo articolo ha dunque la semplice, banale intenzione di dare qualche consiglio di lettura, tra quei libri che in questa e nelle precedenti estati ho letto (e apprezzato) per viaggiare. C’è un po’ di tutto: libri di viaggio (veri e falsi), ma anche romanzi d’avventura, reportage, saggi. Continua a leggere

Riscoprire Samonà: “Fratelli” tra letteratura e psicanalisi

Fratelli fu nel 1978 un grande successo di pubblico e di critica. Un’opera innovativa per l’epoca, forse uno dei primi esempi di autofiction.

Carmelo Samonà fa parte di quella schiera probabilmente oggi estinta di letterati che si dedicano a un assiduo e lungo studio delle opere altrui prima di cimentarsi in una prova letteraria propria. Nato a Palermo nel 1926, figlio del grande architetto Giuseppe Samonà, dedicò il suo percorso universitario e poi la sua intera vita agli studi di ispanistica, in particolare al teatro di Calderón de la Barca, Tirso de Molina e Lope de Vega[1]. Il suo contributo al settore resta tra i più importanti e imprescindibili del Novecento, mentre la vocazione narrativa, come ha notato Francesco Orlando, «insorse in ritardo, sotto l’urto di un’esperienza violentemente traumatica che non aveva niente a che fare con la professione o la passione letteraria, che di per sé avrebbe potuto solo disturbarle o paralizzarle»[2]. Continua a leggere

Ogni biblioteca è un paesaggio mentale

Come ordinare una biblioteca, Roberto Calasso
(Adelphi, 2020)

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Pagherei un biglietto per visitare la biblioteca di Calasso – anche solo un tour virtuale. Calasso che in queste pagine, pur di consueta cultura e spessore intellettuale, ci appare non tanto come colonna della storia dell’editoria italiana o come il saggista che conosciamo, bensì nelle vesti di bibliofilo. Certo un bibliofilo abbiente e di raffinata estrosità – che si aggiudica preziosi libri all’asta, che conserva cimeli da museo come la Lettera 22 di Brodskij –, ma al nocciolo un bibliofilo come tutti, come noi. Con aneddoti da raccontare, con una personale, rigorosa liturgia di usanze e protocolli da seguire nel proprio rapporto con i libri. Continua a leggere

I nostri primi 5 anni

Quando l’estate arriverà, e non manca che un mese, Il rifugio dell’ircocervo compirà cinque anni. È un traguardo che a dire il vero lascia basiti. Cinque anni possono sembrare pochi, ma se pensiamo a com’eravamo cinque anni fa, a com’era questo posto cinque anni fa, a quanto noi siamo cambiati, e con noi il rifugio (e l’ircocervo stesso, nelle sue diverse versioni), allora tutto acquisisce una nuova dimensione. Ecco che cinque anni subito appaiono più lunghi e densi, quasi come un’altra vita.

Da oggi, il sito, il logo e i nostri canali social hanno una nuova veste grafica, realizzata al solito da Sara Dealbera. L’ircocervo s’accinge a soffiare sulla sua candelina. Da oggi, e per le prossime settimane che ci accompagneranno all’estate, seguiranno delle iniziative, perché l’Ircocervo esige santificare le feste. Tanto buono e caro, gli si vuol bene, ma ha la tendenza a voler stare al centro dell’attenzione. Anche lui un vezzo deve pur averlo, no? Glielo concediamo.

Sarà un modo per condividere con tutti voi la gioia di questo traguardo. Lo attenderemo insieme,  ripercorrendo ciò che sono stati questi cinque anni, e, chissà, magari provando a riservarvi anche qualche altra sorpresa più avanti.
Intanto da domani, ogni weekend, sui nostri canali social faremo una rassegna degli articoli che in qualche modo hanno tracciato la storia della rivista, dal 2015 a oggi.

Restate sintonizzati…

“I topi del cimitero” e i racconti esoterici di Carlo H. De’ Medici

I topi del cimitero, Carlo H. De’ Medici
(Cliquot, 2019)

 

I-topi-del-cimitero-945x1401La storia editoriale di Carlo H. De’ Medici sembra di per sé un romanzo: così affascinante e incredibile che a volte, lasciandomi tentare da un eccessivo scetticismo, mi sono chiesto se il ritrovamento delle sue opere non sia uguale al ritrovamento delle teste di Modigliani nel Fosso Reale di Livorno.
L’edizione del 1921 di un suo romanzo, Gomòria, arriva nel 2017 alla casa editrice Cliquot, che recupera autori del passato. E da qui la storia ha inizio, con la pubblicazione del romanzo nel 2018 che ha destato parecchia attenzione; con ricerche sulla sua vita altrettanto degne di romanzo, che conducono a una villa a Gradisca d’Isonzo. Continua a leggere

La potenza narrativa di Olga Tokarczuk

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, Olga Tokarczuk
(Bompiani, 2020 – trad. di S. De Fanti)

c2bce7bde9e34aeaa9f882d97404746bNel presentare, in quarta di copertina, questo romanzo di Olga Tokarczuk, Bompiani parla di noir e soprattutto thriller. Con tutta probabilità, lo fa nel tentativo di risultare allettante a una certa, vasta porzione di pubblico, tuttavia con l’effetto distorto di allontanare chi non pratica questi generi, e cioè il vero lettore ideale dell’opera.
Ecco, io, che mai avevo letto prima la Premio Nobel polacca, e che non sono solito leggere thriller, mi sono approcciato a Guida il tuo carro sulle ossa dei morti con una certa diffidenza. E devo dire: per fortuna che alla diffidenza ho fatto prevalere la curiosità, perché si tratta di un romanzo interessantissimo e che col thriller non ha nulla a che fare. Continua a leggere